di redazione
Raccolta dei comunicati, pervenuti in redazione, sull’annullamento della serata “una stagione all’inferno”
Kewin Lo Magno – Presidente dell’ASS. Cult. RagusaGiovani – organizzatore
Sulla scia delle iniziative che in tutta Italia hanno celebrato il Giorno della Memoria, anche l’Associazione culturale RagusaGiovani voleva ricordare le vittime della Shoah con la manifestazione “Una stagione all’Inferno”, un evento che, patrocinato dall’Assessorato comunale alla Cultura, si sarebbe dovuto svolgere giorno 28 Gennaio alle ore 18:30 presso l’Auditorium S. Vincenzo Ferreri a Ibla.
Purtroppo, poche ore prima che l’evento avesse inizio, l’Assessore Campo ha contestato agli organizzatori l’aggiunta di un elemento coreografico (una scultura del maestro Franco Cilia) non indicato nel pacchetto presentato al Comune.
Tale contestazione, chiaramente pretestuosa, ha ingenerato una tensione tale da sfociare nell’annullamento dell’evento.
Certamente una decisione difficile e sofferta, che organizzatori e artisti hanno ritenuto di assumere visto che erano venute meno quelle condizioni di serenità e di pensosa concentrazione necessarie allo svolgimento di una manifestazione che, attraverso l’arte, la musica, la danza, la pittura, la scultura e la poesia, intendeva affrontare la tematica così delicata e grave della Shoah.
Anche se quanto accaduto ieri ha indubbiamente e giustamente ferito la sensibilità di molte persone (artisti, organizzatori e pubblico che era di già pervenuto nella sala), proprio in questo frangente è più che mai opportuno ribadire che l’Associazione Culturale RagusaGiovani, nata con l’unico scopo di contribuire alla crescita culturale della Città, rinuncia a ogni ulteriore polemica e si dissocia da ogni strumentalizzazione di natura politica che lo spiacevole “incidente” di ieri potrebbe ulteriormente innescare.
Simone Digrandi, presidente Youpolis Sicilia
“Una vicenda che poteva essere evitata”. Senza giri di parole è questa la posizione dell’Associazione Youpolis Sicilia per quanto accaduto ieri sera al San Vincenzo Ferreri. L’evento, che è stato interamente concepito e organizzato dall’Associazione RagusaGiovani, nella presenza delle opere del maestro Cilia non poteva che avere un “valore aggiunto” e dunque nessuna fattispecie che lo poteva “snaturare”.
“La nostra natura associativa vede i nostri laboratori collaborare con le amministrazioni ma anche segnalare ciò che a nostro parere risulta sbagliato” – spiegano da Youpolis, “ma così come usciamo da un periodo molto fruttuoso a fronte delle belle iniziative organizzate dalla nostra rete di associazioni con l’amministrazione iblea, oggi ci ritroviamo a dover constatare che la reazione dell’Assessore Campo risulta sproporzionata rispetto alla reale situazione che si era verificata.”
Si ritiene che – anche se fosse stato sicuramente meglio prevedere questo ‘valore aggiunto’ sin dall’inizio, ma solo per programmare il tutto con serenità – un elemento in più all’interno dello spettacolo non avrebbe stravolto nulla, né, a nostro parere, creato “problemi burocratici” in quanto non sconvolgeva il “pacchetto” presentato al Comune.
Rimaneva intatta infatti l’intera manifestazione sulla Shoah e i relativi contenuti.
Tra l’altro capita che all’interno di qualsiasi manifestazione si vengano a verificare situazioni, o che arricchiscono (artisti, possibilità, occasioni che possono aggiungersi all’ultimo) o che impoveriscono (forfait dell’ultimo minuto), cose che di fatto possono portare a modifiche sostanziali alle scalette.
Nel caso di Cilia, che sia stata una scultura o più opere aggiuntive, non si sarebbe comunque trattato di una mostra, di un “evento nell’evento” ma semplicemente – nella concezione della bontà e sincerità dei giovani organizzatori – di elementi artistici atti a contestualizzare meglio, arricchendolo di significato, il momento che si stava vivendo.
Tra l’altro, il gruppo di “Progetto Danza” aveva studiato una coreografia attorno alla scultura, cosa che dimostra quanto gli elementi del Maestro Cilia erano concepiti per integrarsi totalmente nei vari momenti dello spettacolo.
