Conti, Legambiente Ragusa: “È ora di smetterla di difendere le trivelle ad ogni costo”

Non poteva mancare una nota di risposta di Legambiente Ragusa a quella del Presidente di Confindustria Ragusa che aveva parlato, nei giorni scorsi, sullo sviluppo sostenibile del territorio, indissolubilmente legato a quello dell’industria e del settore estrattivo in particolare.
A firmare la nota di Legambiente – Circolo Il Carrubo di Ragusa è lo stesso Presidente Claudio Conti:

 E’ “con grande gioia ed infinita soddisfazione” che accogliamo le iniziali parole dell’ultimo intervento del Presidente dell’Associazione degli Industriali di Ragusa Enzo Taverniti: «Puntare sullo sviluppo sostenibile e sul territorio», «Potenziamento dell’offerta turistica integrata, agricoltura “bio” enogastronomia di qualità e valorizzazione del patrimonio culturale»; del resto chi non sarebbe d’accordo?
Il problema inizia ad emergere, in tutta la sua drammaticità, leggendo il prosieguo dell’intervento: «Riteniamo, tuttavia, che non si debba trascurare, né svilire in ragionamenti preconcetti, il notevole apporto che, nonostante il persistere della crisi, hanno continuato e possono continuare a dare le attività industriali».. Dove per attività industriali il Presidente di Confindustria Ragusa intende lo sfruttamento delle materie prime, petrolio in primis, suo vecchio pallino.
L’intervento non nasce per caso, ma si inserisce nella polemica relativa alla decisione di Eni ed Edison di chiedere al Tar di intervenire sul Piano Paesaggistico nella parte in cui pone dei limiti alle estrazioni.
In attesa che il Presidente di Confindustria Ragusa scopra” che in alternativa alle fonti fossili ci sono anche le attività che fanno parte della “Green Economy”, quello che ci preme sottolineare è che la “sola” lettura del piano paesaggistico avrebbe permesso allo stesso di evitare di fare un intervento sfacciatamente di parte. Ricordiamo al Presidente che Il 2016 è stato l’anno più caldo mai registrato, così come lo era stato il 2015, e che i 10 anni più caldi dal 1880 ad oggi si collocano dal 2000 ad oggi.
Il surriscaldamento dovuto all’uso del petrolio, secondo la Coldiretti, ha favorito nuove malattie dei raccolti causando danni in Italia per un miliardo di euro.
Ma lo sa l’ing. Taverniti che per far rimanere sotto i 2°C la temperatura della Terra rispetto ai livelli preindustriali bisogna rinunciare ad estrarre un terzo del petrolio presente nel sottosuolo?
Che dire? Altro che ragionamenti preconcetti, è evidente che una certa mentalità tardo-barocca, al massimo ottocentesca, è dura a morire ed è molto triste che risieda anche in quei rappresentanti di quadri dirigenti che dovrebbero invece essere dei “fari” che illuminano un mondo che cambia.

Ultimi Articoli