Disturbi del comportamento alimentare nei minorenni

di redazione
Il  dott. Pino Morando, direttore dell’U.O.C. di Neuropsichiatria Infantile dell’ASP di Ragusa ha posto l’accento su una problematica di grande attualità e di  impatto nella società.

Il convegno, articolato in  due  sessioni, organizzato dall’Unità Operativa Complessa Neuropsichiatria Infantile dell’Asp di Ragusa, verteva su: “I disturbi del comportamento alimentare e del peso in età evolutiva: prevenzione,  diagnosi e percorsi di cura”.
L’aumento dell’incidenza e della prevalenza di disturbi del comportamento alimentare in bambini e adolescenti fa sì che diventi essenziale acquisire familiarità con la diagnosi e la cura di questi disturbi.
Il direttore generale, dr. Maurizio Aricò, aprendo i lavori del convegno ha sottolineato:“E‘ importante  investire su un tema così rilevante  come quello di oggi. Bisogna partire dalla  prevenzione. Viviamo in una società opulenta che ha determinato comportamenti sbagliati che oggi si manifestano in disturbi del comportamento. Ben venga un intervento che si concretizza con approccio multidisciplinare, capace di  mettere  assieme tutte le energie per invertire tendenze sbagliate e prevenire,  quindi, alcune patologie”.
Il dr. Morando, direttore dell’U.O.C. di Neuropsichiatria Infantile ha dichiarato: “L’aumento dell’incidenza e della prevalenza dei  Disturbi del Comportamento alimentare e l’esordio, spesso, nell’età evolutiva (infanzia ed adolescenza), induce gli operatori della salute  ad un continuo studio di un fenomeno che è in realtà molto complesso e pervasivo da compromettere la sfera fisica, psicologica e sociale dell’individuo che ne soffre”. Ed ancora: “Diventa quindi, oggi, di primaria importanza riuscire ad intercettare l’esordio in età infantile e/o adolescenziale, conoscere le forme sotto cui il disturbo si manifesta, al fine di indirizzare il paziente verso un percorso di cura specifico nel più breve tempo possibile. Giusto quello che il direttore, Aricò,  ha sottolineato, l’importanza della sinergia tra gli operatori, nell’ambito delle specifiche competenze coinvolte, come si è potuto vedere negli interventi durante la tavola rotonda”.
Infine è stato attenzionato il ruolo dell’ambulatorio territoriale come “luogo” di orientamento diagnostico nel percorso di cura, come prima azione terapeutica, come possibile percorso preferenziale di presa in carico e come follow up post ricovero.
(comunicato 238 dell’Ufficio Stampa ASP 7 Ragusa)

 

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