Ennesima visita sul nostro territorio del deputato nazionale e coordinatore regionale di Italia Viva, Davide Faraone. Questa volta come tappa del suo tour “Finì a Schifani”, una iniziativa finalizzata a evidenziare, nei vari territori, l’incapacità e, spesso, anche l’assenza del governo regionale anche per le esigenze minime, territori dove spesso la classe politica locale è latitante e preferisce non disturbare il potere che agisce incontrollato.
Impantanati come siamo nello squallido scenario della politica locale, intrisa di falso civismo, dove un solo sindaco è stato eletto con una sigla di partito politico, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, ascoltare uno come Faraone è come uscire da un tubercolosario e vivere una intensa giornata di sole, di mare, di temperatura confortevole, al netto delle possibili divergenze sul pensiero politico e sulla collocazione sullo scenario politico nazionale di Italia Viva, non sempre decisa se trovare posto a destra o a sinistra.
Davide Faraoni è passato da Ragusa per il suo tour che vuole mettere a fuoco le inefficienze del governo Schifani e lo ha fatto senza sconti, come ci aspetteremmo che parlassero in nostri politici e i nostri amministratori, conniventi di un sistema semplicemente scandaloso.
“Inaccettabile che i territori siciliani debbano pagare l’incompetenza del governo regione – incapacità diremmo noi – una gestione che continua a creare sfracelli dovunque e in tutti i settori.
Praticamente una gestione commissariale per tutto, da parte di Schifani che Faraone ha definito un ‘trombone’, che ha messo sotto il suo controllo infrastrutture, sanità, rifiuti, un ‘incapace’ che gestisce da commissario.
Il tour dell’esponente di Italia Viva per denunciare tutto ciò che non va e viene tenuto sotto silenzio grazie ad una stampa connivente che riceve grosse elargizioni per pubblicità e promozione dai vertici regionali.
Dirottare i Fondi di Sviluppo e Coesione verso il ponte sullo stretto significa penalizzare tutto il territorio siciliano e gli effetti si vedono, netti, nella nostra provincia: autostrada penalizzata, ferma e senza futuro, desertificazione dell’aeroporto di Comiso per favorire la SAC nelle sue politiche protezionistiche per l’aeroporto di Catania, sanità ospedaliera al capolinea, come testimoniano il caso di Trapani e le emergenze diffuse in tutte le province, dove si riscontrano situazioni disastrose dappertutto.
Anche le prossime consultazioni elettorali di secondo livello, per le province, saranno un fallimento per l’incapacità politica di trovare una linea comune contro civismo e compromessi di ogni genere, come sta avvenendo dalle nostre parti.
Prima della conferenza stampa, accompagnato dalla coordinatrice provinciale di Ragusa, Marianna Buscema, e dal coordinatore cittadino, Filippo Angelica, si è recato al palazzo della Provincia dove ha intrattenuto un cordiale colloquio con il commissario dell’ente, Patrizia Valenti, per ottenere riscontri e indicazioni di massima sulle attività svolte a viale del Fante.
L’on.le Faraone ha promesso che moltiplicherà le iniziative di questo tipo e che cercherà di essere vicino ai territori con denunce puntuali su tutto quello che avviene e su tutto quello che viene tenuto nascosto.
“Non avremo alcun rappresentante all’Assemblea regionale siciliana – ha detto Buscema – ma siamo presenti con i nostri rappresentanti sul territorio e vogliamo continuare a fare sentire la nostra voce.
Tutto questo per sollevare l’attenzione su alcune problematiche che, purtroppo, stentano a essere risolte”.
Il coordinatore cittadino si è invece soffermato sulle numerose carenze amministrative che si riscontrano a palazzo dell’Aquila e che hanno spinto lo stesso Angelica a organizzare delle iniziative di partecipazione democratica con l’attivazione di vere e proprie petizioni come nel caso degli scavi archeologici di Ragusa Ibla.
