di Cesare Pluchino
Degenera il confronto politico, dentro e fuori l’aula del civico consesso
L’opinione pubblica è stanca di un teatrino della politica che non accenna a chiudere le repliche di uno spettacolo che, si pensava, avesse le ore contate.
Un consigliere, nella foga di una esibizione televisiva, profferisce parole sbagliate che sono interpretate come una minaccia diretta, e in diretta, all’indirizzo di un avversario politico. Legittime e sacrosante le rimostranze di quest’ultimo che può e deve tutelare la sua persona e la sua figura istituzionale contro ogni tipo di attacco verbale e di malcelata minaccia nelle sedi opportune.
Ma la sede opportuna non è l’aula del Consiglio Comunale, dove, con i soldi dei contribuenti si allestisce uno spettacolo sollecitato di denunce e di espressioni di solidarietà. Il civico consesso può essere palcoscenico di questioni che attengono alla vita pubblica e amministrativa della città, ma non può diventare l’anticamera di un tribunale, dove si celebra un quarto grado di giudizio.
Uno dei protagonisti della vicenda, il consigliere Sonia Migliore, nella foga di dare visibilità alla sua opposizione, ha sciupato e derubricato a ordinaria opposizione strumentale un regolamento per i diritti degli animali che utilizzato, come aveva fatto in un primo comunicato, poteva avere effetti d’immagine negativi per l’amministrazione.
Portatrice sana di un ben determinato modus di fare opposizione, considerato efficace da autorevoli esponenti politici, Sonia Migliore non si è limitata a mettere in cattiva luce una amministrazione rea di aver tralasciato le sollecitazioni dell’ANCI per adottare il regolamento, vecchio di un anno e rispolverato dalla Migliore che lo aveva fatto suo, almeno nella prima stesura della comunicazione. Ha inteso colpire direttamente il consigliere Tringali, ‘pezzo grosso’ dell’Ente Protezione Animali, scavalcandolo e coinvolgendo i vertici nazionali dell’ENPA che, con inusitata leggerezza, danno conto, entusiasticamente, all’iniziativa della Migliore, senza minimamente coinvolgere i referenti locai dell’associazione.
Secondo colpo mancino, direttamente al fianco del Tringali che ancora, successivamente, viene accusato di avere stoppato il comunicato stampa dell’ENPA per “bieco calcolo politico”.
Aristotele diceva che “è bene, nella vita, come in un banchetto, alzarsi né assetati, né ubriachi,”, François de La Rochefoucold gli faceva eco, secoli dopo, dicendo : “mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte”.
Sonia Migliore, evidentemente, non la pensa così, e da il via alla claque per comunicati, perché non gli basta aver preceduto amministrazione, animalisti e l’ENPA ma vuole ‘dissetarsi’ con il ‘sangue’ che zampilla dalle ferite dell’avversario politico. Si può leggere, nel comunicato del laboratorio politico culturale di cui si dichiara portavoce, come, dalla proposta di regolamento, da sottoporre al Consiglio Comunale di maggioranza grillina, si passa al canile rifugio sanitario: “È venuto finalmente il tempo che la gestione di un canile venga improntato a regole che garantiscano benessere e tutela per gli animali ed a procedure di affidamento chiare e trasparenti ed improntate ad una effettiva concorrenza, che garantirebbe anche un risparmio per le casse comunali” e ancora : “Nell’ultimo periodo… …il Comune non ha portato avanti alcuna proposta organica per la gestione della problematica tanto dell’assistenza sanitaria quanto dell’accoglienza dei cani prodromico ad un loro affidamento in adozione, tant’è che sulla gestione del servizio pubblico e le procedure di affidamento è stata anche disposta un’indagine da parte della Guardia di finanza”
Un controsenso si rileva nel comunicato di una Associazione Animalista che si domanda “il perché questo regolamento, non sia mai stato adottato in precedenza, in considerazione del fatto, che in seno al nostro Comune, operano diversi Consiglieri associati ad Associazioni molto accreditate” ma non spiega perché non lo ha fatto prima la stessa associazione.
In pratica, si ricade nella sterile e inefficace opposizione strumentale, farcita a base di accuse di illegittimità, irregolarità, discrasie e di inosservanza di leggi e normative che fino ad ora non ha prodotto effetti tangibili per l’opinione pubblica.
