24 luglio, Punta Braccetto diventa l’ombelico del mondo

Su Punta Braccetto sembrano riposte le speranze del dopo covid, di colpo la frazione marinara di Ragusa, epicentro del litorale occidentale del territorio, diventa protagonista degli interventi realizzati (pochi) e da realizzare (molti).
A scatenare il dibattito, anch’esso tardivo come le istanze, come gli interventi, le rivendicazioni dei residenti del promontorio di Randello e di Passo Marinaro, sostenuto dall0unico esponente di opposizione rimasto a fare casino contro l’amministrazione Cassì.
E dopo le risposte in Consiglio Comunale dell’assessore alle contrade, Eugenia Spata, ora arriva il comunicato per la distrazione di massa del sindaco Cassì, che fa dimenticare questioni spicciole di cooperative e vanta gli interventi su Punta Braccetto, mentre rimangono irrisolte, o appena affrontate le questioni relative a Randello e Passo Marinaro.
Quello che lascia basiti è uno sguardo al calendario, siamo al 24 luglio, fra venti giorni la stagione volge al tramonto.

Il sindaco Cassì, comunque, in un post sulla pagina facebook scrive: “Dopo aver incontrato nei giorni scorsi i residenti di Punta Braccetto per illustrare e concordare i prossimi interventi, in questi giorni si procede alla rimozione dei corpi illuminanti a terra che erano causa di inciampi nella piazzetta dei tramonti, al rifacimento della segnaletica orizzontale degli attraversamenti e degli stalli di parcheggio, alla regolamentazione della sosta con divieti e parcheggi per disabili, alla rimozione dei pali elettrici fatiscenti, all’installazione di docce e passerelle. Inoltre, attraverso l’attivazione di una sbarra, viene limitato l’accesso negli spazi privati vicino agli arenili per auto e caravan, le quali potranno sostare in un’area vicina da 170 posti messa a disposizione da un privato.

Si ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde un altro squillo: sono i volontari del Comitato Randello Libera, assurti alla notorietà quando, in epoca grillina, quelli del resort Donnafugata volevano creare un lido sull’arenile di Randello.
Scrivono quelli di Randello Libera: “Dopo il parcheggio di Via Salso, anche la stradella d’accesso che da decenni ha rappresentato il collegamento naturale con la scogliera dei Canalotti, lo spiaggione di Randello e la forestale, ora viene privatizzata e chiusa con orrendi massi ed una triste sbarra.
Nel 2016, il tracciato storico della stradella d’uso pubblico era stato deviato ed inglobato nel cortile di una casa abusiva poi sanata. Ora, la variante, (realizzata in quell’occasione dal privato in spregio alle norme che regolano l’area Sic come le denunzia allora fatte hanno dimostrano), viene definitivamente privatizzata ed inibita al traffico.
Se faremo i bravi, magari dopo aver posteggiato nell’adiacente ex parcheggio pubblico di Via Salso, (anch’esso divenuto da pochissimo privato), attentamente controllati dall’occhio vigile delle telecamere dei proprietari, mostrando mansuetudine per chi ci consente munificamente il passaggio, inoltrandoci tra reticolati di sbarramento e la ossessiva moltitudine di cartelli inneggianti alla proprietà privata, potremmo raggiungere prima la scogliera e poi l’agognata spiaggia.
L’ estate si preannuncia faticosa. Ma con l’ausilio della forza rigeneratrice che quei luoghi emanano ed il supporto dei tanti che a Randello sono profondamente legati, proveremo ancora una volta a fare chiarezza e contribuire al ripristino delle condizioni di legalità e corretta fruibilità di quei luoghi.

Su tutto aleggia la lettera aperta di un avvocato del Lazio che tiene casa a Punta Braccetto e scrive:

LETTERA APERTA AL SIG. SINDACO DI RAGUSA ( e, mutatis mutandis, al sig. Sindaco di Santa Croce Camerina).

