di redazione
Grande accoglienza di pubblico per Pierluigi Bersani che ha fatto rivivere le emozioni delle convention politiche di una volta
Un successo indiscutibile per la serata organizzata, al Centro Studi ‘Feliciano Rossitto’ di Ragusa, dal II Circolo Pd e da Sinistra Riformista di Ragusa, per accogliere l’ex segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani.
L’entusiasmo per la venuta dell’illustre ospite ha travalicato il tema della serata, dedicato al NO per il referendum sulle riforme costituzionali.
Ad accogliere l’indimenticato leader della sinistra italiana, il senatore Gianni Battaglia, anche nella veste di Segretario dell’Unione Comunale del Partito, la vice segretaria provinciale, Angela Barone, e Mimmo Barone, segretario del II Circolo.
Nella sala, stracolma in ogni ordine di posti, del Centro ‘Feliciano Rossitto’, un parterre di ospiti eccellenti:
l’on.le Davide Zoggia, che ha accompagnato Bersani nel suo tour isolano, l’avv. Cesare Borrometi di Sinistra Riformista Ragusa, l’on.le Giuseppe Di Giacomo, il prof. Francesco Aiello, l’on.le Zago, il segretario organizzativo provinciale, dott. Gaglio, il sindaco di Santa Croce Camerina, Francesca Iurato, il segretario della CGIL, Giuseppe Scifo.
Nessun accenno di polemica con la segreteria PD di Ragusa per l’utilizzo del logo del PD per le ragioni del NO, come invece avvenuto a Siracusa. Finora il logo del Pd era stato utilizzato per illustrare le Ragioni del SI, scelte dalla segreteria nazionale dopo un voto, ed in seguito all’approvazione della riforma nelle aule parlamentari, a maggioranza. Le Ragioni del Si, perciò, sono state adottate in ogni sede di rappresentanza politica del partito.
A Siracusa, come sottolinea sicliainformazioni.com, uno strappo di non poco conto, un precedente che non ha…precedenti. Il dissenso, questa la linea prevalsa, avrebbe potuto essere ospitato senza alcuna sanzione per chiunque lo avesse scelto, ma non avrebbe dovuto essere rappresentato con il logo del partito.
Il giornale scrive che non è affatto casuale che questa “provocazione” della minoranza Pd venga da Siracusa perché a Siracusa si è consumata la più aspra competizione all’interno del partito, fra renziani e bersaniani, che sono maggioranza, ed hanno ricusato nei giorni scorsi il sindaco Pd, Garozzo, che è renziano.
Non sono le ragioni del SI e del NO che hanno fatto nascere e crescere la tensione. La lacerazione interna nel Pd aretuseo ha raggiunto livelli da guerriglia e suggerito iniziative, che sarebbe corretto chiamarle “rappresaglie”.
Evidentemente Ragusa è ‘isola felice’ anche in questo.
La manifestazione organizzata dal Secondo Circolo e dell’Area Riformista di Ragusa sembrava un appuntamento come quelli di una volta: il colore rosso del Centro Studi “Feliciano Rossitto”, il simbolo del Pd e tantissima gente, con le facce sorridenti e lo sguardo speranzoso, hanno fatto da cornice all’arrivo di Bersani.
Un applauso ha sancito il suo ingresso. Donne e uomini si sono fatti largo per potergli stringere la mano, quasi a riprendere quel filo rosso che da tempo sembra essersi spezzato.
Erano tutti lì per lui per ascoltare le ragioni del No di un referendum che ha spaccato il Partito, il Parlamento ed anche il Paese. Ma anche per sentire parlare di temi vicini alla gente: il lavoro, il welfare, la scuola, l’economia.
In appena un’ora, Bersani ha toccato temi come la gloabalizzazione, l’immigrazione, l’affermazione di forme di populismi e di razzismo che non hanno nulla a che fare con un’avanzata di una destra liberista e conservatrice.
Si sta affermando un potere basato sulla paura dell’Altro, da chi ha un colore diverso di pelle, paura che fa leva sulla crisi economica, la disoccupazione e un futuro che non dà nessuna certezza.
«Purtroppo nel Pd – ha detto Bersani – si fanno pochi discorsi di politica e il nostro segretario, nonché presidente del Coniglio, ha imbastito una specie di appuntamento con un giudizio di Dio, già un anno fa, alla conferenza stampa di natale – se non passa il referendum vado a casa, abbandono la politica e così via – mettendo nel panorama politico un appuntamento col quale ha detto al mondo che il nostro Paese è davanti ad un crinale, ad un pregiudizio se non vince il Si.
Un appuntamento attorno al quale sono generate tutte le speculazioni politiche, finanziare, economiche.»
Tutto si è fermato al referendum del 4 dicembre ed oggi, (ieri per chi legge), dopo la Leopolda di ieri, al grido, “fuori, fuori”, contemporaneamente in una roccaforte della sinistra, Monfalcone, il popolo di sinistra ha voltato le spalle al PD. Il PD è rimasto fuori e la Lega di Salvini ha vinto le elezioni!
«Di cosa si discute nel Partito, di un foglio che contiene promesse vaghe e nebulose per dimostrare la sua volontà di modificare la legge elettorale o sul quel foglio c’è scritto: “Stai sereno!”».
Bersani ha voluto, con il suo discorso equilibrato e dai toni pacati, ma determinato, rassicurare la platea, che lo applaudiva continuamente, che all’indomani del voto non ci sarà nessuna voglia di rivincita o l’obiettivo di riprendersi il partito ma bensì l’affermazione dei valori della sinistra.
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