di Vilnius Nastavnic
La crisi politica al Comune di Ragusa assume le sembianze di uno sversamento di petrolio da una piattaforma petrolifera
Né più né meno di quando ti propongono di impiantare una piattaforma petrolifera a poche miglia dalla costa: ti fanno intravedere che non ci sono pericoli per l’ambiente, solo benefici per il territorio, in termini di economia, occupazione, royalties, sistemi di sicurezza accurati per qualche piccolo incidente, nessun danno all’ecosistema.
Senza che tu abbia fatto nulla per volerla, te la trovi davanti ma non la vedi, salvo accorgerti della sua presenza quando c’è uno sversamento di petrolio che invade il mare e si riversa sulla costa.
Allora capisci il danno che ne poteva derivare.
In pratica lo stesso dell’esperienza di una amministrazione a cinque stelle: tutte rose e fiori, all’inizio, o meglio prima, cambiamento, rinnovamento, trasparenza, sana gestione della cosa pubblica, efficientemente della macchina ammnistrativa, riduzione della spesa pubblica, azzeramento degli sprechi, ma, soprattutto, uomini non attaccati alla poltrona, che fanno politica solo per servizio, accontentandosi di poco ed eliminando il malcostume di chi vive di politica.
Come quando incassi royalties in abbondanza, ma ti rendi conto che se c’è un incidente, il gioco non valeva la candela. Bella l’amministrazione grillina, ma se vedi che è cambiato poco e che si impantana allo stesso modo con i giochi della vecchia politica, ti chiedi se il gioco valeva la candela.
Ci si può ritrovare a camminare su un mare di melma appiccicosa, l’unica speranza è che si riesca a bonificare tutto se il danno non è eccessivamente grave, altrimenti l’ecosistema è compromesso per anni.
A Ragusa lo sversamento c’è stato, all’inizio era una piccola perdita, pensavano che con una pezza si sarebbe pulito tutto, invece buchi dappertutto, con il petrolio che zampillava e sporcava tutto, senza che nessuno mostrasse di voler intervenire.
Le falle si mostrano in tutta la loro pericolosità, c’è chi ancora considera la convenienza dell’introito delle royalties, c’è, invece, chi comincia a considerare l’eventualità di un rischio incidenti che può risultare ancora maggiore di quello attuale.
Per uscire di metafora, o il sindaco Piccitto fa come quel tecnico texano che riuscì a spegnere l’incendio del pozzo di petrolio, nel 1954, a Ragusa, e riuscirà a fermare tutte le fibrillazioni del mondo pentastellato, dimostrando anche di essere un pentastellato DOC, oppure i ragusani si renderanno conto del raggiro e torneranno a guardare alla vecchia politica, come già qualcuno tenta di frequentare, compreso qualche grillino, per uscire dall’emergenza.
La crisi attuale, per le sue dimensioni e per le problematiche insolute che giacciono sul tavolo, è quanto mai delicata: una maggioranza ridotta all’osso, esigua, non dà nessuna garanzia di tenuta, le concomitanti prossime elezioni regionali inducono i vertici del Movimento a far intravedere una calma fittizia, senza che ci siano interventi per riportare all’ordine o allontanare dissidenti o elementi indesiderati.
Il ridicolo pervade il gruppo consiliare che, nonostante attacchi da più parti, continua nel suo atteggiamento supponente e provocatorio, attardandosi in riunioni sempre più segrete e riservate per parlare e decidere sul nulla.
Fra le gole profonde, unico assillo del primo cittadino che non sopporta le indiscrezioni sulle riunioni che puntualmente vengono fuori ancora prima della fine delle stesse, c’è chi ha voluto mettere nell’uovo di Pasqua l’ultima sorpresa di questi sorprendenti grillini.
Fra i consiglieri, quasi tutti con esiguo bottino di consensi, che si trovano a Palazzo dell’Aquila per la ‘bontà’ degli avversari politici che ‘regalarono’ la maggioranza in occasione delle strategie per il ballottaggio, c’è chi pensa, addirittura, alle prossime elezioni regionali, i giochi sono strategicamente puntati sulle prossime competizioni, pare, addirittura, che qualcuno lavori per un posto di onorevole per la consorte.
Logico capire quali possono essere i condizionamenti, comprensibili le repentine variazioni di maggioranza che vanno dai 15 consiglieri su sedici che dichiararono guerra all’assessore Martorana esternando l’assoluto dissenso all’onorevole Cancelleri in sala giunta ai tredici che sottoscrissero una lettera conseguente ai vertici del Movimento, senza riceverne riscontro.
Non si comprende cosa aspettino questi consiglieri, dopo aver ricevuto garanzie da Cancelleri, secondo quanto dicono e secondo quanto abbiamo registrato, dopo aver scritto ai vertici e dopo aver suggellato, con una stretta di mano, un accordo con il sindaco per la sostituzione di un assessore, sostituzione che, di recente, in una riunione, il primo cittadino ha fatto intravedere come non più certa.
Dovevano essere gli uomini e le donne della rivoluzione grillina, si sono rivelati semplici soldatini incapaci di reagire anche a scandali come quelli dei fondi mancanti della Legge su Ibla su cui nessuno ha osato mettere lingua, in un contesto di pura omertà imposta, evidentemente, per decisioni superiori obbedienti a poteri esterni, dal momento che i grillini con il disallineamento non hanno nulla a che fare, se non per la copertura offerta, sin dall’insediamento, alla scandalosa vicenda che riguarda ex amministratori.
Questa, se vogliamo è la macchia nera dell’amministrazione Piccitto che non vuole fare chiarezza su una storiella che ha visto sparire ben 16 milioni di fondi vincolati.
Ma l’oro nero di danni ne ha fatto, ha impomatato, paralizzandole, le ali di Stefania Campo che come pochi altri rendeva viva un’amministrazione ingessata, ha reso pericolosamente impercorribile tutte le strade attorno al Castello e all’interno del parco che, forse, si vuole illuminare per fare chiarezza, ha invischiato e rallentato politiche energetiche, urbanistica, turismo e bilanci.
Urge la bonifica, sempre che tutto torni come prima! Perché la gente, al contrario degli stessi grillini, crede ancora nel petrolio, crede nel rinnovamento e nel cambiamento grillino e considera gli incidenti superabili.
A patto che si riescano a superare.
{gallery}macchia nera{/gallery}
