di Vilnius Nastavnic
Maurizio Tumino ha evocato, nell’aula comunale, la tragedia del Titanic, a qualcuno che ha rivolto lo sguardo oltre le finestre, è sembrato di vedere un enorme iceberg invece del palazzo delle Poste.
Ma resta una atmosfera pesante, dentro e fuori l’aula consiliare, segnale di forti tensioni e di un nervosismo diffuso per quanti sono in ansia per il proprio futuro politico
Un tempo si andava ad assistere al consiglio comunale solo per cogliere al volo gli interventi di Ciccio Baieli, di Giorgio Chessari, dell’avv. Barone. Eloquio fluente, linguaggio forbito, denso di competenza intrinseca sull’argomento e sulla materia, retorica e dialettica magicamente alternate, per dei passaggi, anche brevi, che trascinavano e consegnavano la certezza che, al di là delle appartenenze politiche, più o meno condivisibili, eravamo in buone mani.
Oggi sono pochi gli interventi degni di essere ascoltati attentamente, merce rara l’eloquio fluente, ancor meno quello nitido e denso di riferimenti normativi precisi, dilagano, addirittura, quelli preconfezionati, con tanto di foglietto da leggere.
C’è lo streaming per confermare quanto, eventualmente, si stenta a credere.
Uno sprazzo dei tempi andati si è avuto durante l’ultima seduta di consiglio comunale, alla presenza di una folta rappresentanza dei lavori dell’igiene ambientali che protestavano per il ritardato pagamento dello stipendio di gennaio.
Inizialmente un intervento di Giuseppe Lo Destro che, con la consueta enfasi dei momenti importanti, trascina all’applauso gli operatori ecologici presenti in aula, esalta la presenza di spettatori che non sono intervenuti perché i consiglieri sono diventati famosi, bensì perché le disfunzioni procurate dall’amministrazione mettono a rischio il pagamento degli stipendi per dei lavoratori che non riescono ad avere certezze nonostante un impegno quotidiano che assolve con puntualità i compiti assegnati.
Un intervento che da solo basterebbe a caratterizzare la seduta, ma dove si tocca l’apice è con Maurizio Tumino che, con pungente ma elegante sarcasmo, rievoca la tragedia del Titanic.
Lo spunto lo fornisce, inconsapevolmente, il consigliere Leggio, del Movimento 5 Stelle, che aveva esordito, nella seduta, in presenza dei lavoratori in protesta, occupandosi di mercatini rionali.
Tumino richiama sensazioni non vissute, ma richiamate dalla cinematografia, dicendo che il Titanic sta per affondare e l’orchestra suona i violini per allietare la fine.
Un intervento ad effetto che supera anche la più eclatante rivelazione di una anticipazione di tesoreria, richiesta dall’amministrazione, provvedimento a cui, secondo il consigliere, nemmeno i peggiori sindaci della città hanno ricorso, in nessuna epoca, almeno recente.
Intervento che raccoglie l’esplicito consenso del Presidente del Consiglio che considera legittime le istanze dei due consiglieri e stigmatizza l’assenza degli amministratori.
Ma l’arte sovrabbonda in questo consiglio comunale, per esempio quella della mistificazione perpetrata, ostinatamente, dal dirigente competente alle riprese delle sedute, durante l quali sono accuratamente censurate le parti dove i toni si elevano, sia da parte dei consiglieri, come pure del pubblico.
E’ accaduto nell’ultima seduta, quando, dopo l’intervento dell’assessore, qualche lavoratore ha vivacemente protestato, era accaduto nella seduta precedente quando è stato impedito, con estrema decisione, all’operatore, di riprendere la vivace protesta del consigliere Porsenna che si lamentava del continuo rinvio della trattazione di interrogazioni per croniche assenze degli interroganti e dei relatori.
Restano, comunque, diffuse forti tensioni fra i componenti il civico consesso e nei rapporti con l’amministrazione.
