La zucca è diventata carrozza

Come nella favola di Cenerentola, la zucca è diventata carrozza che potrebbe portare la Passalacqua Ragusa agli ambiti traguardi che competono alla società.
Il principe azzurro è Gianni Recupido, ne ha le sembianze, che, forse con un bacio in fronte, ha trasformato le inerzie, gli errori, la mancanza di grinta della formazione biancoverde, in una prestazione corale di grande efficacia, che ha rasentato, talvolta, anche la perfezione.
Siamo di quelli che non credono che sostituire l’allenatore possa sovvertire, in pochi giorni, l’andamento di una squadra, ma ci dobbiamo inchinare all’evidenza di una sostituzione che ha trasformato le atlete o, comunque, le ha indotte a mostrare, ciascuna, le proprie capacità.
Gianni Recupido ha dimostrato di aver saputo leggere la partita, ancor prima della palla due, perché non era facile lasciare fuori una delle quattro straniere e ancora meno decidere di lasciare a bordo campo la Ndour, dopo le ultime convincenti prestazioni.
Sul parquet la formazione ragusana ha recitato una parte che sembrava replicata da tempo: una difesa attenta e ineccepibile, un gioco assai veloce, un attacco che ha saputo perforare la difesa avversaria in mille modi, ma soprattutto grande concentrazione, lotta accanita su ogni pallone, grinta e agonismo senza soluzioni di continuità, sprazzi di tecnica e di geometrie degli schemi come non si vedevano da tempo fra le file della Passalacqua.
A incorniciare la grande prestazione della squadra di Gianni Recupido la compagine avversaria che rappresenta, da anni, il vertice della pallacanestro femminile italiana: la performance delle biancoverdi assume contorni incredibili considerando che dall’altra parte c’era Schio, una squadra di eccellenza con un allenatore nuovo di zecca, dal nome altisonante, Procaccini, non certo esordiente nella massima serie come Recupido, nella veste di primo allenatore.
In maniera empirica, il crollo della squadra veneta si può spiegare solo per un approccio superficiale e senza motivazioni alla partita: soprattutto dopo l’ultima assai deludente prestazione in Coppa Italia, contro Lucca, e dopo 18 partite di campionato non certo esaltanti della squadra ragusana, Macchi e compagne sono arrivate a Ragusa ancora inebriate dalla conquista dell’ultimo trofeo e con la testa alla prossima trasferta di coppa: nemmeno da considerare la squadra iblea, della quale avrebbero fatto un sol boccone.
Non c’è altra spiegazione perché i 40 minuti di gioco sono stati, per Schio, una via Crucis.
Sempre in svantaggio, salvo il pareggio iniziale sul 2 a 2, Schio ha subito, fin dalla prima azione, un gioco veloce e travolgente delle biancoverdi che pure, per troppa foga, soprattutto nella prima frazione, commettevano diversi errori e si concedevano qualche inutile distrazione.
Il quintetto iniziale, Larkins, Nicholls, Consolini, Spreafico e Vanloo disorientavano le venete, Nicholls sfornava la prima vera prestazione della stagione, Larkins imponeva il suo peso sotto canestro, la Vanloo imponeva un ritmo frenetico.
Ci volevano le individualità note di Schio per contenere lo svantaggio alla prima sirena, sul 18 – 15.
Ad inizio secondo quarto Schio sembrava voler rientrare in partita, si portava a un punto, prima sul 18-17, poi, ancora, sul 20-19, ma la Consolini, da sola, piazzava un parziale di 7 a 0 che ridimensionava le avversarie, imponendo un vantaggio che si manteneva sui 4-6 punti e che la Vanloo, all’intervallo fissava sul 36 a 28 con una tripla che era propedeutica a quello sempre più consistente della seconda parte di gara.
Nella terza frazione Ragusa si portava avanti di 12 punti, sul 40 a 28, un tentativo di avvicinamento, riuscito, riportava sotto le venete, a quattro punti, ma ancora la Vanloo piazzava una tripla che spezzava le speranze avversarie, la Consolini, prima, la Formica e quindi la Gorini che serviva egregiamente palloni alla Larkins, determinavano il vantaggio di 17 punti al termine del terzo quarto, per il punteggio di 58 – 41.
Solo le credenziali di Schio non facevano considerare chiusa la partita, l’ultima frazione era caratterizzata dal vantaggio sempre crescente di Ragusa, + 19, +21, + 23 dopo tre minuti di gioco.
Quando mancavano 6.51 alla sirena finale Ragusa si portava a + 26, sul 67 a 42, +27 a 4.25 dalla fine, sul 73 a 46, per poi chiudere l’incontro sul 78 a 52, con un passivo di 26 punti per Schio che decretano come le venete non siano riuscite ad entrare in partita e come hanno avuto un crollo finale che si può considerare dovuto, principalmente, ad una lettura ineccepibile della partita, da parte dell’allenatore e delle giocatrici di Ragusa.
La parte di pubblico che pretendeva maggiore attaccamento alla maglia da parte delle atlete ha ottenuto la risposta attesa, se quanto di buono hanno fatto vedere tecnico e squadra sarà confermato nel prossimo impegno di Napoli, si può dire che non sono preclusi obiettivi importanti di campionato alla Passalacqua.
Se la zucca è diventata carrozza solo per una sera, potrebbe risultare inutile l’esonero di Lambruschi.

Passalacqua Ragusa – Famila Wuber Schio 78 – 52 (18-15, 36-28, 58-41)

PASSALACQUA RAGUSA: Larkins E. 18 (9/11), Nicholls L. 9 (3/5, 0/1, 3/3), Consolini C. 15 (6/9, 1/3, 0/2), Gorini M. 11 (3/6 – –  5/7), Valerio L. , Spreafico L. 6 (– 2/5 –), Formica A. 11 (5/5, 0/2, 1/1), Bagnara B. (– 0/1 –), Brunetti F. 2 (1/2 – 0/2), Vanloo J. 6 (0/5, 2/6 –), All. Gianni Recupido

FAMILA WUBER SCHIO: Martinez Prat N. 3 (1/3, 0/1, 1/2), Bestagno M. 7 (2/5, 0/1, 3/5), Gatti G. 2 (1/1), Miyem N. , Tagliamento M. 1 (0/3, 0/1, 1/2), Anderson J. 16 (5/8, 2/3 –), Masciadri R. 2 (1/2, 0/4,–), Zandalasini C. 5 (2/3 – 1/1), Sottana G. 9 (2/4, ¼, 2/2), Ress K. 2 (1/3), Macchi L. 5 (1/6, 1/5), All. Mauro Procaccini

ARBITRI: Alessandro Saraceni, Marco Pierantozzi, Aydin Azami

NOTE:

Passalacqua Ragusa tiri da due 27/43 (62,8%), tiri da tre 5/18 (27,8%), tiri liberi 9/15 (60%), rimbalzi dif. 28, off 10, palle perse 10, rec. 16.

Famila Wuber Schio tiri da due 16/38 (42,1%), tiri da tre 4/19 (21,1%), tiri liberi 8/12 (66,7%), rimbalzi dif. 21, off 9, palle perse 16, rec. 10.

 

Le partite di domenica 5 marzo 2017, 8ª giornata di ritorno

Umana Reyer Venezia  –  Meccanica Nova Vigarano

Treofan Battipaglia  –  Gesam Gas Lucca

Carispezia La Spezia  –  Saces Mapei Givova Dike Napoli

Techedge Broni  –  Fila San Martino

Fixi Piramis Torino  –  Pall. Umbertide

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