Il Sindaco Cassì stanato, dalla sua stessa maggioranza, dalle stanze chiuse della cultura

Potrà essere una coincidenza, ma i rumors della commissione cultura che si vuole convocare al Castello di Donnafugata, anche senza gettone di presenza, per capire di Museo del Costume, di collezione di abiti d’epoca, di mostre di quadri, di quali sono le condizioni del Castello e del Parco, hanno provocato una improvvisa esplosione della comunicazione di palazzo che tenta di fare il punto sul Castello, sulla collezione di abiti d’epoca, sul Museo del Costume, con condimento di un aggiornamento sulle attività del comitato tecnico scientifico dell’Ecomuseo.
Si è tentato, così, di aggirare anche le insistenti richieste di interviste al nuovo assessore alla cultura che avrebbero avuto per oggetto argomenti ‘caldi’ sui quali, è doveroso riconoscerlo, la dott.ssa Arezzo avrebbe potuto dire poco per la limitata conoscenza del periodo precedente al suo insediamento.
Dapprima, abbiamo avuto un comunicato che ci ha informato sul boom di presenze al Castello, nel primo mese dell’anno, poi ci è stato notificato che in concomitanza con l’evento espositivo del secondo semestre dell’anno 2020, negli allestiti locali del Museo del Costume, il manager della cultura, l’architetto Iacono, farà il sacrifico di organizzare una ennesima esposizione di abiti d’epoca, subito dopo notizie sull’attività del comitato tecnico scientifico dell’ecomuseo, immediatamente successive alla notizia dell’ottenuto finanziamento per la riqualificazione dei sentieri rurali del territorio.
Di oggi, giorno di San Valentino, come atto d’amore per la fremente opinione pubblica che ha a cuore le sorti della collezione di abiti d’epoca, una nota sui locali del Museo del Costume e sulla collezione stessa.
Il tutto si inserisce in un periodo particolare, impegnativo per il primo cittadino, abituato a seguire personalmente vari settori e varie iniziative.
Se ci sono assessorati che camminano da soli, come quelli di Iacono e di Rabito, altri spumeggiano come una bottiglia di champagne appena aperta, con Ciccio Barone che veleggia leggero dai locali commerciali di via Roma agli accordi della BIT di Milano, per portare turisti e visitatori nel salotto della città e in tutto il territorio, passando dagli incontri per fare di tutto il territorio provinciale una destinazione unitaria senza concorrenze campanilistiche.
Anche l’assessore Giuffrida è protagonista con l’avvio della concertazione per il PRG che ha dato occasione a qualche architetto di sfoderare la polemica consueta, mentre dalla stessa parte politica arrivano critiche sulla gestione della cultura e del progetto culturale.
Opposizioni, ce ne sono anche altre, che non si rassegnano alla sconfitta, in qualche caso sonora, ma che pretendono di affermare verità intoccabili: ma chi e che cosa garantisce che altri candidati sindaci, eventualmente vincitori, con la squadra assessoriale al seguito, e con i fedelissimi, avrebbero lasciato spazio alle opposizioni, alle vedute diverse su temi importanti, quali cultura e urbanistica, che sembra si vogliono imporre ad ogni costo?
Temi complessi, essenziali, in qualche caso determinanti per il futuro della città, che meriterebbero ben altro tipo di comunicazione, allineata alla larghezza di vedute di un Sindaco che in quanto a idee innovative, in tema di progetto culturale e identitario, in tema di visione della città, ci ha sorpreso. Temi che meriterebbero anche un diverso approccio comunicazionale del nuovo assessore che indugia troppo sull’indagine conoscitiva della situazione, della quale, secondo noi, ha, invece, una idea assai chiara.
Servirebbe una comunicazione spumeggiante, redazionali di professionisti della comunicazione per valorizzare progetti di grande caratura, capaci anche di smontare critiche e rilevi più o meno fondati.
Nessuno nega che ci potranno essere idee anche migliori, non lo nega neppure lo stesso Cassi, ma questo è il Sindaco eletto, queste sono le sue vedute, peraltro condivise da una squadra di eccellenza, lasciamolo lavorare, alle elezioni il popolo potrà giudicare, serve, però, intanto, qualcuno in grado di opporsi agli attacchi delle opposizioni di eventuali futuri nuovi concorrenti (gli sconfitti delle ultime tornate sembrano destinati alla quiescenza definitva NdR) che, piano piano, sembrano avanzare.
Per la complessità degli argomenti, in altra parte del giornale, separatamente, ci occuperemo e analizzeremo le note di palazzo sul Castello, sul Museo, sulla collezione, sull’ecomuseo, sul PRG, sull’area dell’ex scalo merci e su critiche e rilievi degli afflitti da disperazione per la sconfitta.

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