16 marzo 1975 – 16 marzo 2025, i 50 anni di Teleiblea

Estratto dell’articolo pubblicato, per i 50 anni di Teleiblea, su reteiblea.it, a firma del Direttore Mario Papa

Oggi è un giorno da ricordare, il 50esimo compleanno di Telaiblea, colonna dell’informazione locale della provincia di Ragusa.
Era il 16 marzo del 1975, quando, alle ore 21, andò in onda la registrazione in bianco e nero dell’incontro di calcio Modica-Ragusa, vinto dagli azzurri per 2 a 1, con la telecronaca di Mario Zagara.
Ma la storia di Teleiblea non è solo la storia dell’informazione locale, quanto, piuttosto, quella della televisione italiana e della emittenza privata in particolare.
Si può ben dire che Teleiblea è stata una delle protagoniste dell’abbattimento del monopolio televisivo della Rai in Italia.
La capostipite delle “tv libere” fu una creatura di Peppo Sacchi, regista alla Rai, che, dopo aver lasciato l’azienda di stato per incompatibilità di carattere, registrò, nel 1971, al tribunale, il periodico di informazione televisiva “Telebiella”.
All’inizio si filmavano, con un piccolo videoregistratore portatile da 1/4 di pollice in bianco e nero, divertendosi a filmare, partite di calcio, comizi elettorali, feste di paese per poi farli vedere a circuito chiuso nel televisore del bar della Piazza della cittadina piemontese.
Un Regio Decreto del 1936 regolava ancora il settore dell’informazione vietando le trasmissioni via etere, ma nulla diceva di quelle diffuse attraverso cavi, per le quali non c’era bisogno di alcuna autorizzazione.
L’amico Enzo Gatta, tecnico televisivo, suggerì di stendere dei cavi coassiali per collegare i televisori nelle case biellesi. Così fecero, non senza difficoltà, dando vita alla prima emittente libera in Italia che aveva come fulcro del palinsesto un telegiornale.
Per arginare questo fenomeno della ”tv via cavo”, nel 1973, un decreto del presidente della Repubblica unificò la disciplina sui mezzi di comunicazione a distanza, ponendo Telebiella nell’illegalità.
Ma un ricorso alla Corte Costituzionale aprì la prima breccia nel monopolio RAI, e fra i primi collaboratori di Telebiella troviamo Gianni e Mario Papa che furono, in seguito, i veri fondatori della emittenza privata.
Non furono pochi i tentativi, al tempo, di trasmissioni libere, ma tutte nel buio dell’illegalità.
A Ragusa alcuni imprenditori guidati da Carmelo Recca, presero invece la cosa seriamente e già a fine novembre del ’74 registrarono al Tribunale di Ragusa una testata giornalistica “televisiva” il cui direttore responsabile era Mario Zagara: è la nascita ufficiale di Teleiblea.
Sono momenti di grande impegno per i soci e nel giro di qualche mese, con la supervisione di Giovanni Cintolo collaborato da Ciccio Ingallinera e Giovanni Girgenti, si arredano gli studi in Via 10, organizzata la redazione e messo in piedi il palinsesto.
La vera grande intuizione fu di Carmelo Recca e di suo figlio Antonio, per superare le enormi difficoltà tecniche e logistiche della TV via cavo, decisero di trasmettere via etere permettendo, cioè, a tutta la città di ricevere il segnale attraverso le antenne senza nessun accorgimento speciale né allacciamento.
Superando le resistenze delle case produttrici di trasmettitori, che lavoravano solo per la RAI, fu trovato, quasi di contrabbando, a Torino, un trasmettitore da 10 watt, usato per la telesorveglianza, sul canale D della banda VHF. L’attrezzatura corredata da due pannelli viene istallata su un piccolo traliccio, costruito di nascosto e senza autorizzazione su una collina di fronte a Ragusa ai margini di una strada sterrata e senza energia elettrica.
Dopo varie prove tecniche, condotte in assoluta riservatezza, si decide di registrare, a Modica, il derby calcistico Modica – Ragusa: la telecronaca viene mandata in onda dando vita, ufficialmente, in quella domenica di marzo del 1975, alla televisione privata via etere.
Dopo pochi giorni, la polizia postale si presenta negli studi di Via 10 con un mandato di sequestro emesso del magistrato. Ne segue il sigillo dell’attrezzatura e una denunzia per gli amministratori che, con grande coraggio e determinazione, decidono però di continuare a trasmettere, nonostante ci sia in corso un procedimento penale.
Ragusa, da quel momento, diventa quasi una testa di ponte, un ariete per sfondare le mura del monopolio.
Secondo il nostro codice, infatti, solo nell’ambito di un processo, il giudice può inviare gli atti alla corte costituzionale avanzando dubbi sulla costituzionalità di una legge.
Un avvocato di Genova, convinto che lo Stato attentava alla libertà di espressione proibendo ogni trasmissione via etere, abbraccia la causa di TeleIblea e porta il caso davanti al giudice di Ragusa che non poté fare a meno di inviare tutti gli atti alla Corte Costituzionale visto il manifesto dubbio di incostituzionalità che si poteva evincere nel procedimento.
Dopo circa un anno, l’11 luglio del 1976, la Corte abolì il Monopolio di Stato in materia radiotelevisiva anche via etere, dichiarando l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, 2 e 45 della legge 14 aprile 1975, n. 103 (nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva) nella parte in cui non sono consentiti, previa autorizzazione statale e nei sensi di cui in motivazione, l’installazione e l’esercizio di impianti di diffusione radiofonica e televisiva via etere di portata non eccedente l’ambito locale.
Pur con il fardello dell’azione legale, Carmelo Recca non demorde anzi, vista la titubanza dei soci, decide di investire ancora di più nell’iniziativa, acquistando tutte le quote della S.r.l.
Nei primi giorni di aprile del 1975 entrano in scena Gianni e Mario Papa: i due vengono da Biella dove Gianni è funzionario della dogana ma, soprattutto, vengono da Telebiella dove ambedue sono impegnati nella realizzazione di trasmissioni sportive e del telegiornale.
Vengono create nuove trasmissioni, migliorando le news e l’audience diviene altissima. Insomma, come diranno poi i mass-mediologhi, l’emittente era entrata nel tessuto sociale cittadino divenendo punto di riferimento per i politici, gli sportivi e la gente comune.
Teleiblea denunciava, plaudiva, informava. In un mondo televisivo in bianco e nero, dominato dai soli 2 canali di Mamma Rai, rappresentava l’alternativa, la libertà di opinione, la protesta.
Non era importante la qualità del segnale, allora non certo ottimale, non contava neanche se le notizie fossero state poi veramente fresche ma la cosa eccezionale, per la gente, era conoscere i fatti della propria città, il rivedersi in tv o addirittura sentire il proprio nome dalla voce della lettrice.
Un successo oltre ogni aspettativa. Lo sport è stato trainante in quella crescita grazie alle potenzialità della videoregistrazione e l’immediatezza della messa in onda.

