di redazione
Presentato dalle opposizioni (senza il PD) un Ordine del Giorno che vuole mettere una seria ipoteca sulla credibilità politica di amministratori e consiglieri comunali di Palazzo dell’Aquila
Dopo la chiusura della seduta del consiglio comunale di lunedì 2 marzo, il consigliere Maurizio Tumino, primo firmatario, e i colleghi di opposizione Angelo Laporta, Giuseppe Lo Destro, Elisa Marino, Sonia Migliore, Giorgio Mirabella, Gianluca Morando e Manuela Nicita, hanno presentato un Ordine del Giorno finalizzato al contenimento dei costi della politica comunale.
La mossa segue le recenti modifiche allo Statuto comunale, che hanno eliminato i monogruppi consiliari e ridotto il numero dei componenti le commissioni.
La maggioranza, non appagata dalla netta supremazia, non contenta del primo risultato raggiunto, ha esagerato nel mostrare l’esultanza, come confermato nella seduta di lunedì 2 marzo, nella quale, addirittura, due esponenti del Movimento 5 Stelle hanno sghignazzato, durante l’intervento della consigliera Nicita che aveva chiesto se avesse finito il tempo utile per l’intervento, dicendo : ‘’devi ancora vedere con il nuovo regolamento ’’.
Una smania, quella dei grillini che non vedono l’ora di contingentare i tempi di intervento in aula, unitamente ad altri provvedimenti restrittivi, tutti rivolti alle opposizioni con malcelato sadismo. Le modifiche sono portate avanti non solo in nome della funzionalità dei lavori d’aula ma, piuttosto, nel contesto generale di un contenimento della spesa.
Spesa che, come evidenziato dalla stessa maggioranza, si attesterebbe, per quanto riguarda il consiglio comunale sui 270.000 euro annui, comprensivi per i rimborsi alle aziende private presso cui lavorano consiglieri che hanno diritto all’esonero dalla giornata lavorativa, che sono quantificati in 50.000 euro.
Si prevede, con le nuove misure, un risparmio di circa un terzo, pari alla somma di 90.000 euro, che, invero, non costituiscono una enormità nel contesto del bilancio comunale.
Ma le opposizioni rilanciano e, nell’Ordine del Giorno in oggetto, chiedono che sia approvato per impegnare l’Amministrazione Comunale di dare mandato agli uffici preposti di predisporre atti deliberativi che consentano, per l’intero mandato, di rinunciare a percepire i gettoni di presenza per la partecipazione alle sedute di Consiglio Comunale ed delle Commissioni Consiliari, che consentano, ancora, di rinunciare a percepire l’indennità di funzione destinata al Presidente del Consiglio, che consentano, altresì, di rinunciare a percepire l’indennità di funzione destinata al Sindaco e agli Assessori.
In pratica si chiede di approvare misure per rendere praticabile, da un punto di vista amministrativo, la rinuncia gli emolumenti per i consiglieri, i componenti l’amministrazione e il Presidente del Consiglio: come si evince dalla lettura del documento che riportiamo appresso nella sua forma integrale, gli atti deliberativi posti in essere dall’amministrazione non costituiranno un obbligo di rinuncia ai compensi, ma, chiaramente, pongono in una situazione imbarazzante quanti non vorranno aderire alla proposta choc delle opposizioni, senza dire che dovranno essere date spiegazioni all’opinione pubblica, di questi tempi particolarmente attenta e sensibile a temi di tale portata, circa la mancata adesione alla proposta
Questo il testo dell’Ordine del Giorno:
ORDINE DEL GIORNO
Ragusa 2 marzo 2015
I sottoscritti consiglieri comunali
RITENUTO che la Regione Siciliana e lo Stato Centrale hanno notevolmente, negli anni, ridotto i trasferimenti per la copertura dei costi necessari per il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio a favore degli Enti Locali
CONSIDERATO che l’Amministrazione Comunale attuale ha aumentato, nei suoi mesi di attività, le tasse locali per oltre 13 milioni di euro
VISTO che la condizione di amministratore locale comporta l’acquisizione di alcuni diritti tra gli altri di carattere economico differenziati in relazione alla carica ricoperta
VISTO il D.P.R. 18 ottobre 2001 n.19, regolamento esecutivo dell’art. 19 della L.R. 30/2000 ss.mm.ii. concernenti le misure minime di indennità di funzione e del gettone di presenza degli amministratori locali in Sicilia
ACCLARATO che la funzione di Consiglieri Comunali debba essere svolta al servizio della cittadinanza per il raggiungimento del bene comune e che, comunque, in una fase congiunturale di profonda crisi economica e sociale, ogni amministratore pubblico dovrebbe contribuire in prima persona alla riduzione della spesa pubblica e, in particolare, dei cosiddetti ‘’costi della politica’’ a carico dei cittadini
ACCERTATO che dalla rinuncia dei gettoni di presenza dei Consiglieri Comunali, nonché dell’indennità del Presidente del Consiglio, del Sindaco e degli Assessori, si verrebbe a disporre di risorse aggiuntive da impiegare in attività e servizi di natura sociale, preziose in un momento come quello attuale, segnato dalla forte imposizione dei tributi locali a carico dei cittadini della nostra comunità
DATO ATTO che il legislatore regionale ha adottato le disposizioni ritenute idonee alla partecipazione degli Enti Locali al necessario raggiungimento degli obiettivi di risanamento della finanza pubblica regionale rinviando, tuttavia, alla valutazione e alle scelte politiche di gestione finanziaria dei singoli enti locali
TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO
IMPEGNA
L’Amministrazione Comunale di dare mandato agli uffici preposti di predisporre atti deliberativi che consentano, per l’intero mandato,
– di rinunciare a percepire i gettoni di presenza per la partecipazione alle sedute del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari
– di rinunciare a percepire l’indennità di funzione destinata al Presidente del Consiglio
– di rinunciare a percepire l’indennità di funzione destinata al Sindaco e agli Assessori
firmato MAURIZIO TUMINO, GIUSEPPE LO DESTRO, GIORGIO MIRABELLA, MANUELA NICITA, GIANLUCA MORANDO, SONIA MIGLIORE, ELISABETTA MARINO, ANGELO LAPORTA
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