Viviamo sempre in un’isola felice

Certo il momento economico sociale non è più quello di quando Ragusa veniva definita un’isola nell’isola, una isola felice nel contesto siciliano.
Ma i ragusani, forse, non si rendono conto che i tempi sono cambiati e vivono sempre nell’isola felice, peraltro aiutati e incentivati dalla emergenza pandemica che, a Ragusa non ha fatto danni eccessivi e, di contro, ha portato finanziamenti ed erogazioni a pioggia che danno l’illusione di un a comunità prospera, attiva, con una serie di opere pubbliche che cambieranno il volto della città.
Anche la campagna elettorale è affrontata con aristocratico distacco, si cincischia con incontri e successive convocazioni della base per mostrare un dibattito politico aperto, svincolato da ideologie e improntato solo al bene comune, ma tutto si riduce, assai più volgarmente, alla conquista delle poltrone, del posto di potere dove soddisfare le proprie voluttà.
C’è chi ama circondarsi di belle donne, chi si dedica al gioco, chi agli stupefacenti, chi affonda nei libri, chi si dedica alle belle auto e alle auto da corsa, chi diventa uomo di chiesa, c’è chi vede nella politica l’unica via di redenzione personale e della collettività per raggiungere il paradiso.
Quest’ultima via da percorrere, in molti casi, incuranti di storia personale, di ideologie, di appartenenze politiche, di alleanze scomode e di salti della quaglia, propri e di altri, da far impallidire i voltagabbana storici della storia politica italiana.
In questo contesto, la comunità attende che siano svelate le situazioni che, da tempo, sono già studiate e definite, ci si illude che gli incontri dell’ultima ora saranno risolutivi, ma è tutto scritto.
Il tutto mentre la città dorme, mentre il torpore persiste, mentre chi amministra cerca di tesaurizzare il passato per continuare la permanenza a palazzo, e le opposizioni restano mute, ipnotizzate dall’ inesistente dibattito politico, pervase da bon ton istituzionale che maschera l’attivismo per cercare un posto al sole.
Si vive in una isola felice, ma, realmente, la situazione è preoccupante. Dovunque ti giri.
La sanità mostra diverse criticità, ma nessuno si ribella, promettono di riaprire la pediatria e sono tutti contenti invece di cercare i responsabili di una lunga chiusura che, ora, svanisce, quasi per incanto.
Ci sono degli incontri con i vertici ASP ma nessuno si sogna di chiedere lumi sulla partitopoli che coinvolge anche la nostra ASP, hanno davanti il Direttore Generale e non chiedono come mai non è aperta la neurologia con la stroke unit.
Sindaco e opposizioni, che in fondo sanno tutto, non si preoccupano di capire i contenuti di una riunione del Direttore Generale ASP con tutti i primari del ‘Giovanni Paolo II’, che hanno consegnato una lista di criticità all’interno dei reparti tale che il DG ha dovuto far arrivare, dalla sede di piazza Igea, altre risme di carta per annotare tutto.
Non ci sono più comunicati delle opposizioni, nemmeno per evidenziare la corsa smodata alle ultime realizzazioni dell’amministrazione che cerca il massimo consenso esaltando ogni minima azione.
Ma se al viale delle Americhe le erbacce sono ad altezza d’uomo nessuno si preoccupa. Non è il momento di intervenire.
Ci sono comunicati sul PRG al miele e borotalco, nessuno si sogna di sottolineare il grande flop dell’amministrazione che entro la fine dell’anno doveva portare il piano in consiglio comunale.
Un totale fallimento della strategia urbanistica, mentre incombe la scadenza del TAR per l’imposta autorizzazione dei progetti di edilizia commerciale nell’ex parco urbano, l’amministrazione continua a cincischiare per evitare di dovere ammettere, con atti concreti, la totale sconfitta nel settore.
Ma nessuno ne parla, nessuno solleva il pericolo di contenziosi con la Lamco, nessuno chiede conto dei progetti presentati e di quelli approvati per i fondi del PNRR.
Abbiamo vissuto per 5 anni con un assessore che ha privilegiato il rapporto con l’AST che, ora, sta saltando in aria, fra poco, forse, scompariranno anche i pochi bus che circolano a Ragusa, ma i politici tollerano ancora che si parli di Piano urbano del traffico e della mobilità sostenibile, ma non quello inesistente cittadino, ora ci siamo spostati sul piano intercomunale, e nessuno ha da ridire.
Del resto, per restare in tema di GAL, hanno piazzato uno scatolone al centro di piazza Malta e non si sa come toglierlo o renderlo funzionale.
Il bilancio, da sempre fiore all’occhiello di questa amministrazione, per il rispetto assoluto dei tempi di approvazione, sembra oggetto di stralcio e rottamazione, il progetto culturale langue, si è alle porte della stagione turistica e non si parla di turismo, si è sempre succubi di una regione che con il turismo si fa i fatti suoi e il nostro territorio è da tutti dimenticato, come, in questo momento, alla BIT di Milano.
Siamo veramente allo sbando, c’è anche il silenzio sulle ultime notizie di cronaca dello scandalo del Consorzio Autostrade, il cui coperchio era stato sollevato dal nostro deputato Dipasquale, ma nessuno degli amministratori, né delle opposizioni, si sogna di spendere una parola di elogio per l’azione del nostro parlamentare regionale.
Se non è isola felice questa, cosa volete il mondo di Peter Pan o quello delle fatine incantate?

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