In città non si parla d’altro, tutti si chiedono se rispondono al vero le notizie circa una denuncia che sarebbe stata presentata da un cittadino nei confronti del sindaco Piccitto per abuso d’ufficio.
Nessuno, in fondo, si preoccuperebbe più di tanto, di denunce ne partono tante e questa sarebbe stata inoltrata da circa 8 mesi senza che la magistratura abbia adottato provvedimenti.
Ma gli oppositori politici non stanno nelle vesti perché c’è il regolamento del Movimento 5 Stelle e un eventuale rinvio a giudizio potrebbe far emergere la necessità delle dimissioni: una maniera per liberarsi di questo sindaco ‘modello’, per nulla sfiorato da ipotesi di reato, anzi innalzato ai cieli da numerosi pronunciamenti del TAR, l’ultimo dei quali, sulle variazioni di bilancio dell’ultimo giorno dell’anno passato, beatifica il duo Piccitto – Martorana che era stato bersaglio delle opposizioni come simbolo di illegittimità, irregolarità, violazione dei regolamenti, accuse lanciate dai migliori esponenti delle opposizioni che ci avevano fatto passare una notte di San Silvestro da incubo, per la gravità delle accuse.
Riteniamo di poter affermare che, se ancora le minoranze vorranno continuare sulla strada della opposizione cieca, strumentale e incondizionata, Piccito e Martorana saranno proposti per essere santificati, assieme alla madonna Iannucci che li assiste in enigmatico silenzio.
Visto che il TAR non trova nulla di illegittimo nelle procedure dell’amministrazione, ora si cavalca la tigre di questa denuncia che sarebbe stata presentata contro il Sindaco Piccitto.
Secondo quanto riferiscono fonti ben informate, secondo una emittente televisiva locale, Piccitto potrebbe essere indagato per abuso d’ufficio, per una denuncia relativa ad una questione riguardante un’area parcheggi del porto turistico di Marina.
Usiamo il condizionale perché, di certo, pare ci sia solo l’istanza di un avvocato catanese, alla Procura di Catania, perché la stessa avochi a sé la denuncia presentata al Tribunale di Ragusa per la stessa vicenda, che da mesi non avrebbe trovato risposta.
Una vicenda ingarbugliata come non mai, che parte dalla lottizzazione dei Gesuiti, a Marina di Ragusa, per la quale era previsto, come poi avvenuto, il trasferimento di aree in perequazione.
Il denunciante avrebbe acquistato, anni addietro, circa 8.000 mq di terreno dai Gesuiti, con la clausola che 3.000 mq erano destinati al Comune ma non ancora formalmente passati di proprietà.
Sfruttando i meandri della giustizia italiana e segnatamente quelli relativi alle leggi urbanistiche, il cittadino aveva intentato causa al Comune per la titolarità dei terreni dove, intano, sarebbe stato realizzato un parcheggio a servizio del porto, inoltre, di recente, avrebbe rivolto istanza allo stesso per un bando diramato dall’ente per la costruzione di strutture ricettive.
A questa richiesta l’ente, tramite il Dirigente competente avrebbe opposto diniego, in quanto l’esistenza del contenzioso sui terreni avrebbe impedito di concedere autorizzazioni.
Da qui la denuncia per abuso d’ufficio al Sindaco e al Dirigente.
Intanto la causa civile, dopo anni, è stata ritenuta di competenza del TAR che ha unificato il contenzioso rimandandolo al 2018.
Va detto che il TAR già si è pronunciato accogliendo la richiesta di sospensiva dell’istante, sentenza subito rispettata dal Comune che ha accolto la richiesta per il bando, inserendola fra le manifestazioni di interesse, in attesa della soluzione di tutto il contenzioso.
Pare, altresì, che, nello scorso mese di settembre, il cittadino che rivendica la titolarità dell’area trasformata in parcheggio, abbia inoltrato richiesta di un incontro con il sindaco con finalità conciliatorie della questione.
L’iscrizione nel registro degli indagati sarebbe un atto formale, a seguito della denuncia del privato, a Palazzo dell’Aquila regna la tranquillità derivante dalla certezza di aver operato in maniera aderente alle norme.
In ogni caso, ancora una volta, si tratta di questioni, che affondano le radici in epoche passate, delle quali l’attuale amministrazione subisce le conseguenze di problemi irrisolti, senza diretta responsabilità degli amministratori del tempo ma dovuti alle lungaggini fisiologiche della giustizia.
In ambienti competenti nella materia urbanistica, trapela una certa inconsistenza delle possibili responsabilità del Sindaco, che, in ogni caso, sarebbe vittima di una complessa vicenda che sarebbe stata gestita, nelle varie epoche, nelle sue varie sfaccettature, dal civico consesso e dai dirigenti.
Ma di questi tempi il registro degli indagati e l’avviso di garanzia sono il sale della politica e vengono ricercati come aragoste delle isole britanniche.
Bene ha fatto il Sindaco Piccitto, intanto, a emettere un comunicato, con l’intento di fare chiarezza, diretto alle testate che hanno sollevato la questione:
“Si tratta di una vicenda che ho appreso esclusivamente dalla stampa, non avendo mai saputo di essere stato denunciato.
Non conosco i contenuti della denuncia, ma posso, con fermezza, dichiarare che la mia Amministrazione ha sempre operato con onestà, correttezza, trasparenza e sempre nel rispetto della legalità.
Nella fattispecie, per quello che mi è dato comprendere, posso riferire dell’esistenza, da tempo, di taluni contenziosi di carattere civilistico ed amministrativo.
Aggiungo di aver dato mandato al mio legale di verificare quanto diffuso dagli organi di stampa e di valutare l’esistenza o meno degli estremi di reato a mio danno di calunnia e diffamazione a mezzo stampa.”
