Vicinanza e solidarietà del vescovo mons. Giuseppe La Placa agli agricoltori e alle famiglie colpiti dal maltempo

«Facciamo pace con il creato, sui cambiamenti climatici occorre assumersi ogni responsabilità personale e sociale»

Il ciclone mediterraneo che si è abbattuto nei giorni di giovedì e venerdì scorsi sulla Sicilia sud-orientale, ha prodotto danni rilevanti nel territorio della diocesi di Ragusa, soprattutto nella fascia costiera e nei comuni di Comiso, Vittoria e Acate.
Sono molte le colture colpite dall’eccesso di acqua, caduta ininterrottamente e in modo battente per quarantotto ore di fila, come anche le strade e le abitazioni di alcune zone, che hanno dovuto essere precauzionalmente evacuate dagli abitanti.
«Desidero manifestare la mia vicinanza e la solidarietà di tutta la comunità diocesana – afferma monsignor Giuseppe La Placa – a tutte le persone che sono state colpite da questo evento atmosferico estremo.
Il mio pensiero va, innanzitutto, agli agricoltori che, in un momento già segnato dalla crisi dell’agricoltura, hanno visto sommerso dall’acqua il sospirato raccolto, frutto sperato dei loro innumerevoli sacrifici.
Ma anche le famiglie, che in alcune zone hanno vissuto con paura l’imperversare del maltempo e, in taluni casi, hanno dovuto abbandonare momentaneamente le loro abitazioni, abbiano la certezza della vicinanza del vescovo e della diocesi tutta.
Sappiamo tutti bene che la nostra è una terra generosa e feconda; ma siamo anche consapevoli che la resilienza è stata sempre una virtù presente nel nostro popolo, che gli ha consentito di reagire prontamente ed efficacemente agli eventi negativi che, nel corso del tempo, si sono verificati.
Insieme alla certezza della preghiera del vescovo, che invoca dal Signore della vita la gioia, nella sicurezza e nella prosperità, per il popolo a lui affidato, giunga a ciascuno un vibrante appello all’assunzione di responsabilità, personale e sociale, nei confronti dei cambiamenti climatici, di cui l’evento estremo dei giorni scorsi è pesante conseguenza.
Fare pace con il creato, rispettandone l’equilibrio e i ritmi, è condizione indispensabile per una vita più serena e sicura, per noi e per le generazioni che verranno dopo di noi».

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