L’avv. Mimmo Barone dichiara di non avere notizia del Commissariamento dell’Unione Comunale PD

Avevamo usato il condizionale, attendevamo gli annunciati sviluppi, non pensavamo, però, che fossero stati destinati a riaffermare la realtà di un partito con esponenti di dubbie capacità che acclarano l’esistenza all’interno del PD, non solo di Ragusa, di un teatrino permanente, quali che siano le risultanze finali della querelle.
La notizia sul commissariamento del partito, a Ragusa, ci era stata annunciata, ancorché da verificare nei termini, dalla moglie del senatore Battaglia.
Un successivo contatto con Peppe Calabrese confermava la notizia nei particolari, anche Mario D’Asta, esponente di spicco del terzo circolo, nonché Presidente Provinciale del partito, che già in mattinata aveva riferito la notizia ad un giornalista, ha confermato in pieno le indiscrezioni, circa la decisione all’unanimità della competente commissione regionale, aggiungendo che i vertici del partito avrebbero richiesto qualche giorno di tempo, prima dell’ufficializzazione, per tentare di ottenere le dimissioni del senatore Battaglia ed evitare di creare un ulteriore caso all’interno del partito.
Ci giunge la precisazione dell’avv. Mimmo Barone che, come segretario del II Circolo di Ragusa, smentisce la notizia da noi riferita circa la conferma, per quanto gli compete, da parte dei rappresentanti dei tre circoli della città.
Alla lettura dell’articolo, l’avv. Barone ha provveduto a contattare il responsabile organizzativo provinciale, l’on.le DiGiacomo e, indirettamente, il segretario provinciale Denaro e il responsabile regionale dell’organizzazione che avrebbero dichiarato, tutti, dell’inesistenza del presunto commissariamento.
Per nulla impressionato della eventuale possibilità di non essere stato portato a conoscenza della notizia dagli organi regionali del partito, l’avv. Barone ha specificato di considerare gravissima l’eventualità che organi del partito si siano riuniti, a questo punto segretamente, per adottare decisioni di una certa importanza, senza provvedere nemmeno a informare le parti interessate, non solo della riunione ma, addirittura, delle decisioni adottate, senza dire che inquietante risulta la possibilità che una delle parti sia stata  informata, in anticipo, delle decisioni
Al di là della conferma sulla veridicità delle indiscrezioni sul commissariamento, il coinvolgimento di cariche importanti del partito in questo teatrino di conferme e di smentite, delinea un quadro della situazione esistente all’interno del PD che definire tragica è solo un eufemismo.
In particolare, se i responsabili del primo e del terzo circolo avessero messo in giro una bufala di tal genere non meriterebbero di stare ancora nel partito.
Di contro, se un parlamentare regionale, un segretario provinciale, e i responsabili dell’organizzazione, provinciale e regionale, fossero tenuti all’oscuro di tali decisioni, eventualmente adottate, se ne potrebbero trarre ovvie conclusioni sulla loro autorevolezza e caratura politica, le stesse che si potrebbero trarre, anche per mancanza di affidabilità, nel caso, avessero ritenuto di non dover informare il segretario del II Circolo delle decisioni adottate e di loro conoscenza.
Non resta che attendere ulteriori sviluppi

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