Uno che non le manda a dire è il consigliere La Porta che, quando abbraccia un causa, la difende con i denti e, si deve dire, ha ottenuto diversi riscontri dall’amministrazione a cui ha riconosciuto l’impegno per le questioni risolte.
Ma il suo attivismo non va giù all’assessore Salvatore Martorana, il quale mal digerisce che i cittadini possano formarsi la convinzione che l’amministrazione adotta provvedimenti solo perché sollecitata dalle istanze dei consiglieri. E’ una tesi, forse troppo azzardata, che, come già avvenuto, provoca non poche contrapposizioni verbali, come nel recente caso dei locali per la scuola di Marina di Ragusa.
Diverso, per esempio, era stato l’atteggiamento del vicesindaco Iannucci, sempre nei confronti di la Porta, per gli interventi, altrettanto importanti, sull’impianto sportivo della frazione marinara.
Martorana non ci sta e, come già avvenuto nei confronti di Maurizio Tumino, in altra occasione, rivendica, in maniera provocatoria, la paternità e la genesi di ogni provvedimento, con ricorrenti riferimenti alla precedente amministrazione in cui rivestiva il ruolo di forte oppositore, ruolo, a sua volta, puntualmente rinfacciato dalle minoranze.
Ma non mancano i quadretti da avanspettacolo come quelli fra il consigliere D’Asta e il Movimento 5 Stelle per la mancata approvazione di ordini del giorno, per cui assistiamo alla presentazione di un atto, nella fattispecie riguardante le spese della Giunta Piccitto per esperti, alla sua bocciatura, alla nota del M5S che lo giudica impresentabile irricevibile, alla immancabile risposta di D’Asta che, senza entrare nel merito, la giudica, dopo aver sollevato la questione, eccessivamente e inutilmente polemica, con immancabili voli di stracci fra accuse per missioni a Milano e costose ristampe di libri, in puro stile da cortile napoletano.
Quanta eleganza nello stile riservato del dirigente regionale del PD ed ex capogruppo del partito in consiglio comunale, Peppe Calabrese, presente durante una pausa dei lavori del Consiglio. Ha sì criticato, giudicandola inconcepibile, l’approvazione da parte del gruppo consiliare PD dell’Ordine del Giorno ANCI, fortemente critico nei confronti del capo del Governo Renzi, a cui fanno capo i tre consiglieri, ma si è ben guardato dal sollevare una sterile polemica, per di più interna, anche in un momento in cui i rapporti fra le varie correnti del Partito Democratico non sono proprio idilliaci.
C’è una smania della paternità di iniziative e strategie politiche, che provoca grande confusione, come nel caso dell’Ordine del Giorno del gruppo di opposizione facente capo ai consiglieri Tumino e Lo Destro, sul problema delle ore lavorative dei precari comunali stabilizzati.
Un ordine del giorno stilato e presentato da Tumino, Lo Destro, Mirabella, Morando, Marino e La Porta, solamente firmato, alla presentazione, da Sonia Migliore e, al seguito, anche da Manuela Nicita.
Una condivisione in extremis, più formale che sostanziale per i contenuti, da parte di due componenti la minoranza consiliare che, senza tema di essere smentiti, pare vogliano seguire strade e strategie di opposizione abbastanza autonome, distinguendosi negli atti e nei riferimenti politici.
Accade, però, che parta il comunicato con le sole firme dei sei consiglieri che hanno curato e condiviso la stesura dell’atto, non è dato sapere se consapevolmente o meno, dal momento che alcuni di loro nemmeno sapevano dell’integrazione dei presentatori.
Con un pizzico di sale e una spruzzata di polemica, la Migliore inoltra un comunicato che, per chi non conosce fatti e persone, si legge come per una iniziativa delle firmatarie, dove non vengono nemmeno citati gli estensori originari dell’atto.
Ma senza queste, e altre, amenità, cosa sarebbe la politica ?
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