Ieri, passeggiando sul lungomare Andrea Doria di Marina di Ragusa, ho potuto constatare quali mirabilia un’amministrazione comunale riesce a porre in essere quando semplicemente “vuole”.
Spiagge tirate a lucido, erbetta negli spartitraffico rasata esattamente a 4,3 centimetri, docce fantasmagoriche nell’arenile, vigilanza occhiuta e continua, lungomari, sistemazione e arredi degli spazi pubblici degni della migliore tradizione europea ( e mondiale!).
Sono felicissimo che si sia riuscito a creare qualcosa di unico e di turisticamente sfavillante in questo sud-est insulare remoto senza, presumo, che si sia badato a volgarissime e umilianti limitazioni di spesa.
Marina di Ragusa è, e rimane, nel cuore di tutti gli iblei, ragusani e non.
Detto e premesso questo, La invito cortesemente a fare due passi in uno dei territori selvaggi e desolati da Ella amministrati: Punta Braccetto.
Arenile sabbioso ( sabbioso, si fa per dire!) ormai di un improbabile colore rossiccio etrusco con affioramenti di pietre per un massaggio plantare hard (novità in esclusiva di quest’anno!), e Far West organizzativo/operativo a tutti i livelli.
In spiaggia succede di tutto e di più (e siamo solo a luglio, poiché ad agosto la situazione diventa terrificante) in quanto è anche divenuto da qualche anno il luogo di attrazione di certa genia, locale e non, incline a declinare la convivenza civile alla marchese Del Grillo ( .. perché io so io e voi nun siete un c..o!); partite di calcio organizzate fra gli ombrelloni dove le teste dei bagnanti fanno da palo; partite di cosiddetto tennis con racchettata finale in faccia al povero passante; wave surf praticato selvaggiamente lungo tutta la spiaggia gomito a gomito con i malcapitati bagnanti che rischiano continuamente l’atterraggio sulla loro testa della tavola di un surf; polizia, locale e non, a bassissima intensità; mare oramai talvolta sporco verso la battigia; strade di accesso alla/e frazione/i balneare/i ricolme di spazzatura che si va stratificando in base ad ere geologiche (magnifico biglietto da visita per chi arriva dall’aeroporto di Comiso); mosche e zanzare a briglie sciolte per rammentare continuamente a tutti che la vita è anche sofferenza.
Al calar delle tenebre poi entra in vigore un coprifuoco propiziatorio anticovid in quanto … attrattive ZERO.
E qui, PER IL MOMENTO, mi fermo.
Eppure, se non sbaglio, le imposte da NOI versate al comune di Ragusa sono uguali a quelle pagate dagli abitanti di Marina di Ragusa.
C’è solo un piccolissimo dettaglio finale che mi apre un barlume di verità, rischiando di farmi apparire come quel ragazzino che gridava ” Il Re è nudo!”.
La situazione urbanistica e relativi lucrosi affari sul mattone sono completamente, decisamente e QUANTITATIVAMENTE diversi nei due territori balneari: sarà forse questo il motivo per cui gli investimenti pubblici su P. Braccetto tendono allo zero?
Io non ci voglio credere… però non ritiene Lei che sia necessario accendere un riflettore politico su tale situazione e principalmente sulle reali cause di questo sistematico abbandono del territorio balneare più suggestivo e stimolante di tutta la costa Iblea, e non solo?
Mi creda, Sig. Sindaco, io sono presente su P. Braccetto ormai da decenni, diversi decenni, ma adesso l’incuria è diventata devastante, specialmente quando essa viene etichettata come attivismo, ad esempio con un ripascimento dell’arenile non solo inutile ed economicamente disastroso ( il mare si è già ripreso gran parte del materiale di riporto, una non meglio identificata terra rossiccia, presumo con sommo gaudio della Corte dei Conti!) ma bensì dannoso, inquinante e oltremodo peggiorativo dello stato dei luoghi, come le era stato anticipato, ahimè inutilmente, con molteplici allarmate e puntuali comunicazioni di associazioni operanti sul territorio della nostra landa desolata.
Ah, dimenticavo: non reputa che sia arrivato finalmente il momento di decidere con il suo collega di Santa Croce Camerina di rettificare i rispettivi confini comunali facendo ricadere TUTTO il territorio de quo nell’ambito di un solo ente territoriale, facendo così cessare meline e palleggiamenti vari circa le varie competenze gestionali e attuative?
Ma mi rendo perfettamente conto di quanto questo forse sia veramente chiedere l’impossibile a due Comuni che con il turismo di Montalbano oramai hanno fatto decollare, e non di poco, la loro economia.

Lettera firmata

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