Situazioni in continua evoluzione all’interno del Partito Democratico, anche nel momento in cui scriviamo, conseguenza della fase preparatoria del congresso che si traduce in una esclusiva ricerca della posizione di leader, di segretario del partito, senza parlare di linee programmatiche, di alleanze, di prospettive.
L’avvenuta scissione, che vede Bersani e D’Alema impegnati a transitare nella nuova formazione politica, Democratici Progressisti, è stata la reazione definitiva al tradimento dei valori costitutivi del Partito Democratico e alle umiliazioni con le quali si volevano soggiogare tutte le minoranze.
Al riguardo in Sicilia, e segnatamente a Ragusa, non si registrano ancora uscite dal partito, ma comprensibili i serrati contatti per uscire dall’impasse.
Oggi, lunedì 13 marzo 2017, il segretario del II Circolo PD di Ragusa, l’avv. Mimmo Barone ha ufficializzato le sue dimissioni da tutti gli incarichi di dirigente all’interno del Partito Democratico, quindi da segretario del Circolo e da componente dell’assemblea provinciale del partito.
Analoga decisione è stata adottata dall’avv. Angela Barone, vicesegretario provinciale del partito, e dal tesoriere del II Circolo, il prof. Prestana, secondo quanto riferito dall’avv. Barone che non ha voluto anticipare altro sulle decisioni di altri autorevoli componenti del circolo.
L’avv. Barone ha sottolineato di non aver condiviso il percorso, fin qui seguito, che deve portare al congresso, lamentando, ancora una volta, procedure dubbie per il tesseramento e la totale indifferenza verso ogni minima regola di democrazia all’interno della compagine politica.
Verosimilmente, i dirigenti dimissionari vorranno arrivare alle fasi congressuali, dagli esiti delle quali si riserveranno di adottare decisioni consequenziali che, al momento, vengono considerate premature.
Si stanno delineando posizioni che già si intuivano, se l’attuale maggioranza renziana avrà la meglio al prossimo congresso nazionale, l’abbandono del partito democratico, da parte di un nutrito gruppo di democratici della sinistra del partito, sarà ineluttabile. Solo una vittoria del candidato Orlando potrebbe rimettere in discussione decisioni al momento scontate.
Quello che si contesta a Renzi è il voler raggiungere la leadership del partito e la premiership per governare, senza dialogo preventivo con le minoranze che verrebbero escluse dai giochi della politica.
In particolare si paventa un accordo con Berlusconi, con Forza Italia, per avere modo di allontanare lo spauracchio a 5 Stelle e poter veleggiare, con tranquillità, al governo della nazione.
Per quello che ci riguarda, in Sicilia si allargano le file dei nuovi renziani, come ci illustra un articolo di Livesicilia.it, con Cracolici in primissima fila, aspirante alla candidatura di Presidente della Regione.
A Ragusa, il defilarsi di elementi del II Circolo lascia il Partito Democratico nelle mani dell’on.le Dipasquale e di Peppe Calabrese che potranno concretizzare, in linea con le strategie nazionali, ipotesi di alleanze con elementi moderati e di centro destra, viste come unico possibile argine al dilagare del Movimento 5 Stelle che potrebbe vanificare le ambizioni di molti democratici.
Scenari di questo tipo farebbero intravedere, a Ragusa, una lotta a due fra PD e Movimento 5 Stelle, con una formazione di sinistra che, se forte e organizzata, potrebbe rivestire il ruolo di outsider, mentre, sullo stesso sfondo, evanescenti diventano le piccole formazioni politiche e le liste civiche, pur nel momento in cui il civismo si fa strada nei confronti dei partiti della vecchia politica.
Ma come abbiamo sottolineato è una condizione in continua evoluzione che potrà mostrare un volto definito e concreto solo dopo il congresso democratico.
