Viva l’ ‘Assembramento’

Nel contesto delle strategie finalizzate a rivitalizzare il centro storio superiore si inserisce la scelta del Sindaco Cassi di affittare e riqualificare parte dell’immobile, di proprietà dell’Opera Pia Maria Ausiliatrice, che dalla Chiesa del Collegio di Maria Ausiliatrice, la Badia, si estende fino all’ex Cinema Marino.
Si tratta di tutti i locali dell’immobile, al piano strada, con ingresso in via Matteotti, che si collocano attorno al chiostro, forse unico in città, locali che hanno, in passato, ospitato il Tribunale e, successivamente, la sede della Facoltà di Giurisprudenza.
Locali non in abbandono ma che l’Opera Pia non ha potuto, nel tempo, riqualificare in maniera opportuna per i costi eccessivi, ma che hanno trovato, forse, ora, la soluzione ideale per essere valorizzati e per restituire alla città un immobile di grande pregio e dalle enormi potenzialità di carattere sociale.
In questo senso, si sono espressi il Sindaco Cassì e il Presidente dell’Opera Pia, l’on.le ing. Franco Antoci, emozionati alla presentazione alla stampa della destinazione dei locali, consapevoli della valenza delle scelte che concorreranno, di certo, a ridare dignità al centro storico.
Il Sindaco ha presentato l’idea di fondo, quella di un centro commerciale culturale, una sorta di ‘campus’ liberamente accessibile, dove saranno allocati, tutt’attorno al meraviglioso chiostro centrale, una scuola di musica, una galleria espositiva dove accogliere mostre, una sala insonorizzata per prove musicali e incisioni, uno spazio laboratoriale dedicato alle attività creative e artigianali, un auditorium, aule studio e un archivio “vivente” in cui raccontare la storia passata e futura di questo luogo e in cui le associazioni potranno incontrarsi.
Un progetto su cui meditava da tempo, che ha trovato significativo impulso per l’impegno del nuovo assessore alla cultura che ha saputo interpretarne lo spirito, coordinando un lavoro di squadra con il consulente del Sindaco per le politiche giovanili, Simone Digrandi, e con la collaborazione del portavoce del primo cittadino che si dedica sempre più alla cultura, pur mantenendo la sua funzione primaria che riguarda la comunicazione istituzionale sui social.
L’on.le Franco Antoci ha sottolineato l’importanza della riqualificazione dell’immobile per le politiche della rinascita del centro storico, immobile che risulta centrale rispetto alla piazza San Giovanni e alla parte finale di via Roma, attorniato dalla ex biblioteca comunale, dalla Chiesa della Badia, dall’ex Cinema Marino, tutti siti in grado di concorrere, in maniera determinante, alla rinascita della città tutta.
A illustrare il progetto del centro commerciale culturale è stata la dott.ssa Clorinda Arezzo, assessore alla cultura, che ha avuto modo di esternare i sensi della sua grande competenza in maniera culturale con un intervento assai fluido e chiaro, nel quale ha messo in risalto le peculiarità dell’iniziativa.
“Si tratta del primo fondamentale intervento per la riqualificazione del centro storico” – ha detto l‘assessore parlando provocatoriamente di ‘centro commerciale culturale’ per un sito dove si va, idealmente, per fare e per vendere e per acquistare cultura.
Un progetto ideato da giovani per i giovani, sulla base di un opportuno questionario, il primo atto lanciato dal nuovo assessore per conoscere le esigenze di carattere culturale di giovani e meno giovani in città.
Una iniziativa che ha permesso di conoscere le istanze di una larga fascia di utenti, (l’assessore si è rammaricata di non aver avuto l’atteso riscontro dai giovanissimi) in tema culturale artistico.
Una iniziativa che fa trapelare esuberanza giovanile, che si spera possa essere foriera di instancabile vitalità per il sito, e che viene fuori già dalla scelta del nome, ‘assembramento’, per sfidare, in maniera provocatoria, l’attuale emergenza e dare un messaggio di speranza e di fiducia.
Assembramento gira con i suoi locali, attorno al chiostro, spazi declinati quasi con una funzione onomatopeica, per identificare le varie destinazioni, dedicate ai fruitori e al pubblico.
Abbiamo così ‘sConcerto’, una sala per una scuola di musica, ‘wow’, spazio per mostre ed esposizioni, ‘scruscio’, sala per prove, registrazioni e incisioni musicali, ‘manifesta’, sala per attività creative e artigianali, ‘inaudito’, sala conferenze e auditorium, in quella che una volta era l’aula grande del Tribunale, ‘meditazione’, aule studio, ‘archiVIVO’, sala per riunioni e per un archivio che contenga la storia del sito, come cuore pulsante di tutta la struttura.
Al centro il grande chiostro, ‘spiazzati’, luogo d’incontro, di spettacoli, di cinema, di intrattenimento in genere,
Tutti gli spazi saranno oggetto di un atteso lavoro di ripristino, per quanto in buone condizioni generali, in proposito, l’assessore ai lavori pubblici Giuffrida ha voluto esprimere il suo compiacimento per l’iniziativa alla quale vorrà dedicare massima attenzione per quanto di sua competenza, ritenendola centrale per le politiche di riqualificazione e valorizzazione del centro storico
Presente all’incontro con la stampa anche il Presidente del Consiglio Comunale, Fabrizio Ilardo che ha manifestato la massima condivisione sua e del civico consesso per questo primo importante passo legato alle strategie per far rivivere il centro della città.
Presente anche la Presidente della Commissione Cultura, Corrada Iacono che si è detta fiduciosa nella valenza del progetto che costituisce il cardine delle politiche culturali dell’amministrazione, alle quali è intenzionata a contribuire nel contesto delle sue prerogative istituzionali.
Un sopralluogo nei vari locali ha permesso, ai promotori del progetto, di anticipare aspetti legati alla gestione e all’utilizzo della struttura.
Da parte nostra, e lo abbiamo anche esternato al Sindaco, abbiamo rilevato la smisurata competenza mostrata dall’assessore che, da sola, è garanzia del buon andamento del progetto, un progetto, forse, troppo rivolto ai giovani, che non potrà coinvolgere, eccessivamente, fasce di cultura e di età di più alto livello, funzione che potrebbe essere interpretata, con una adeguata gestione.
Non abbiamo elementi per dubitare che la dott.ssa Arezzo abbia le qualità e le capacità politico gestionali per condurre, gestire e sovraintendere ad ‘assembramento’, ma ci permettiamo di sottolineare come sarebbe auspicabile separare la funzione di esperto culturale da quella più eminentemente politica che coinvolge aspetti diversi e, per alcuni, anche inesplorati.
Come per altri comparti dell’amministrazione Cassì, auspicabile che non si verifichino ‘assembramenti’ di competenze eccelse e di qualità politiche inesistenti, che non si attagliano ad una guida della città che, nei suoi uomini migliori, si prospetta, al momento dal punto di vista progettuale, come un elisir di lunga vita per Ragusa.

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