Una sconfitta che brucia, non solo per la squadra e per la società, più ancora per i tifosi che hanno sofferto e hanno visto svanire un possibile successo all’ultimo secondo, per un soffio.
A questo punto si può parlare di paura di vincere, la stessa Presidente Sabbatini lo aveva detto alla vigilia, c’è un calo emotivo. Il momento è difficile, ma si è fatto poco o nulla per rimediare alla manifesta inferiorità della squadra per il campionato da affrontare.
Forse, ci vorrebbe un corroborante silenzio stampa, meno sermoni di presidente e allenatori, servirebbe un team manager, un direttore sportivo di livello, a gestire il momento. In proposito, ci pare che un direttore sportivo esista in seno alla società, ma finora, non si è capito quale è stato e quale è il suo ruolo.
Al netto delle ultime considerazioni della Presidente, alcune delle quali discutibili (s’è fermato Gaetano, uno dei migliori lunghi della Serie B. Non era facile rimpiazzarlo: ci abbiamo provato, ma non c’erano alternative che potessero garantire un rendimento simile, o comunque vicino), (Non abbiamo smesso di cercare, ma siamo consapevoli del fatto che in Italia i lunghi sono merce rara e chi ce li ha se li tiene), (“I nostri ragazzi sono giovani e con poca esperienza, ma in un campionato ultracompetitivo come questa Serie B, secondo me non stanno sfigurando. Forse è mancato l’elemento in grado di fare la differenza), la situazione sembra del tutto precipitata, a meno del miracolo dell’ultima ora che a questopunto può fare solo Digregorio, pur in una situazione alquanto difficile.
La Virtus perde un altro finale punto a punto, e per questo ancora più amaro, oltre all’occasione di accorciare in classifica su Saronno. Dopo una volata carica di tensione, Ragusa si arrende per 66-67 in casa a Fidenza, sprecando tre punti di vantaggio e il possesso (potenziale) della vittoria.
Gli ospiti provano a complicarsi la vita sbagliando quattro liberi a 4” dalla fine, ma catturano il rimbalzo più importante e mettono in ghiaccio la vittoria. Protagonista Valdo con 23 punti.
La Virtus chiude con 4/23 nelle triple e 10/17 ai liberi.
Ragusa parte in maniera aggressiva. Simon, dopo tre vittorie con la sua Nigeria nelle gare di qualificazione ad Afrobasket, inizia in quintetto e riesce a limitare i terminali offensivi più temibili: Valdo e Restelli.
Grazie alla propria solidità difensiva, la Virtus gioca con più serenità in attacco, trova punti in area con Adamu e Kosic, e va sul +5 con Simon. Quando Bertocco insacca la seconda tripla di serata il punteggio recita 19-11 (7’). Il passaggio alla zona ingolfa l’attacco della Virtus, che però va spesso in lunetta: in otto minuti e mezzo del primo quarto ha tirato più liberi dell’ultima trasferta a Omegna. Al 10’ guida 25-17.
Fidenza approccia il secondo quarto con un altro piglio: la tripla di Valsecchi dall’angolo e la schiacciata di Manè valgono un parziale di 2-9 nell’arco di tre minuti e costringono al timeout Di Gregorio.
Le triple di Ragusa si spengono sul ferro (2/12 a metà partita), la Virtus fatica a trovare alternative contro la “zona” e nella metà campo difensiva subisce canestri ben oltre i propri demeriti: quello di Ali, difficilissimo, vale il sorpasso ospite. La Fulgor innesca Valdo con più continuità. Il camerunese ricambia la cortesia e sigla cinque punti di fila per il +10 ospite. Vavoli e Bertocco rendono più accettabile il passivo: 34-40 all’intervallo lungo dopo una frazione da 9-23 per gli ospiti (sulla falsariga di Lumezzane e di Omegna).
La Virtus però è brava a non sbragare e rimettersi subito in riga dopo il +9 ospite con Restelli. Da segnalare il lavoro di Vavoli a rimbalzo d’attacco e i canestri di Gloria da situazione dinamica. Sono i due lunghi ragusani – nonostante la variabile Valdo – a tenere a galla la formazione di casa, che beneficia di una migliore applicazione difensiva, costringendo gli avversari a sporcare le percentuali dal campo (1/7 dall’arco nel terzo periodo).
Unica nota stonata i quattro falli di Adamu, che vanificano l’ottima prestazione del centro.
L’ultimo quarto è il regno della tensione. Valsecchi esce meglio dai blocchi con la tripla del +6 ospite, la Virtus si riavvicina due volte a -2, ma sbaglia la tripla del sorpasso con Calvi. La Paffoni allunga nuovamente sul +7, ma Ragusa rintuzza i tentativi di fuga. Gloria la riporta a contatto (60-63) con 3’30” da giocare.
Il canestro di Bertocco da tre, il primo dalla metà del primo quarto, viene accolto come un goal dal PalaPadua e impatta la partita a quota 63. Kosic si ripete subito dopo: 66-63.
Valsecchi segna il -1, Ragusa spreca due attacchi ed entra con un punticino di margine negli ultimi 70”, ma recupera un pallone prezioso in difesa. Simon sbaglia l’appoggio nel traffico e Vavoli spende l’ultimo fallo prima del bonus.
Timeout Fidenza a 25” dal termine. Valdo buca la difesa e trova un canestro sontuoso, lasciando 17 secondi a Ragusa, che però butta via l’occasione con una persa sanguinosa. Valdo fa 0/2, Restelli lo imita, ma a rimbalzo d’attacco la Fulgor congela due punti d’oro. Per la Virtus l’orizzonte è Saronno: sabato lo scontro diretto che può valere una stagione.
Virtus Ragusa-Foppiani Fidenza 66-67 Parziali: 25-17; 34-40 (9-23); 50-53 (16-13); 66-67 (16-14)
Virtus Ragusa: Erkmaa, Piscetta, Bertocco 17, Simon 7, Gloria 12, Tumino ne, Vavoli 13, Mirabella ne, Kosic 5, Calvi 4, Adamu 4, Ianelli 4. All.: Valerio-Di Gregorio
Foppiani Fidenza: Galli 5, Valsecchi 14, Cortese ne, Restelli 7, Scattolin, Diarra 2, Valdo 22, Bellini 3, Ranieri ne, Pezzani ne, Ali 8, Mane 6. All: Bizzozi
Arbitri: Marconetti di Rozzano e La Grotta di Monza
Note. Tiri da due: Ragusa 22/41, Fidenza 21/34; Tiri da tre: Ragusa 4/23, Fidenza 7/25; Tiri liberi: Ragusa 10/17, Fidenza 4/10; Rimbalzi: Ragusa 43, Fidenza 34.
