L’uovo di Pasqua per il Sindaco Piccitto con la sorpresa di Sonia Migliore

Dopo nove ore di consiglio comunale Sonia Migliore, con annessa Manuela Nicita, è uscita da Palazzo dell’Aquila come ultimo baluardo dell’opposizione all’amministrazione Piccitto.
Alle ore tre del mattino anche Clio, Euterpe, Talia, Melpomene, Tersicore, Erato, Polimnia, Urania e Calliope, le nove muse di Corrado Vigni, sulla sommità del Palazzo delle Poste, gioivano per la performance della consigliera comunale che si era votata come ultimo possibile argine all’avanzata di Piccitto e soci, fra l’altro a cinque giorni dalla Festa della Donna.
Nove ore di seduta dominata solo dall’opposizione di due consiglieri comunali, Sonia Migliore e Giorgio Massari che hanno tentato di rendere edotta la città sui limiti di politiche finanziarie del comune che sarebbero improntate ad un eccessivo, ormai insopportabile, carico fiscale.
Teoricamente valide le teorie portate avanti dai due consiglieri, pur con qualche forzatura, ma che trovavano, puntualmente il muro di assessore e dirigenti che alla fine hanno portato a casa gli atti approvati, senza modifiche.
La Migliore, in conferenza stampa, ha rilevato l’eccessiva pressione fiscale, la comprensione di servizi individuali che non sarebbero previsti nelle normative, l’aumento spropositato di somme destinate allo sport e alla cultura.
Si deve puntare l’accento – secondo la consigliera – sul futuro della città, evitando la spaventosa confusione di ruoli. C’era, nel corso della seduta, la consapevolezza del destino della stessa ma una maggiore presenza in aula, delle opposizioni, per onorare il ruolo, non sarebbe stata disdicevole.
Si discuteva di tasse – ha continuato Sonia Migliore – serviva maggiore chiarezza, la città ha bisogno di attenzione che non ha, ci sono delibere di consiglio comunale, approvate all’unanimità, per ridurre la pressione fiscale, ma sono letteralmente ignorate.
Un proclama serio, quello di Sonia Migliore, dal punto di vista sociale, ma che trova scarso riscontro, come abbiamo evidenziato nel resoconto della seduta di consiglio comunale, in altro articolo; non c’è allarme evidente fra la popolazione, solo sacche isolate di scontento, al netto delle appartenenze politiche contrapposte al Movimento 5 Stelle. Silenzio dai partiti e dai movimenti che si affidano a estemporanei ma non incisivi e poco diffusi comunicati di qualche esponente, non ci sono assemblee, non ci sono riunioni, non ci sono proteste che fanno palesare il disagio per come lo rappresenta, quasi drammaticamente, Sonia Migliore.
Piuttosto va valutata, particolarmente, la conferenza stampa convocata, con inaspettata celerità, dalla Migliore e dalla Nicita che hanno voluto intrattenere i
rappresentanti della stampa in quella che è diventata, ma, forse, lo voleva essere nelle intenzioni, una disamina sulle opposizioni in Consiglio Comunale.
E’ questo l’aspetto più importante dell’incontro, l’ennesimo attacco all’amministrazione Piccitto sarà archiviato assieme a quelli dei 44 mesi di sindacatura, forse Sonia Migliore non si è resa conto di aver elargito un favore a PIccitto acclarando, ancora una volta, il fallimento delle opposizioni, la loro fondamentale mediocrità della quale tante volte abbiamo parlato.
Perché, e lo ha anche detto, il motivo scatenante della conferenza stampa è quello della valutazione sulle opposizioni. Con questo non vogliamo dire che Sonia Migliore abbia sbagliato strategia, conoscendola siamo, addirittura, convinti che il voler decretare pubblicamente un fondamentale fallimento anche dell’ultima aggregazione, il Patto di Consultazione, abbai voluto significare una sorta di autocelebrazione, di autoincoronazione come unico leader di opposizione da opporre ai grillini.
Quanto sarà producente la strategia lo racconteranno gli eventi propedeutici alle prossime campagne elettorali e, soprattutto, i risultati delle stesse.