Per tutto ciò, nel rinnovare la nostra stima nei confronti di Kewin Lo Magno, giovane che oltre a far parte della nostra associazione ha scelto di dare vita ad una sua realtà autonoma, di Stefano Vaccaro, che da diversi anni si impegna con fervore nell’ambito artistico-letterario con risultati, in termini di contenuti e “scoperte letterarie” chiaramente noti a tutti, degli amici di Progetto Danza Ragusa e della Compagnia Dionysos, realtà comprovate all’interno del nostro scenario artistico e non solo, auspichiamo che il percorso fin qui intrapreso dalle associazioni giovanili della nostra città, – che ha permesso la messa in opera di importanti manifestazioni, non ultima e piena di sforzi la splendida giornata dell’11 Gennaio 2015 – riprenda con la consapevolezza, da parte dell’amministratore locale, chiunque esso sia, di saper sempre mediare tra belle proposte e ovvie problematiche logistiche, evitando reazioni come quella di ieri sera, che come detto, rimane ingiustificata. La nostra associazione, insieme a tutte le altre che da tempo lavorano a rete, rimarrà sempre propulsore di collaborazione e buone pratiche perché la nostra comunità possa vivere occasioni di sostanza dedicate alla cultura, all’arte, alla riflessione, aperte a tutti.
Sonia Migliore
“L’atto di censura dell’assessore Campo è semplicemente un crimine. Ieri questo amministratore, con un’arroganza senza pari, ha deciso di togliere il patrocinio del Comune di Ragusa ad una manifestazione culturale solo perché il maestro Cilia non è gradito ai Cinque Stelle”
“Non si può imbavagliare l’arte – dichiara Sonia Migliore, portavoce del Lab. 2.0 – non si possono mettere veti alla creatività artistica e culturale dei ragusani che siano giovani, affermati o esordienti! Non si può dire «ti do il patrocinio solo se fai come dico io e con chi dico io».
Quando si governa – continua la Migliore – si governa per tutti, per chi ti ha votato e per chi non ti ha votato e non si possono far esibire o lavorare solo gli ‘amici grillini e i loro parenti!’ È un abuso d’ufficio aver posto condizioni e veti per la realizzazione di una manifestazione pregevole e degna di merito.”
“Aver politicizzato la commemorazione della Shoha, perché questo ha fatto ieri l’assessore alla Cultura, è un atto indegno, che ci fa vergognare. Ma ci vergogniamo e ci mortifichiamo nei confronti di questi ventenni che con passione e senza un centesimo si spendono per la cultura della nostra comunità.
La vergogna è l’unico sentimento che oggi proviamo, per un atto ignobile ed antidemocratico, come quello che ieri si è consumato nella Chiesa di San Vincenzo Ferreri. Il tutto per una statua, che per altro era già contemplata come coreografia dello spettacolo e solo perché la Campo non ama il maestro e non ama la sua arte e perciò ha deciso di sostituirsi all’organizzatore della manifestazione, decidendo in cosa doveva e poteva consistere la scenografia di una ‘Stagione all’inferno’, una scenografia che per l’assessore non può contemplare una statua del maestro. Se questo è un assessore”.
“Ci scusiamo per loro nei confronti di tutti gli artisti e di tutti i cittadini che ieri sono andati a casa indignati e profondamente amareggiati”.
I consiglieri del gruppo PD e il segretario del terzo circolo PD
“La cultura non si fa con i colpi di mano, con le prevaricazioni. La cultura supera tutto e tutti, anche le divisioni ideologiche. A maggior ragione nel contesto di una iniziativa in cui si sarebbe dovuta commemorare la Shoah. E, invece, ne è venuta fuori una polemica disgustosa, con l’assessore alla Cultura, Stefania Campo, che ha perso una buona occasione per dimostrare che questa Amministrazione grillina è capace, a volte, anche di slanci di un certo tipo. Cosa che, purtroppo, non è avvenuta”.
Lo dicono i consiglieri comunali del Pd, Mario D’Asta, Giorgio Massari e Mario Chiavola, a proposito dell’episodio verificatosi mercoledì pomeriggio nell’auditorium di San Vincenzo Ferreri, quando la Campo ha deciso, per la presenza delle opere di un artista universalmente apprezzato come Franco Cilia che era stato invitato solo in corso d’opera, di imporre dei diktat che hanno spinto gli altri artisti ad annullare la manifestazione.
