Tanto imbarazzo, da Ragusa a Roma

Mi piace sgombrare il campo da un dubbio che potrebbe assalire qualcuno, dal momento che, a proposito di tematiche diverse, mi sono trovato, troppo spesso negli ultimi tempi, sulle posizioni del Sindaco Piccitto e di qualcuno della sua squadra, atteggiamento che mi ha portato a parlare bene del primo cittadino, della sua azione, delle sue strategie e di quelle di molti dei suoi assessori.
Come appassionato e osservatore della politica, Cesare Pluchino nasce come uomo di destra, l’evolversi della politica mi ha visto e mi vede ciecamente adoratore di Berlusconi, a Ragusa, per farla breve, nel 2013, e negli anni precedenti, ho votato senza esitazioni per Giovanni Cosentini, personaggio politico al quale mi legano antichi rapporti di disinteressata amicizia, come lo sono molte delle sue vere amicizie.
Più precisamente, non ero grillino, non lo sono anche se condivido molte delle posizioni del Movimento, non potrei dire di votare 5 stelle in futuro, di certo sosterrei determinate figure, a prescindere dal simbolo di partito
Il necessario rispetto per i valori della democrazia, il riconoscimento di un risultato elettorale che non ammette valutazioni diverse, mi hanno fatto prima seguire attentamente l’evolversi della gestione Piccitto a Palazzo dell’Aquila, permettendomi di apprezzare aspetti diversi anche delle politiche grilline, consentendomi, ove possibile, di apprezzare e condividere molte delle scelte sue e di molti assessori, nonché le posizioni di elementi diversi del suo ‘cerchio magico’.
Chiarito questo, è con molto imbarazzo che ci troviamo ad affrontare l’ennesimo comunicato dei dissidenti di ragusattiva5stelle a proposito della sospensione della consigliera Marabita.
Avremmo pensato di tenere un profilo basso su vicende interne del Movimento e che riguardano personalmente la signora Marabita, considerandole più di rango personale che retaggio dell’opinione pubblica, ma non si può restare silenti di fronte all’imbarazzante pervicacia di un gruppetto di dissidenti e di assessori defenestrati che, dopo averne detto di tutti i colori contro il sindaco, i consiglieri comunali e gli assessori, hanno ora l’imbarazzante ardire di contestare anche le scelte dei probiviri del Movimento, quelli che la Marabita, secondo una dichiarazione letta sui giornali, nemmeno conoscerebbe.
Possiamo comprendere lo spirito che porta a contestare scelte del sindaco o dei consiglieri comunali, ma criticare anche i probiviri ci sembra eccessivo, oltre che veramente imbarazzante.
Pretendere, poi, argomentazioni sulla gravità delle dichiarazioni della Marabita, rese nel corso di sedute del Consiglio Comunale, rende palesi intenzioni di sollevare polveroni per acquisire visibilità, strumentalizzando questioni interne del Movimento, per spruzzare discredito sullo stesso, dove, forse, non si trova spazio vitale per le proprie ambizioni personali.
Si continua a sbandierare una comunicazione per conto dei cittadini, ma non si riesce a capire quanti sono gli aderenti a questo fantomatico meetup, non riconosciuto dal Movimento 5 Stelle, se ci sono iscritti al Movimento 5 Stelle e quanti sono.
Più grave tentare di far passare sulla stampa rilievi che la consigliera Marabita avrebbe denunciato in Consiglio Comunale, mentre si può rilevare dalle registrazioni che li ha solo accennati, con un eloquio non fluente e con qualche passaggio in dialetto che non hanno reso perfettamente comprensibili i contenuti della protesta.
Contenuti che, invece, sono stati quelli usuali del meetup dei dissidenti, uniti anche a critiche offese nei confronti degli amministratori.
Atteggiamento incomprensibile alla luce della fondamentale approvazione di cui godono sindaco, assessori e consiglieri comunali, innanzitutto all’interno del Movimento, in sede locale, regionale e nazionale.
Si rischia di cadere nel ridicolo attaccando politicamente un personaggio come Federico Piccitto, assieme alla sua squadra, dopo averlo visto sul palco a Palermo, immediatamente prima di Grillo, o dopo averlo visto, nei giorni scorsi, a Roma, nel difficile ruolo di sostegno solidale al sindaco della capitale.
Ma basta solo pensare al fatto che i dissidenti giudichino sballate le azioni dei probiviri per declassare e derubricare a preoccupante delirio di onnipotenza l’insistente attacco all’amministrazione grilina di Ragusa e agli esponenti del Movimento.
Ci sia agita, ancora, per le variazioni di bilancio, questione approvata in Consiglio Comunale e per la quale la città ha potuto constatare il tradimento politico della stessa Marabita, eletta nelle liste del Movimento 5 Stelle e passata al sostegno delle peggiori opposizioni.
Variazioni di bilancio sulle quali, peraltro, si attende il pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale.
Per il presunto mancato rispetto del programma elettorale, non si comprende perché si dovrebbe considerare la voce di pochi dissidenti opposta a quella del meetup ufficiale e di tanti iscritti che, pare, non abbiano così tante cose da eccepire quanto questi ‘ortodossi’, peraltro silenti fino a quando qualcuno di loro era in giunta.
La questione dei ‘possedimenti’ in verde agricolo del Presidente del Consiglio è talmente chiara da sminuire fatalmente tutti i contenuti della protesta come strumentale ed esclusivamente provocatoria.
Altre questioni, come quelle della doppia carica consigliere assessore, permessa dalle normative vigenti, del reddito di cittadinanza, dell’utilizzo delle royalties, ancorché passate in disamina e opportunamente valutate, non possono essere oggetto di contestazioni esterne da parte di esigui gruppetti di contestatori.
Esistono sedi opportune dove far valere la legge, se trasgredita, esistono gli organismi di partito per trovare spazio alle singole eccezioni sull’attività interna.
Ma verrebbe da chiedere, a caso, in quali delle altre città amministrate dal Movimento 5 Stelle è stato applicato il reddito di cittadinanza?
In chiusura del comunicato, come nei migliori spettacoli pirotecnici, il finale da urlo, dove si attacca Grillo chiamandolo ‘il garante’ e dicendo : “Del resto non ci stupiamo più di tanto, considerando che, quello che succede nella piccola Ragusa potrebbe essere considerato lo specchio di quello che succede in grande nella Capitale, dove il Garante, invece di garantire il Movimento nella sua complessiva espressione, prende posizione a difesa della Sindaca  (“chi è contro la Raggi è contro il M5S”)  e mette a tacere gli ortodossi duri e puri, come il rimpianto e caro Gianroberto, che in più modi hanno cercato di evidenziare la distanza della Sindaca dai Principi Fondanti del Movimento”.
Comprendiamo perché quando la Marabita parla in Consiglio Comunale si commuove e scappa la lacrima!
Ma se la Marabita, come recita il comunicato, è interprete fedele, costante e coerente dei Principi Fondanti del Movimento e si pensa che le “sviste” del ‘garante’, dovute all’improvvisazione, sono dovute al venir meno del rimpianto Gianroberto Casaleggio (Cofondatore del Movimento), perché non far prendere il suo posto alla stessa Marabita ?

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