Vittoria, la storia infinita delle elezioni

Continua, purtroppo, la saga delle elezioni comunali a Vittoria, comune sciolto per infiltrazioni mafiose che non è riuscito ad uscire dalle maglie della burocrazia di Stato, complice anche l’emergenza pandemica che, in verità, ha reso quasi obbligata la scelta di rinviare le elezioni.
Fra le ultime misure del governo nazionale, l’ulteriore rinvio, a maggio, delle elezioni nel Comune ibleo sulla base di una specifica decisione del Consiglio dei Ministri che, appunto ha specificato che “le elezioni dei Comuni i cui organi sono stati sciolti per mafia, già indette per le date del 22 e 23 novembre 2020, si svolgono entro il 20 maggio 2021.”
Nel caos di competenze fra governo nazionale e regionale, è arrivata la conferma che l’assessorato agli enti locali si adegua alle decisioni del Consiglio dei Ministri, del resto, con la zona rossa alle porte, era impensabile confermare la data di marzo, se non altro per l’impossibilità di svolgere una agevole campagna elettorale.
Due i punti fermi nel mezzo di queste decisioni, la conferma della gestione commissariale affidata agli stessi soggetti attualmente in carica, particolare che lascia scontenti molti, in città, considerato che la triade commissariale gode, secondo i commenti e le opinioni circolanti da tempo, di molta autorità ma senza uguale autorevolezza; inoltre, pare deciso che varranno, anche per maggio le liste già presentate, per cui non si dovrà ricorrere ad un a ulteriore raccolta di firme.

Fin qui l’aspetto burocratico istituzionale delle tanto attese elezioni comunali di Vittoria, dal punto di vista politico si potrebbe dire di vedere la luce in fondo al tunnel, ma non tutti metterebbero, in proposito, la mano sul fuoco.
Troppe volte è stata annunciata la data delle elezioni, troppi i rinvii, troppa l’incertezza che regna dopo la fase 1 dell’emergenza, da settembre, in verità, non si è capito più nulla e si continua sulla stessa scia con decisioni annunciate e modificate il giorno dopo.
Il panorama politico sembra restare lo stesso, l’unico che si esprime con chiarezza, rispetto all’attuale situazione, è il candidato Aiello, sostenuto dal Partito Democratico, al momento favorito dai pronostici tanto da far dire a qualcuno che i continui rinvii possano risentire dell’atmosfera di un certo trend a favore di Aiello che indurrebbe gli altri candidati a non ribellarsi dei rinvii.
Aiello ha rilasciato dichiarazioni alla stampa nelle quali stigmatizza le decisioni diverse sulle date per i vari comuni che debbono al voto, segnatamente per quelli oggetto di scioglimento.
Aiello parla di livelli paurosi di degrado nella città, di disperazione della gente, mette in guardia da possibili ipotesi di altri rinvii, soffermandosi anche sull’anomalia di una triade commissariale che rimane in carica vanificando, nei fatti, la tempistica fissata dalla legge per lo scioglimento dei Comuni.
Si legge fra le dichiarazioni di Aiello: “Il commissariamento diventa un castigo, livoroso e annunciato, e le Comunità perdono la loro fiducia nelle Istituzioni dello Stato, che purtroppo non riescono, come in questo caso vittoriese, ad amministrare in maniera adeguata una popolazione travolta da un proclamato insulto di irredimibilità’ mafiosa. Ma non è la Regione ad avere la titolarità di gestire il percorso elettorale che la Comunità deve seguire quando sia stato esaurito il periodo di Commissariamento voluto dalla Legge? ( 2 agosto 2020) La legge nazionale prevedeva che i Commissari potessero portare al voto il Comune, se si fosse votato nel secondo semestre dell’anno. Cosa che non è accaduta né ad agosto, né ad ottobre, né a novembre dello scorso anno.”

Dal punto di vista strettamente politico, di campagna elettorale, Aiello prosegue indomito la sua marcia, un po’ in silenzio, negli ultimi tempi il candidato Gurrieri, appoggiato dal Movimento 5 Stelle, più presente il candidato Di Falco che gode dell’appoggio di qualche grande elettore eccellente, come il dott. Fabrizio Comisi, e di qualche vecchio esponente del PD.
La coalizione di centro destra soffre del passaggio di esponenti una volta di partiti di destra come Alleanza Nazionale e Forza Italia, nelle liste di Aiello.
Il candidato sembrerebbe confermato nella persona dell’avv. Sallemi, ma non c’è quel sostegno dichiarato a chiare lettere, nella totale assenza di Forza Italia, della Lega attraverso l’ex vicesindaco La Rosa, di Sviluppo Ibleo.
Se poi aggiungiamo casi come quello dell’avv. Greco, ex azzurro che, con una sua lista civica, appoggia Aiello, episodio che unitamente alla visita di Greco a Gianfranco Miccichè, a Palermo, suscita l’agitazione dei vertici di Fratelli d’Italia, si comprende come l’atmosfera non sia del tutto serena in molti partiti.
Del resto, queste sono elezioni strane, a Vittoria, in gioco tutti personaggi del passato politico, da Aiello che è il simbolo del passato di Vittoria a Di Falco che era vicesindaco di Nicosia, a Gurrieri che ne era assessore, con Sallemi che costituisce la riedizione in carta patinata dell’amministrazione Moscato.
Di nuovo non c’è nulla, la dispersione potenziale di voti in questa mescolanza di appartenenze del passato costituisce una variabile ancora incontrollabile.
Chissà che qualcuno non possa auspicare, per questo motivo, di andare a votare in autunno.

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