“Di tutta questa vicenda, al di là di come ciascuno la può pensare – continuano i consiglieri del Pd – il nostro più grande rammarico è soltanto uno: aver dato un esempio certo da non seguire a quei giovani che, con tanto entusiasmo, avevano organizzato l’iniziativa”.
“Anche perché in questo modo – aggiungono il segretario del circolo “Rinascita Democratica”, Tony Francone, assieme alla componente di segreteria, Alessandra Sgarlata – passa il messaggio, devastante, che a Ragusa le iniziative culturali devono avere un determinato target ideologico altrimenti non si possono organizzare. Ma non solo. Avremmo dovuto celebrare una presa di distanza da atti di razzismo e di intolleranza che hanno determinato una tragedia di proporzioni colossali. E cosa facciamo? Ci comportiamo in modo intollerante, così come ha fatto la Campo. E’ chiaro che non è ammissibile tutto ciò”. I consiglieri del Pd chiedono al sindaco di intervenire e di fare valere il proprio peso istituzionale in questa incresciosa vicenda e, soprattutto, di scusarsi con i ragazzi che avevano promosso l’appuntamento.
coordinamento Territorio Ragusa
Il sindaco Federico Piccitto si adoperi per sostituire l’assessore alla Cultura, Stefania Campo. In questi quasi due anni di attività non ha certo brillato nel suo rendimento da delegato agli spettacoli e alla cultura, ma il grave, gravissimo errore che ha commesso ieri sera, intromettendosi con una logica di natura politica che sa di caccia alle streghe e di ricerca dell’untore, non può essere tollerato in una società che si definisce civile.
Entrare nelle scelte artistiche e nella scaletta dello spettacolo sull’olocausto promosso da un gruppo di giovani di Ragusa è quanto di più aberrante possa accadere.
E’ diseducativo per i giovani, è vergognoso perché si tenta di censurare l’arte, è disdicevole perché si interviene a gamba tesa, minacciando di revocare il patrocinio, proprio in una manifestazione che era nata per commemorare le vittime dell’olocausto, cioè dell’oppressione nazista, della violenza e della follia. L’assessore Campo deve essersi confusa e avrà pensato di essere a capo di un rivisitato MinCulPop, il Ministero della Cultura Popolare dell’epoca fascista che revisionava le informazioni e faceva propaganda.
La Campo ha evidentemente ritenuto, non si sa in base a quale principio, di ergersi a censore delle opere artistiche del maestro Cilia, quadri e sculture apprezzate da fior di critici in tutta Italia. Cilia, reo di non essersi coraggiosamente allineato ai diktat della nuova Amministrazione grillina, secondo la Campo andava punito impedendo l’esposizione delle sue opere a supporto scenografico dello spettacolo.
E per raggiungere questo disegno scandaloso l’assessore Campo ha fatto leva sui ragazzi ventenni che organizzano lo spettacolo adducendo motivazioni davvero ridicole. Ha sostenuto che la presenza delle opere non erano state contemplate nell’iniziale scaletta presentata giorni addietro al Comune quando fu valutato il patrocinio.
Ma perché in quella scaletta c’erano anche scritti i brani musicali che si sarebbero scelti per l’evento? C’erano indicati i passi di danza che avrebbe coreografato la coreografa coinvolta?
E anche quando ci si volesse appigliare a questa ridicola scusa, le opere di Cilia contro la guerra e che raccontano la mostruosità della morte dell’olocausto per quale motivo sarebbero dovute passare alla valutazione dell’assessore o dei suoi uffici?
La Campo ha rovinato uno spettacolo pieno di valori e realizzato da giovani che hanno deciso di impegnarsi per la città. Ma quel che a noi sembra essere più grave, è che ha rovinato l’immagine del Comune, trasformato in ente censore degli artisti invisi. Nulla di più di quanto accadeva nel lontano Medioevo e “appena” 70 anni fa durante il fascismo.
