Da quattro anni siamo venuti a contato con il fenomeno 5 Stelle, la città di Ragusa ha tributato un consenso enorme al suo candidato sindaco, come già aveva fatto il territorio facendo assurgere due candidate iblee agli onori della deputazione regionale.
E’ sotto gli occhi di tutti che gli stravolgimenti nella politica, segnatamente in quella italiana, non sono consolidati e si assiste al fai da te nella comunicazione e nelle strategie politiche che non sembrano venute fuori da tavoli dove si approfondiscono le questioni, quanto piuttosto dalla inventiva dei tanti improvvisati esperti di strategia elettorale, di cui abbonda lo scenario attuale.
Sul palcoscenico della politica restano i partiti della sinistra, quello che rimane delle macerie del centro destra e il Movimento 5 Stelle.
Considerato il caos a sinistra e le endemiche difficoltà della ricostruzione, a destra, è quasi obbligatori ed inevitabile guardare al Movimento 5 Stelle come soggetto politico che possa traghettare ad un futuro, comunque sempre poco definibile nei contorni.
In effetti come cittadini di un capoluogo che ha tributato un plebiscito di consensi, poco sappiamo del Movimento 5 Stelle e poca considerazione ne abbiamo ricevuto, come pure non si intravedono grandi espressioni di considerazione per i 5 Stelle di Ragusa che, bene o male, tengono alto il vessillo del Movimento.
Le contrapposizioni fra deputazione nazionale e parlamentari regionali sono tenute in naftalina, poco sappiamo delle strategie a livello romano e palermitano, se non attraverso la stampa che, come, sappiamo, non è sempre molto versata a parlare, e bene, dei 5 Stelle.
C’è da dire che, anche localmente, dopo l’elezione del sindaco grillino, il meetup è svanito nel nulla, inesistente l’attività politica, non c’è una sede del Movimento, tutto quello che si è saputo sui 5 Stelle ragusani è stato solo gossip e indiscrezioni su beghe e rivalità interne.
Comprensibile che si confidi nel consenso sempre crescente per il Movimento 5 Stelle, enorme a livello nazionale e straripante a livello regionale, ma non sempre le ciambelle risultano con il buco.
Azzardato sperare che gli altri continuino a restare nel caos e nella disorganizzazione, dominati dalle lotte interne.
Si è avuta una conferma delle perplessità dell’agire politico dei 5 Stelle con la recente débâcle di Vittoria, dove si sono sprecate candidature pur eccellenti, trasformate in trombature difficili da ripresentare.
Una campagna elettorale, quella di Vittoria, dove si è avuta l’impressione, quasi, di voler evitare il coinvolgimento dei 5 Stelle di Ragusa, che pure rappresentano la punta di diamante del Movimento in Sicilia e il cui sindaco è chiamato a rappresentare il mondo pentastellato in kermesse come quella di Palermo o di Roma, accanto ai sindaci e ai leader 5 Stelle.
La stessa storia sembra verificarsi per la campagna elettorale di Chiaramonte Gulfi, finora immersa nel più assoluto anonimato per il Movimento, con la presentazione del candidato sindaco senza presenze illustri del Movimento di Ragusa, dal primo cittadino al Presidente del Consiglio, ai tanti assessori, ormai esperti di politiche amministrative, che sarebbero elettivamente i soggetti giusti per promuovere nuove candidature del Movimento.
Le esponenti iblee della deputazione sembrano voler vivere in una atmosfera asettica, non contaminata dai pentastellati ragusani, ma, sapranno, che i voti, il Movimento 5 Stelle, li dovrà cercare anche a Ragusa, a meno che non si dichiari apertamente che si rifiutino, per motivi che non è necessario nemmeno spiegare.
