Un grande dolore

di redazione
La riflessione di Giovanni Iacono, Vice Presidente Nazionale e Presidente Regionale Sicilia di FEDERSANITA’-ANCI
Nel comprensibile groviglio di comunicati per la tragica perdita della neonata catanese, venuta a mancare mentre veniva trasferita presso la rianimazione neonatale del Maria Paternò Arezzo di Ragusa, si ritiene opportuno riportare le dichiarazioni di Giovanni Iacono, Vice Presidente Nazionale e Presidente Regionale Sicilia di FEDERSANITA’-ANCI, che si discostano dalla dilagante retorica, aborrendo inutili polemiche e rifuggendo strumentalizzazioni di tipo politico, entrambe inopportune e intempestive, nel momento di grande dolore che pervade la comunità siciliana.
Questo il testo integrale della nota:
“Il dolore della perdita di una bambina in un Paese democratico e all’avanguardia come l’Italia è ancora più insopportabile. La solidarietà, il rispetto e il pensiero vanno alla sofferenza dei due giovani genitori della piccola Nicole.” dichiara Giovanni Iacono, Presidente Regionale di Federsanità-Anci Sicilia che così prosegue: “Ogni Cittadino dovrebbe chinare il capo non per scrollarsi di dosso responsabilità effettive o morali, ma per acquisire la consapevolezza che bisogna avviare un processo profondo di riflessione per capire perché tutto questo può succedere ed agire immediatamente affinché episodi così tragici non si ripetano più.
Non siamo in condizione, oggi, di determinare la  “colpa” perché ci sono organi competenti che di questo si devono occupare. Bene ha fatto il nostro Assessore alla Sanità, Lucia Borsellino a convocare, immediatamente, un vertice con i Direttori Generali e Sanitari e conoscendone  l’estrema sensibilità sono certo che l’ha fatto non perché “andava fatto” ma perché spinta dalla volontà di comprendere che cosa realmente possa essere accaduto.
Il tragico evento sembra inverosimile in rapporto al diniego all’assistenza da parte di 3 Ospedali e dispiace anche perché, come sempre accade, fa più rumore un albero che cade rispetto alla foresta che cresce.
In questa tragedia appare tanta disumanità ma la sanità siciliana è fatta anche di tante realtà di eccellenza, comprese le strutture sotto esame, dirette da manager di indubbia competenza e professionalità a cominciare dal Garibaldi di Catania.
La Sicilia è anche la terra dove arriva il maggior numero di migranti e dove una catena umana ed istituzionale con Asp e Comuni  fornisce accoglienza, cura ed assistenza.
Nel caso specifico, bisogna individuare bene le responsabilità nella catena logistica e chi ha sbagliato abbia la punizione che merita, anche esemplare,  senza che tutto questo faccia dimenticare gli sforzi e il servizio che migliaia di operatori sanitari ogni giorno fanno curando e salvando altrettante vite.”

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