Al Comune di Ragusa si vivacchia, vivacchia il Sindaco, vivacchiano gli assessori, vivacchiano i consiglieri comunali, di maggioranza e di minoranza, vivacchiano le esigue forze politiche presenti in città.
Una città che doveva essere svegliata sembra sempre più apatica, si accontenta di poco, tollera anche ciò che non va, assiste da spettatore, con la politica assente, al declino dell’aeroporto di Comiso, a ciò che avviene al porto di Marina di Ragusa, ai magheggi del Piano Regolatore, al tentativo di quasi esproprio del Castello di Donnafugata. La città non ha più poteri sull’acqua e sulla rete idrica e su quella fognaria, non ha un progetto culturale, come confermato dai recenti fatti, non si intravede, dopo tanto parlare, un progetto per il turismo, abbiamo una pletora di esperti che non hanno mai offerto una relazione sul loro operato.
Il sindaco vivacchia sul bluff della continuità amministrativa, sull’illusione che i partiti siano fuori dai giochi dell’amministrazione, tiene su la giunta sui vecchi pilastri di Giovanni Iacono e Gianni Giuffrida, l’uno garante della legalità e dell’ordine finanziario del Comune, l’altro il tecnico che controlla l’unico organo pulsante, il cuore, dell’attività amministrativa, le opere pubbliche, quelle avviate, con il controllo allargato e determinante su edilizia sportiva, edilizia scolastica, segnaletica orizzontale e viabilità, casa protetta, manutenzioni, interventi nelle contrade, e sul mantenimento del fermo totale sulle politiche urbanistiche per il centro storico.
Per il resto compagine di giunta che si divide fra i componenti della lista Cassì, in cieca obbedienza, e i rappresentanti di quelle forze politiche che, da nuovi alleati di Cassì, dovevano appartare linfa vitale all’amministrazione della città e che, invece, si sono rivelati del tutto ininfluenti per un rilancio della città, anzi, per la maggior parte totalmente asserviti e silenziosi, stretti osservanti delle strategie del capo, nonostante, prima delle elezioni, vantavano un’azione forte, quanto meno di opposizione costruttiva, per tenere a martello il primo cittadino.
In molti casi, e ci dobbiamo ricredere su qualche assessore, si deve ammettere che sono tutti succubi delle strategie e delle scelte di Cassì che sovraintende su tutto, la gestione delle risorse finanziarie, è appurato, è in mano al sindaco e ai suoi fedelissimi, nessun assessore ha autonomia decisionale, tantomeno finanziaria.
Il più delle volte, come è avvenuto per le contrade, il sindaco, tramite la giunta, stanzia delle somme ma li mette come in un ‘libretto di risparmio’, della serie sono tuoi ma non li puoi toccare se non decido io.
Sintomatico il caso del bando per la scerbatura dei cigli stradali ad opera di imprenditori agricoli, dopo apposito bando, stanziate le somme che dovevano, però, essere ricavate dagli oneri di urbanizzazione, man mano che questi arrivavano. Quindi attesa lunghissima, senza dare risposte e senza chiarire la realtà ai consiglieri comunali che lamentavano i ritardi, addirittura, appena messi insieme fondi sufficienti, per un intervento urgente, sollecitato dal prefetto, si ricorre a queste somme e tutto ricomincia daccapo.
Verrebbe da chiedere ai rappresentanti delle nuove forze politiche della coalizione, quale è stato il loro apporto al rilancio della città, quali i cambiamenti rispetto al Cassì 1, quale la necessità e quali le conseguenze del loro ingresso in giunta?
L’Accademia del vivacchiare è data dalla platea dei consiglieri comunali che rappresentano la massima espressione dell’anelito alla carica di consigliere senza la minima capacità o intenzione di valorizzarne il ruolo, la figura rappresentativa e la forza politica di appartenenza.
I consiglieri della cosiddetta maggioranza sono solo dei soldatini obbedienti al Sindaco che li tiene, tutti, sotto stretto controllo, nessuno fa proposte di iniziative consiliari, nessuno, come del resto anche gli assessori, non possono esprimersi con comunicati stampa o post sui social, se non in linea con i canoni e la catechesi imposta nei briefing di maggioranza.
Il momento più alto per verificare l’esistenza in vita dei consiglieri di maggioranza è quando qualcuno di essi si alza per difendere scelte e strategie del sindaco, bacchettando chi osa, anche della maggioranza, criticare o, peggio, denunciare quello che non va.
All’apice del vivacchiare ci sono poi i tre dissidenti della maggioranza, Caruso, della lista Partecipiamo con stretta vicinanza con l’on.le Ignazio Abbate, della Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro, Bennardo, battitore libero, unito solo da unità di intenti alla Caruso e all’on.le Abbate, Zagami, dal complesso itinerario politico, attraverso Azione, Ragusa Prossima e DC di Totò Cuffaro, che stazionano nei loro scranni a Palazzo dell’Aquila, in attesa di una confluenza nel gruppo misto, annunciata, addirittura, a gennaio, quando sembrava che dovessero, tutti e tre, aderire al tesseramento della DC.
Formalmente appartengono alla compagine che ssostiene il sindaco Cassì, di fatto sono esclusi dalle riunioni di maggioranza, confermando le intenzioni del sindaco che non li considera della sua squadra.
Più che vivacchiare, si tratta di una vacanza quella dei consiglieri di minoranza.
Il rappresentante di Fratelli d’Italia, del tutto inadeguato per la sua signorilità, per l’eleganza nell’eloquio, per le sue competenze, a rivestire il ruolo di oppositore, non aiutato nemmeno da una azione di partito forte, contro colui che ha rifiutato, sdegnosamente, ogni possibile alleanza o vicinanza, ancorché generato nella sua prima espressione di candidato sindaco dal partito della Fiamma Tricolore.
Restano a fare opposizione il rappresentante del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, e quello di Generazione, la formazione politica che appoggiava alle elezioni il candidato Schininà.
Opposizione forte, incisiva, soprattutto quella di Mauro, con interrogazioni ed esposti circostanziati e su tematiche assai delicate, per le quali il sindaco è stato addirittura costretto ad ammettere errori e a rivedere procedure. Ma, finora, opposizione senza risultati tangibili in termini di effetti sulla vita amministrativa dell’ente, senza interventi di autorità preposte.
Etereo, come un angelo, il consigliere Poidomani, transitato dal gruppo di Generazione al misto, di fatto alleati di Cassì, anche se non formalmente, dopo le vicende legate all’approvazione del Piano Regolatore, i due consiglieri del PD e l’esponente di Territorio, tutti e tre facenti riferimento politico all’on.le Dipasquale.
Vivacchiano in attesa di tempi migliori, qualcuno di loro pensa, addirittura, che i tempi migliori possano arrivare già nel corso di questa sindacatura, vivacchiano e stanno attenti a non disturbare il manovratore: esempio lampante in queste ore, nessun intervento né sul progetto di Partenariato Speciale Pubblico Privato, che tanto scalpore sta facendo in città, né sul trasferimento di Ibla Buskers nel centro storico superiore.
Una siesta generalizzata, per tutti, in attesa di tempi migliori.
