Vademecum per la carriera politica

Nella provincia babba si scandalizzano per ogni spostamento fra destra e sinistra, fra movimenti e partiti, spesso si guarda in casa d’altri, molto meno in casa propria.
Vale la pena, però, di seguire e osservare certi spostamenti che sono indice di come si fa carriera politica ad alto livello.
Ancora una volta, protagonista di nomine che suscitano perplessità è il Presidente della Regione, Musumeci, che molti di noi conoscono e ricordano come uomo di destra che, immaginavamo, non sarebbe mai sceso a compromessi tipici della prima e seconda repubblica, classificazione questa che non seve più dal momento che in terza repubblica le cose non vanno meglio…anzi certi fenomeni sono amplificati in maniera abnorme.
Dopo la nomina del portavoce, Musumeci ha scelto una ex parlamentare europea del Partito Democratico, ancorché valida e nota giornalista professionista, di Catania, su città, è la volta della nomina assessoriale, come da indicazioni di Forza Italia, per Marco Zambuto.
Ecco il curriculum di eccellenza del nuovo assessore della giunta Musumeci, destinato alla Funzione Pubblica e agli Enti Locali:
avvocato, diplomato ad Agrigento e laureato a Palermo, Zambuto è figlio d’arte, suo padre, Calogero, è stato sindaco DC di Agrigento.
E come accade per tanti figli d’arte, segnatamente appartenenti alla comune origine nella Democrazia Cristiana, è protagonista di una folgorante carriera politica che non conosce ostacoli e intoppi.
Il nostro, comunque, non vuole essere un giudizio forzatamente negativo, né polemico, perché in questo tipo di carriere, che potrebbero sembrare ‘facilitate’ si riscontrano elementi che mancano ai politici arrembanti di oggi che, per esempio, ambiscono a cariche assessoriali senza avere la benché minima esperienza.
Zambuto si forma già a scuola, per diversi anni rappresentante di istituto al liceo classico e rappresentante provinciale degli studenti agrigentini.
Nel 1993 è eletto consigliere comunale di Agrigento nella lista della Democrazia Cristiana. Scioltasi la DC, nel 1997 viene rieletto con il partito dei Cristiani Democratici Uniti, CDU.
Candidato nel 2003 al consiglio provinciale, non viene però eletto. Nello stesso anno diventa segretario provinciale dell’UDC.
Assessore comunale al bilancio del comune di Agrigento nel 2004, lascia l’amministrazione dopo circa un anno per dissidi con l’amministrazione guidata da Aldo Piazza.
È stato segretario provinciale dell’UDC dal novembre del 2003 al febbraio del 2007: in quella data si dimette dall’incarico ed annuncia la sua candidatura a sindaco di Agrigento col supporto dei Democratici di Sinistra, dell’UDEUR e di tre liste civiche.
Alle elezioni amministrative del 2007 viene eletto sindaco dopo avere ottenuto il 35,5% dei voti al primo turno e il 62,92% al ballottaggio contro il candidato del centro-destra Enzo Camilleri.
È stato sindaco della sua città dal 2007 al 2014, eletto, per la prima volta, con una coalizione di centrosinistra.
Nel febbraio del 2008 la svolta con l’adesione al di Silvio Berlusconi. Ai primi di marzo del 2008, con una mossa a sorpresa, azzera la Giunta e presenta la sua nuova squadra in una accesissima conferenza stampa, confermando la sua volontà a perseguire l’adesione al PdL.
Ma già nell’ottobre del 2010, deluso dalle mancate risposte del PdL alle esigenze della città, ritorna nell’UDC di Casini.
Si ricandida per un secondo mandato, nel maggio 2012, questa volta per il centro sinistra, accedendo al ballottaggio contro Salvatore Pennica del PdL, dove vince con il 75% dei voti.
La giostra non accenna a finire, perché nel giugno 2013 Zambuto lascia l’UDC per avvicinarsi all’area renziana del PD, addirittura, come quando al luna park si vince il gettone omaggio, Il 23 marzo 2014 è eletto presidente dell’Assemblea Regionale del PD in Sicilia.
Si candida anche alle Europee del 2014, per il PD, ma non viene eletto.
Come nella migliore tradizione democristiana, è oggetto di indagini e raccoglie avvisi di garanzia e rinvii a giudizio, il primo per concorso colposo in crollo di costruzioni e delitti colposi di danno, richiede il giudizio immediato, il Giudice per l’Udienza Preliminare di Agrigento assolve Zambuto dalle accuse a lui contestate “per non avere commesso il fatto”.
ll 19 gennaio 2013 viene notificato a Zambuto dalla Procura di Agrigento un avviso di garanzia per i reati di abuso d’ufficio. L’inchiesta riguarda tre episodi legati al fatto che è presidente della fondazione teatro «Luigi Pirandello».
Si tratterebbe di incarichi concessi da Zambuto in occasione della sagra del mandorlo in fiore del 2012 a figure come scenografo e regista, nonché un contratto pubblicitario riguardante sempre la fondazione e l’incarico dato ad un giornalista di Agrigento per il dominio internet del sito web della fondazione teatro «Pirandello».
Richiede, anche in questo caso, il rito abbreviato, 2014 il Giudice per l’Udienza Preliminare di Agrigento condanna Zambuto a due mesi e venti giorni di reclusione.
Si dimette da Sindaco di Agrigento, il 12 giugno del 2014, nel novembre dello stesso anno, la Corte di Appello di Palermo assolve Zambuto dalle accuse a lui contestate perché “il fatto non sussiste”. La richiesta di assoluzione è stata, peraltro, condivisa anche dalla Procura Generale di Palermo.
Nel marzo 2015 viene reso noto che Zambuto si sarebbe recato con il deputato Riccardo Gallo Afflitto in visita da Silvio Berlusconi alla sua villa di Arcore. Secondo alcune indiscrezioni in tale sede Zambuto avrebbe concordato segretamente con Berlusconi la candidatura di Silvio Alessi alle primarie del centrosinistra di Agrigento.
Zambuto smentisce tali indiscrezioni . Le giustificazioni vengono però ritenute non attendibili dagli esponenti del Partito Democratico.
Visto il proseguire delle polemiche, il 31 marzo 2015 Zambuto rassegna le dimissioni dalla carica di Presidente dell’Assemblea Regionale del Partito Democratico in Sicilia.
Nel 2019 lascia il PD e aderisce a Forza Italia; nel 2020 Zambuto si candida nuovamente alla carica di sindaco di Agrigento, sostenuto da Forza Italia, Unione di Centro e DiventeràBellissima, non venendo però eletto.
L’appartenenza ultima a Forza Italia, nonché la vicinanza di DiventeràBellissima, servono per la nomina di assessore regionale alle Autonomie locali e alla funzione pubblica.

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