A Palermo, alla Regione, accade di tutto

Non si sa nemmeno da dove cominciare, scorrendo le pagine dei giornali on-line si viene a conoscenza di fatti fantastici, per usare un eufemismo.
La prima notizia, che avevamo appreso dal TG3 all’ora di pranzo è senza dubbio la più saporita, anche perché ha poco di politica ma dice molto dei politici.
Stamane, martedì 14 marzo, a Palermo, a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, si doveva parlare delle problematiche della disabilità, con i disabili, dopo le note contestazioni al Presidente Crocetta e la cronica mancanza di fondi da dedicare all’assistenza.
C’era il Presidente Crocetta, c’era anche il Presidente della sesta Commissione Sanità, Digiacomo, tanti disabili, accompagnati dai familiari, invitati, ma non c’era l’accessibilità
La riunione sulla disabilità dell’Assemblea regionale siciliana è stata fissata in una sala inaccessibile per i disabili invitati a partecipare all’incontro.
Un paradosso che ha messo in imbarazzo l’amministrazione e ha fatto, giustamente, infuriare i familiari che accompagnavano le persone affette da disabilità.
Una rappresentanza dei disabili gravi era stata convocata per affrontare il problema dell’assistenza domiciliare 24 ore su 24 che la Regione Sicilia dovrebbe fornire a circa 3600 disabili gravissimi, come previsto dalla legge.
Riunione fissata in una sala al secondo piano, al quale i disabili in carrozzella avrebbero dovuto accedere tramite scivoli mobili che erano stati approntati ma si sono rivelati inadatti a reggere il peso delle carrozzelle.
Solo dopo due ore dall’orario di convocazione, la riunione è stata spostata in una sala al piano terreno, di solito riservata ad un gruppo parlamentare.

Questa è solo una delle amenità, per il resto continua la farsa dello scontro fra il Presidente dell’ARS Ardizzone, uomo dei centristi di D’Alia, e il Presidente di Riscossione Sicilia, avv. Fiumefreddo.
Sono noti i motivi dei forti contrasti fra i due, che nascono all’ombra dell’attesa ricapitalizzazione della società di riscossione delle tasse in Sicilia.
L’avv. Fiumefreddo, pupillo di Crocetta, più volte in predicato di diventare assessore regionale, è inviso alla vecchia e tradizionale politica, per tale motivo l’Assemblea Regionale Siciliana ritarda la ricapitalizzazione che potrebbe diventare realtà se il Fiumefreddo gettasse la spugna.
Ma Crocetta non ci sta, lo esorta a resistere e Fiumefreddo, sentendosi le spalle coperte ha tirato fuori questioni assai imbarazzanti che non sono andate giù al Presidente Ardizzone che protesta, in primis, contro il luogo comune che Fiumefreddo vorrebbe imporre sulla Assemblea che verrebbe rappresentata come un coagulo di criminali che non vorrebbe ricapitalizzare la società.
Fiumefreddo ha commentato pesantemente l’audizione di Ardizzone in Commissione nazionale Antimafia, dove il Presidente ha chiesto di essere ascoltato in merito ai gravi fatti denunciati dal Presidente di Riscossione Sicilia.
Ha detto che dall’audizione “sarebbe venuto fuori un imbarazzato e balbettante silenzio sulle mie denunce.
Non una parola sugli appalti irregolari fiscalmente, non un cenno sulle tasse chieste alle multinazionali del petrolio e mai incassate prima, silenzio anche sui deputati indagati per fatti gravissimi ed inadempienti col fisco. Unica preoccupazione di Ardizzone la difesa, invero impossibile, del Palazzo del potere e l’ossessione di farmi fuori da Riscossione Sicilia”
Come avviene di solito, invece di verificare la veridicità delle denunce si cincischia sui modi, sulle opportunità politiche, ma non si va al cuore della denuncia.
Si rinnova uno scontro già visto altre volte fra Il Presidente delle Regione e il Presidente dell’Assemblea, questa volta acuito dalle esternazioni gravi di Fiumefreddo.
Rapporti critici che hanno fatto valutare più volte ai centristi, ex UDC, alleati del governo Crocetta, l’opportunità di sostenere ancora il governo regionale.
Dubbi che erano sorti, in particolare, dopo le dimissioni dell’assessore alla famiglia Miccichè, ma che si sono dissolti, come per incanto, quando si è trattato di decidere se allontanarsi dalla giunta o indicare un nuovo assessore.
Privilegiata, manco a dirlo, questa ultima ipotesi, il partito di D’Alia resta nella squadra di Crocetta.

I centristi di Gianpiero D’Alia hanno indicato come assessore alla famiglia Carmencita Mangano, professionista nota a Palermo, che in passato è stata una delle animatrici della fase di start up del progetto ‘Salute mentale donna’ dell’Asp di Palermo. Nella sua carriera pubblica ha lavorato an che all’ospedale Cimino di Termini Imerese, nell’ambulatorio del dipartimento di salute mentale di Corleone-Lercara Friddi e nell’assistenza ai detenuti del carcere dell’Ucciardone di Palermo.
Crocetta sarebbe pronto a nominarla anche perché non riesce a gestire ad interim l’assessorato conciliandolo con tutti gli impegni da presidente della Regione.
La Mangano si sarebbe recata, nel pomeriggio di oggi 14 marzo, a Palazzo d’Orleans accompagnata dall’assessore regionale alle infrastrutture Giovanni Pistorio.
La sua nomina sembra sia gradita al governatore e sana lo scontro in atto fra i centristi e Crocetta oltre a sgravare il Presidente della Regione da un guaio, quello dell’assistenza ai disabili, che proprio non riesce a governare.
Taglienti i giudizi di esponenti delle opposizioni: il deputato di Forza Italia Vincenzo Figuccia avrebbe dichiarato: “Trovo davvero originale che nel bel mezzo di un corto circuito istituzionale che coinvolge Crocetta e Ardizzone, e dunque lo stesso partito di quest’ultimo con il presidente della regione, i Centristi per la Sicilia trovino il tempo di indicare il nuovo assessore alla Famiglia, dopo l’allontanamento del precedente per le figuracce sui disabili.
E’ come la politica del “chiagne e fotti”. Da un lato Crocetta e i Centristi sono ai ferri corti e non se le mandano a dire nemmeno dagli schermi Rai e Arene varie, e dall’altro esercitano insieme il potere nominando, secondo i desiderata, assessori nel governo regionale. Un bell’esempio, questo, di coerenza e capacità di fare gli interessi dei siciliani ma soprattutto i propri interessi politici”.

Ma anche nel centro destra non mancano i problemi, Marco Falcone, deputato di Forza Italia, si sarebbe dimesso da coordinatore del Comitato per le Primarie, confermando le fibrillazioni all’interno della coalizione

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