Sonia Migliore ha parlato di notte di follia, evidenziando la necessità di portare a conoscenza dell’opinione pubblica una storia senza senso.
È partita dalle politiche di vessazione, dalla macelleria sociale, dalle nuove povertà, dal tessuto economico che non ce la fa più, da un cittadino considerato da Martorana come un bancomat, ma subito si è arrivati alle aspettative, purtroppo vane, di un consiglio pronto, al desiderio di vedere gli scranni delle opposizioni sempre occupati.
Le opposizioni hanno deluso Sonia Migliore che ha specificato, contemporaneamente, di non meravigliarsi delle alleanze trasversali, spingendo a dedurre che la delusione è nei confronti degli amici del Patto e, marginalmente, negli esponenti renziani del PD.
Senza mezzi termini è andata al gruppo di Maurizio Tumino che deve fare chiarezza per necessità, un caso di sostegno ai grillini resta un caso, due destano sorpresa, tre diventano statistica, Sonia non comprende il perché del rifiuto a spiegare chi appoggia la giunta Piccitto.
Troppo facile e inevitabile arrivare ai compagni del Patto di consultazione: era già evidente, dall’inizio della conferenza stampa, l’assenza di quelle precisazioni più volte enunciate ai giornalisti e ribadite: tizio è assente ma ci tiene a precisare che è come se fosse qui con noi, caio ha un impegno inderogabile di lavoro ma vuole che si consideri come seduto al tavolo, sempronio non è qui con noi materialmente ma con lo spirito partecipa alla conferenza stampa e ne condivide, pienamente, i contenuti.
Oggi nulla di tutto questo: solo la citazione per Giorgio Massari, il rimarcare che, alla fine, come diceva Domenico Modugno, siamo rimasti in tre e nemmeno fino alla chiusura.
Quello di Sonia Migliore, come ha voluto precisare, in maniera pleonastica, non è una critica nei confronti del Patto, ma un appello affinché ognuno si addossi le proprie responsabilità, “ci abbiamo tentato, ma non è servito a nulla” le sue parole.
Ancorché sollecitata, la Migliore non ha espresso valutazioni sui singoli né ha dato seguito alle voci che si ricorrevano, ieri, sulle possibili valutazioni di qualche assenza che, da più parti, è stata giudicata strategica e opportunistica.
Cambia, ancora una volta, la geografia delle opposizioni e il loro peso strategico, ancorché si possa parlare di peso in un contesto dove le opposizioni, ormai al termine della sindacatura, sono destinate, definitivamente, al ruolo di comparse.
Una ennesima affermazione per Maurizio Tumino e per le sue strategie, di alto livello se non fosse per l’ostinata appartenenza ad un gruppo anonimo, senza leader autorevole, destinato ad affogare nel limbo dell’anonimato politico elettorale se non confluente in formazioni più accreditate.
Dopo aver dichiaratamente contribuito alla mancata rielezione di Giovanni Iacono alla Presidenza, considerandolo, giustamente, il suo maggiore competitor, Tumino è stato alla finestra a guardare il patto di Consultazione: avevamo anche noi condiviso le valutazioni su un gruppo troppo composito, incancrenito da passate diatribe personali, che metteva insieme democratici cristiani di specie diverse e, in qualche caso, atipiche.
Si erano avuti segnali di piccole crepe nei rapporti interni del Patto, visibili solo agli osservatori esperti, spesso qualcuno faceva passi in avanti dannosi per tutto il gruppo, i personalismi prevalevano più di una volta, il cooptare la dissidente dei 5 Stelle e rappresentare, quindi, i dissidenti grillini che stavano dietro le quinte non è stata la mossa del secolo.
In definitiva, se quella odierna di Sonia Migliore è stata finalizzata a restare come sola opposizione ferma e risoluta, può avere un senso in funzione elettoralistica, una maniera di ergersi al di sopra dei compagni di cordata, se, al contrario, c’è solo una smania di leadership attorno alla quale il Patto dovrebbe fare quadrato, allora, come abbiamo accennato, si tratta dell’uovo di Pasqua per il Sindaco, con tanto di pregiata sorpresa.

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