In questo caso, intento esclusivo era quello di colpire, legittimamente e in maniera politicamente ineccepibile, il Sindaco e l’amministrazione, attraverso un consigliere organico ad essi, per le politiche portate avanti in tema di tutela degli animali, partendo dalla mancata adozione del regolamento per andare a finire alla gestione del canile rifugio sanitario, le sorti del quale, evidentemente, assieme a quelle dei cani e dei gatti, stanno particolarmente a cuore alla Migliore e ai suoi amici animalisti.
Si vuole ribadire che, politicamente, ancorchè non condivisibile, trattasi di operazione politica ineccepibile di un consigliere comunale che svolge il suo lavoro di opposizione, andando a scovare i punti deboli dell’avversario, senza rispondere agli elettori solo con il riscaldamento periodico dello scranno consiliare.
Sulla materia del contendere, c’è da rilevare, per onestà intellettuale, che, nel corso della Conferenza dei Sindaci, svoltasi a Ragusa, presso la sala conferenze del centro direzionale della zona artigianale, per ascoltare la relazione del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria, sui primi 100 giorni di attività alla guida della sanità iblea, il Sindaco Piccitto ha ricevuto specifico plauso per la sua azione in materia di canile rifugio e di tutela degli animali, con parole di estrema considerazione per le attenzioni rivolte al settore, per i consistenti fondi impegnati, per i particolari servizi erogati a difesa dei diritti degli animali, prima di tutto dal Direttore Generale Aricò, che si è detto disponibile alle richieste di collaborazione del primo cittadino.
Anche il dott. Blandino, responsabile dei servizi veterinari dell’ASP di Ragusa ha avuto parole di elogio per l’azione del Sindaco, nonché l’Assessore Dezio, del Comune di Vittoria, che ha manifestato, a nome dell’amministrazione ipparina, l’intenzione di fare lo stesso percorso intrapreso dal Sindaco Piccitto.
Evidentemente non consapevole dell’azione del suo Sindaco, che riceve unanimi consensi, il consigliere Antoni Tringali si innervosisce per i rilievi della Migliore e, invece di dare ad essi il peso che, ordinariamente, riserva loro l’amministrazione, si fa scappare, nel corso di una intervista televisiva sull’argomento, la frase: ”STIA ATTENTA, IL CONSIGLIERE MIGLIORE CON GLI ANIMALI, PERCHÈ GLI ANIMALISTI SIAMO UNA BRUTTA RAZZA“.
Al consigliere Migliore non deve essere sembrato vero, nel momento in cui si stavano già dileguando gli effetti mediatici della sua iniziativa, il poter riaprire il sipario e continuare in quella che, agli occhi dei cittadini, appare la solita operetta da consiglio comunale.
E allora via con i comunicati, dove si parla di “minacce pubbliche e intimidazioni televisive”, di “torbide acque della gestione ragusana dei randagi e del canile” e con il comunicato, che si spera finale, che si occupa di canile e di randagismo nei suoi aspetti legati al Comune di Ragusa.
Nella querelle è caduta a fagiolo la seduta del consiglio comunale nella cui parte iniziale la Migliore ha dato vita al suo personale sfogo per “ le minacce, le offese e altre intimidazioni e insulti che racimola da un anno questa parte” (presumibilmente non solo da Tringali).
Alla Migliore hanno espresso solidarietà i consiglieri Maurizio Tumino, Mirabella, La Porta, Morando, D’Asta, Chiavola (che nemmeno sapeva precisamente cosa avesse detto Tringali, tanto da leggerlo, nel suo intervento, da un foglietto passatogli dalla Migliore). Stranamente, molti si sono preoccupati di unire alla solidarietà e alla condanna delle parole pronunciate da Tringali, le ripetute considerazioni estremamente positive sulla persona, (errore, battuta poco felice di una persona moderata a cui non appartengono questo tipo di espressioni – M. Tumino, una svista, preso dalla foga, non pensava quello che ha detto – Mirabella, si sarà espresso male – Chiavola, persona moderata e serena – D’Asta), coro a cui si è unito il Presidente del Consiglio Giovanni Iacono che, in chiusura di comunicazioni ha detto “di pensare che non ci possa essere minaccia nelle parole DI Tringali che si sarà espresso male, sarebbe stato meglio chiarire la cosa prima che arrivasse in Consiglio, una vicenda che si deve leggere in chiave di errore”.
Certo, guardandolo, Tringali non sembra tipo da fare minacce.