Coordinamento cittadino Idee per Ragusa
“Non possiamo che provare vergogna e sconcerto per ciò che è accaduto ieri nella chiesa di San Vincenzo Ferreri. Un momento importante e solenne come la commemorazione delle vittime del genocidio è stato infangato da un bieco gioco politico orchestrato dall’assessore Stefania Campo”. Così il Coordinamento cittadino di Idee per Ragusa in merito alla decisione dell’assessore Campo che ha inspiegabilmente tolto il patrocinio del Comune allo spettacolo ‘Una stagione all’inferno’.
“Non è ammissibile – proseguono dal coordinamento – che una manifestazione importante e lodevole come quella organizzata dai ragazzi di RagusaGiovani, non venga celebrata solo perché tra l’Amministrazione e il maestro Franco Cilia, non corre buon sangue. È questa l’unica verità. La Campo può nascondersi dietro tutta la burocrazia di questo mondo, il fatto è, che con questa Amministrazione, puoi lavorare solo se sei organico, per non dire supino, al Movimento dei 5 stelle. Proprio nel giorno in cui Ragusa ricorda l’immane tragedia della Shoah, l’assessore alla Cultura mette il bavaglio alla cultura, all’arte, all’iniziativa di un gruppo di ragazzi e di artisti locali, solo perché non voleva una statua del maestro Cilia, unico elemento di una scenografia scarna ed essenziale. Ha dell’incredibile questo atto d’imperio. Ancora una volta la Campo, e con lei tutta l’Amministrazione, ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza, a questo punto ci chiediamo il sindaco ha condiviso la decisione del suo assessore? Perché se così fosse, sappiamo che questa Amministrazione pretende di metter bocca anche sulle scenografie di un qualsiasi spettacolo, con buona pace del libero pensiero. Se, invece, il sindaco Piccitto era allo scuro di tutto, forse sarebbe il caso che si decidesse a prender provvedimenti, anche revocando il mandato all’assessore Campo. Infine, chiediamo un incontro pubblico con l’assessore e il sindaco, perché la città deve sapere come le nostre risorse, in questo caso culturali, vengono gestite”.
Giovanni Criscione, presidente dell’associazione Ideology e presidente del circolo Giombattista Xiumè di Forza Italia
“Esprimo solidarietà al presidente dell’associazione Ragusa Giovani, Kewin Lo Magno per quanto accaduto ieri sera all’auditorium San Vincenzo Ferreri di Ragusa. Per essere dei bravi amministratori bisogna saper mettere da parte le questioni personali e quelle politiche a seconda della situazione e ritengo che l’assessore Campo non abbia saputo svolgere il suo ruolo che, nel contesto di una manifestazione organizzata per la commemorazione delle vittime della Shoah, avrebbe dovuto essere super partes”.
“Secondo noi – dice Criscione – l’assessore Campo non ha saputo valutare le conseguenze della sua presa di posizione, più una questione di principio che una reale difficoltà dell’amministrazione. Stando a quanto ci è stato raccontato, l’assessore avrebbe minacciato di ritirare il patrocinio del Comune di Ragusa per via della presenza in auditorium di alcune opere del maestro Franco Cilia che componevano la scenografia intorno alla quale il corpo di ballo aveva preparato una coreografia. Per la Campo, invece, si sarebbe trattata di una vera e propria mostra dell’artista. Assurdo”.
“Sappiamo che in passato tra Cilia e l’amministrazione ci sono state delle ‘incomprensioni’, se così si può dire – continua Criscione – e quanto è successo ha fatto credere a tutti che l’assessore abbia voluto cogliere l’occasione per mettere i bastoni tra le ruote. Peccato che a farne le spese siano stati i giovani che avevano deciso di contribuire con le loro idee alle commemorazioni in occasione del ‘giorno delle memorie’ (noi preferiamo chiamarlo così), colpevoli solo di non avere l’esperienza necessaria per gestire al meglio un eventuale diverbio con l’amministrazione comunale. L’assessore Campo, invece, avrebbe potuto e, soprattutto, avrebbe dovuto ‘chiudere un occhio’, sforzandosi di capire che un’esibizione di mezza serata non è certo una personale di pittura o di scultura”.
