Un’anonima nota, ma non tanto, sul Caravaggio e sulla gestione della cultura a Ragusa

Girava, ieri sera, sui social, una interessante nota, pare poi, inspiegabilmente ma non tanto, scomparsa, cancellata, tipica di quelle persone che suonano il campanello e scappano.
La nota si presentava con una foto della Gioconda del Louvre offesa da una torta scagliata  dallo spostato di turno, e, appunto, veniva firmata #torteinfaccia.
L’anonimo post, ma non tanto per quelli che hanno letto all’inizio la nota, poi dilagata come anonima sui social, mostra aspetti interessanti, rilievi critici del tutto condivisibili, anche se poi, alla fine, si scopre che non tutti possono ostentare verginità morale.
Le riflessioni, la considerazione, come la chiama l’autrice (parla al femminile), partono dalla mostra di Caravaggio che ha per protagonista un dipinto che, secondo chi scrive, viene ritenuto realizzato da Caravaggio solo dagli esperti che hanno partecipato al simposio, “contro il parere di tutto il mondo”.
Ma di questo, ormai, si è discusso troppo a lungo, inutile tornarci.
Poi si fa riferimento ad una di quelle amenità dell’attuale amministrazione, la prostrazione di sindaco e assessori, in particolare quelli alla cultura e al turismo, per il matrimonio di una certa Miriam Leone che ebbe, addirittura, gratuitamente, la disponibilità del Castello e del Parco di Donnafugata.
L’autore delle riflessioni, evidentemente amante del Castello e della sua storia, addirittura, non si sa da chi autorizzato, si preoccupò di andare a ripulire il parco storico dell’’800 da “fragorose mutande e altisonanti bicchieri”.
Si evince, in maniera del tutto chiara, che questo misterioso personaggio, non si sa a quale titolo, non ha condiviso la scelta degli amministratori, come pure non condivide, come è spiegato, le strategie di promozione culturale che ricorrono allo sfruttamento di un nome noto.
Ma non ci vuole tanto per comprendere quello che fu uno dei flop di questa amministrazione, una volta andati via gli sposi e gli inviatati, seminando mutandine e bicchieri , di quella belloccia dello spettacolo italiano non si è saputo più nulla, già sulle cronache più diffuse, la sposa ha fatto qualche post per dichiarare l’amore per la sua terra e per qualche riferimento al suo matrimonio, foto sulla piazza principale di Siracusa, qualche riferimento a Scicli e al suo mare, del Castello di Donnafugata nessun cenno, forse per i servizi igienici che hanno obbligato gli invitati a disfarsi delle mutande fra l’erba (altissima) del parco
Il soggetto si dice avvilito, “non sono contraria alle grandi mostre, non osteggio i vip che scelgono le nostre location; mi avvilisce semmai la mala gestione, il marketing travestito da promozione culturale, lo sfruttamento indecoroso del patrimonio artistico.
Un’amante della cultura e del patrimonio artistico che vengono gestiti in maniera discutibile, e su questo ci sono tanti elementi per darle ragione, che contesta anche l’operazione di scambio di sconti fra i biglietti per la mostra del presunto Caravaggio e quelli per l’ingresso al Castello.
Tanti i particolari legati al Castello che destano perplessità su chi possa essere l’autrice della nota che mette a fuoco argomenti interessanti e reali, per i quiali si potrebbe discutere a lungo.
Un altro aspetto, per esempio, che si prende in considerazione, è quello relativo al fatto che non ci sarebbero soldi per assumere personale nei luoghi d’arte, così tutti i beni culturali della città vengono gestiti da volontari pagati €4.00 l’ora. “La città del volontariato” viene definita Ragusa.
Un passaggio assai complicato, intanto si parla di volontari pagati e la cosa non si comprende: o si è volontari o si è dipendenti, se poi c’è qualcuno che paga a 4 l’euro l’ora la cosa dovrebbe interessare ufficio del lavoro e magistratura. Dove avvengono cose di questo genere?
Per non spostarci troppo, in effetti si sa di gente che lavora al Castello, ma non si è potuto capire mai chi li assume, come vengono scelti, come sono pagati e sulla base di quali titoli e competenze, come si fa ad entrare nel cerchio magico del Castello, questo non da ora ma sin dai tempi del Sindaco Piccitto, a tutti i livelli, da chi dirige la baracca alla manovalanza.
Su questo, finalmente, si potrebbe far luce e dissipare i misteri del Castello.
Le riflessioni si concludono con l’ultima considerazione, non certo gratificante per chi si occupa di cultura per conto del comune, sulla cultura che sarebbe “considerata uno show, un cabaret il cui fine è solo quello di allietare e intrattenere il pubblico pagante”
In effetti, e ancora c’è un riferimento al Castello, show, cabaret, negli ultimi anni, a Donnafugata non sono mancati e non solo per allietare e intrattenere il pubblico pagante.

Questa la nota che circolava sui social e della quale sarebbe interessante conoscere l’autrice:

Questa è la mia ultima considerazione sulla mostra di Caravaggio e poi vado al mare 🌊.
Dal simposio di ieri è emerso che l’opera è autentica (cioè risalente al 1600, ma questo nessuno lo metteva in dubbio), tuttavia è considerata autografa (ovvero opera originale di Caravaggio) solo per i 6 esperti presenti, contro il parere di tutto il mondo.
Pertanto sarebbe stato più corretto intitolare la mostra “Per Noi è Caravaggio” .
Forse qualcuno pensa che i ragusani non ne mastichino di cultura, che cadano in preda all’estasi di Santa Teresa di fronte a un nome altisonante.
Un po’ come la storia del matrimonio di Miriam Leone al Castello di Donnafugata la scorsa estate, concesso gratuitamente perché bisogna prostrarsi di fronte a un nome tanto fragoroso!
(Il giorno dopo sono andata a raccogliere personalmente fragorose mutande e altisonanti bicchieri abbandonati nel parco storico dell’Ottocento).
Mi pare che troppo disperatamente si punti a ricercare il nome noto per dar sostanza alla promozione culturale, come se le risorse di cui già disponiamo non fossero sufficienti o adeguate.
Attenzione, non sono contraria alle grandi mostre, non osteggio i vip che scelgono le nostre location; mi avvilisce semmai la mala gestione, il marketing travestito da promozione culturale, lo sfruttamento indecoroso del patrimonio artistico.
Come il biglietto cumulativo castello/Caravaggio, con sconto sul ticket del castello: gli incassi della mostra vanno ai privati, mentre la cassa comunale deve accontentarsi dell’incasso ridotto. Ma poi quale sarebbe il collegamento tra le due cose?
E, ovviamente, non ci sono soldi per assumere personale nei luoghi d’arte, così tutti i beni culturali della città vengono gestiti da volontari pagati €4.00 l’ora.
La città della cultura del volontariato!
MI pare chiaro che la cultura sia ormai considerata uno show, un cabaret il cui fine è solo quello di allietare e intrattenere il pubblico pagante.

Foto di repertorio, riferibile a volontari che si occupano dei beni culturali della città, diffusa a suo tempo dal Comune.

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