A fine del 1976, appena legittimata dalla sentenza della Corte, Teleiblea si trasferisce nella sede di Via Lupis con grandi studi capaci di ospitare 400 spettatori e amplia l’area di copertura grazie a nuovo impianto.
A Monte Lauro viene costruito un traliccio di circa 20 metri, il primo in assoluto in quel sito (oggi è una foresta di antenne), che permette di irradiare il suo segnale prima sul che 26 poi sul ch 22 UHF in quasi tutta la Sicilia Orientale, da Agrigento a Catania fino addirittura a Reggio Calabria e a Malta dove è molto apprezzata.
Viene anche creata la RCR, forse la prima radio della città, che diventa la più seguita con programmi innovativi come “gli uomini della notte” con Gianni Papa, Franco I, Nicola Natoli, Sergio Pansini ed altri e dibattiti sportivi via telefono.
Da ogni parte d’Europa arrivano giornalisti per capire il fenomeno tutto italiano delle TV private e anche i contratti pubblicitari sono ad un certo livello
Sono da ricordare “le filippiche” di Emanuele Schembari mitico direttore responsabile sempre critico verso i politicanti corrotti, Tina Vaccarino, la bionda annunciatrice dai lunghissimi capelli biondi, il pittore Franco Cilia compito lettore del Tg, Gino Raniolo conduttore di quiz della notte e ancora Aldo Carboni prototipo del perfetto presentatore.
Poi gli indimenticabili protagonisti di “Cose di Casa Nostra” lo storico programma nel quale, per prima volta in televisione, si parlava in dialetto ragusano. Con loro, Giorgio il farmacista, “Napoleone” e Giorgio Gurrieri, sosia di Totò, furono battuti tutti gli indici d’ascolto tanto che in un quotidiano nazionale si riferiva di un certo Napoleone più famoso di Pippo Baudo.
Primi giornalisti professionisti della provincia nel 1983 Mario Papa e Antonio Recca, dopo le dimissioni dell’altro professionista Emanuele Schembari, assumono le cariche di direttore responsabile e condirettore decidendo di puntare soprattutto sugli interessi locali.
La sede viene trasferita in viale Tenente Lena e poi, nel 1987, in un grande appartamento via Corbino adeguato alle nuove esigenze. L’emittente continua a trasmettere senza interruzioni seguendo gli avvenimenti locali e dedicandosi anche alla produzione di programmi di cultura e di intrattenimento, registrando in esterno gli eventi più importanti.
Vengono seguiti i consigli comunali, i fatti della politica, si realizzano interviste ed inchieste come è normale per una tv di provincia che vive della propria attività in ambito locale.
Nel 2012 nasce il digitale terrestre e la nuova numerazione che vede l’emittente contrassegnata dal n. 110,
Nel 2022 arriva un’altra novità tecnica il digitale terrestre 2 che di fatto è una catastrofe per l’informazione locale. Prima di tutto il problema della numerazione che vede l’emittente sul ch 178 (dopo un anno diventato 89) e poi l’obbligo di coprire praticamente tutta la regione che però presenta con enormi mancanze sull’area iblea superate dopo 408 giorni di proteste.
Oggi Teleiblea trasmette sulla rete di secondo livello di Raiway che copre le province di Ragusa di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Agrigento, Trapani e Palermo.
Nonostante queste difficoltà l’Indice, il TG di Teleiblea, viene realizzato quotidianamente trattando soprattutto temi di politica, di costume e culturali potendo contare sull’esperienza e la professionalità di ottimi giornalisti e tecnici a quali va il ringraziamento dell’editore.
Come 50 anni fa, Teleiblea informa, denuncia, plaude e fa opinione.
Ad affiancare la televisione c’è anche il giornale on line Reteiblea.it ed alcune pagine sui social.

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