“In ogni modo – conclude Criscione – ci auguriamo che il sindaco Piccitto voglia valutare l’opportunità di rimuovere l’assessore Campo dal suo ruolo, considerando non solo che la sua attività fino a questo momento non ha brillato nell’ambito culturale in città, ma anche che è veramente deplorevole che un amministratore possa permettersi di fare la voce grossa sulla base di motivazioni assolutamente pretestuose e nei confronti di giovani che stanno cercando di impegnarsi nel tessuto sociale della città”.
Senatore Giovanni Mauro, commissario e portavoce di Forza Italia per la provincia di Ragusa
“Pensavo che dopo gli interventi politici di tutte le forze di opposizione sulla faccenda, l’assessore Campo, a 24 ore dalla brutta figura di ieri quando con il suo atteggiamento ostruzionistico ha costretto dei ragazzi ad annullare uno spettacolo per la commemorazione della Shoah, avrebbe cambiato idea trovando il coraggio oltre che il buon senso per chiedere scusa.
Così non è stato e, nel corso della seduta odierna del Consiglio Comunale di Ragusa, è intervenuta adducendo scuse ancora più risibili di quelle esposte ieri, a caldo, per difendere le sue posizioni che difendibili non sono.
Il tempo porta consiglio, di solito. Evidentemente nel caso dell’assessore Campo questo proverbio non funziona.
Il suo atteggiamento è apparso a tutti arrogante e privo della più elementare sensibilità, quella che un amministratore dovrebbe avere nei confronti di chi ha voglia di spendersi nel proprio territorio. La censura imposta agli organizzatori dell’evento, con le relative minacce, è un chiaro esempio di quanto quest’amministrazione sia culturalmente gretta e meschina, soprattutto in un’occasione nella quale si sarebbero trattati temi così delicati ed importanti proprio come quelli del rispetto, dell’uguaglianza, della difesa del più debole eccetera. Pur di colpire un loro “nemico politico”, nel caso specifico l’apprezzato maestro Franco Cilia, hanno voluto strumentalizzare un’occasione che doveva essere, invece, di riflessione e cultura, facendo bella mostra di “muscoli” con dei giovani che non sono avvezzi agli scontri di politica.
Vergogna. Verrebbe da chiedere all’assessore Campo di presentare le dimissioni se solo non fossi sicuro che ottenere una così alta dimostrazione di dignità politica da parte di chi abusa del proprio potere è impossibile”.
Mimmo Barone – segretario del Secondo Circolo del Partito Democratico di Ragusa
Il secondo circolo del Partito Democratico della Città di Ragusa chiede la riproposizione della iniziativa culturale annullata.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale l’assessore alla Cultura del Comune di Ragusa avrebbe condizionato il patrocinio dell’ente pubblico, dalla stessa rappresentato, in favore di una manifestazione culturale alla esclusione dal progetto di un’opera artistica a firma del noto scultore e pittore Franco Cilia.
Pare che la scelta dell’assessore sia riconducibile alla polemica che mesi fa ha visto il maestro Cilia in contrasto con alcune, peraltro discutibili, scelte dell’amministrazione comunale sulla sistemazione della Piazza Libertà di Ragusa.
Poiché a nessuno, in un regime democratico, è consentito di interferire sulla libera espressione del pensiero e dell’arte, come i fatti di Parigi ci hanno drammaticamente dimostrato di recente, e meno che mai è possibile che chi riveste incarichi pubblici ed istituzionali possa condizionare il dibattito culturale che si sviluppa all’interno della sua comunità, il Secondo Circolo del Partito Democratico di Ragusa, propone di sanare la ferita inferta alla libertà di rappresentazione artistica, e, pertanto:
– stigmatizza quanto accaduto, augurandosi che ciò non si ripeta in futuro;
– conseguentemente, invita l’associazione promotrice della iniziativa annullata a riproporre la stessa nel medesimo luogo, con i medesimi protagonisti e con la medesima scaletta a suo tempo programmata;
– invita il Comune di Ragusa a confermare il patrocinio a suo tempo promesso;
– in caso di risposta negativa da parte del Comune, invita tutte le associazioni culturali, i partiti, e i movimenti di opinione, che nelle ultime ore si sono espressi sulla questione, a farsi carico di sostituire il patrocinio comunale con risorse proprie e a partecipare in massa all’iniziativa, in modo da dimostrare al gruppo di ragazzi promotore che nessuno a Ragusa può impedire la loro libertà di espressione.
