Tutti incollati al televisore per il primo dei due nuovi episodi delle serie televisiva del Commissario Montalbano
Una fondamentale delusione, per tanti motivi.
Innanzitutto un a storia che ha lasciato a metà fra il disgustato e l’imbarazzante, con una serie infinita di giovani donne dai facili costumi che si erano concesse ad un maturo e perverso notabile locale, avvelenato dalla figlia e colpito alla nuca, con una pistola dal figlio, e che si scopre aver insidiato anche la nuora e, addirittura coinvolto la figlia in un rapporto incestuoso che, in passato, aveva anche provocato il suicidio della moglie.
Una trama inutilmente forzata, con pochissime scene in esterni, che non ha valorizzato per nulla il territorio, che di certo connoterà la puntata come una delle meno apprezzate dell’intera serie.
C’ da sperare che non sia in esaurimento la vena creativa di Camilleri che ha offerto, fino ad ora, storie sempre originali, dotate della giusta dose di suspense e di quel tanto di poliziesco originale che ha reso apprezzatissima la serie del Commissario interpretato da Luca Zingaretti.
Per quanto ci riguarda da vicino, come ragusani del capoluogo, non è stato per nulla valorizzato il territorio, una sola inquadratura, di sfuggita del Duomo di ibla, poi di Ragusa non si è visto nulla.
Come detto, troppe scene girate in interni, in verità poche anche le scene in provincia, due inquadrature di San Giorgio a Modica e il Commissariato al Comune di Scicli.
A suo tempo, nel corso di una riunione per l’Osservatorio della Tassa di Soggiorno, l’assessore al Turismo, Nella Disca, aveva anticipato l’invio di una nota alla Palomar per il mancato rispetto di alcune clausole minori del Protocollo firmato, che, ricordiamo, ha previsto l’elargizione di 350.000 euro alla casa di produzione.
A questo punto, tenuto conto che già nelle due puntate del 2016 le locations di Ragusa erano assai limitate e che in questa nuova puntata, come detto, di Ragusa non si è visto nulla, sarebbe utile anche capire quali dovrebbero essere i ritorni del contributo elargito alla Palomar.
A meno che il contributo non debba essere considerato un ringraziamento per i ritorni di immagine e di promozione turistica del territorio, ma resta sempre da capire perché solo noi abbiamo pagato e gli altri comuni, invece, godono, anche più di noi, senza uscire una lira.
