Un tombino pericolosamente lasciato aperto in viale Colajanni: lo segnala la consigliera Caruso

Un pericolo in una zona centrale della città, soprattutto per dei bambini che potrebbero pensare ad una delle iniziative per il Natale ideata dal Comune, una esplorazione nel sottosuolo della città, alla ricerca della fabbrica dei giocattoli di Babbo Natale.
Un tombino senza coperchio, messo in sicurezza, per usare un eufemismo, con una delle solite recinzioni in plastica traforata arancione che lascia il tempo che trova in quanto a sicurezza.
Lo ha segnalato ai competenti uffici del Comune, (ma quali sono ? NdR) la consigliera Rossana Caruso sollecitata anche dalle numerose proteste di cittadini per questo ennesimo episodio di lassismo in città.
Ragusa, soprattutto con questa amministrazione, è da tempo la patria delle recinzioni traforate arancioni, dei new jersey per delimitare caditoie divelte, di protezioni pericolanti di cavalcavia messe in sicurezza con le corde, di ringhiere arrugginite e di varchi pericolosi nelle stesse chiusi da vecchie reti da letto.
La consigliera Caruso sottolinea la pericolosità del tombino privo di copertura, “l’area risulta transennata, ma la rete di sicurezza è manomessa. Per cui può accedervi chiunque, a maggior ragione dei ragazzini inconsapevoli della gravità del pericolo, per non parlare degli animali da passeggio”.
Ma sarebbe bene che, una buona volta, si chiedesse conto di queste anomalie, per le quali, spesso, c’è di mezzo la sicurezza: sarebbe logico e naturale pensare che, una volta che qualche ufficio ha provveduto a provveduto a mettere in sicurezza con la recinzione, ci fosse qualcuno che, contestualmente si occupi di risolvere il problema, possibilmente in tempi brevi.
Sembra che gli uffici tecnici, forse occupati con questioni di più alto rango, dimentichino certe incombenze, comprensibile che autorizzazioni edilizie, centri commerciali, piano regolatore, piste ciclabili e antenne per le comunicazioni, siano ritenute cose più importanti e prioritarie, ma si dedichi una squadra con un funzionario a questo tipo di manutenzioni e alle relative emergenze.
I consiglierei comunali fanno benissimo a girare le segnalazioni dei cittadini, ma dovrebbero preoccuparsi di ciò che non funziona negli uffici, ricercare le responsabilità dei ritardi nelle manutenzioni ordinarie e straordinarie.

Per esempio, a proposito di recinzioni in plastica traforata arancione, i marciapiedi del cavalcavia che collega piazza Villa Pax a via Virgilio sono ormai transennati da mesi: se possono essere compresi i ritardi burocratici per il rinnovo della ringhiera del lato ovest, quella travolta da un auto che è andata a finire sui sottostanti binari ferroviari, non si comprende il ritardo per intervenire sul lato est, dove il marciapiede che da via delle miniere porta a via Alfieri è totalmente interdetto al passaggio dei pedoni, senza nemmeno un piccolo corridoio, come sull’altro lato.
Evidentemente, nell’occasione dell’incidente, si è constatata la precarietà della ringhiera, da entrambi i lati, ma non si comprende il ritardo per un intervento che, oltre riguardante la sicurezza, inficia il decoro della città in una zona di grande transito.
In consiglio comunale surreali interventi per la scerbatura dei cigli stradali e altre amenità diventate un must del civico consesso, come la piscina, l’aeroporto o Iblea Acque, ma di certi aspetti di tutta evidenza nessuno parla.

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