Sonia Migliore presta attenzione alla rete ospedaliera ora che Giovanni Iacono è all’opposizione

Mesi orsono, quando Giovanni Iacono si occupava, nella qualità di Presidente del Consiglio Comunale e di vice Presidente nazionale di FederSanità e Presidente di Federsanità Anci Sicilia, delle criticità del piano di rete ospedaliera, relativamente alla nostra città, Sonia Migliore, come altri dell’opposizione mostrava un fondamentale distacco dalle strategie dell’amministrazione, in quanto Iacono era alleato dei 5 Stelle al Comune. Si diceva che non si poteva fare il gioco dell’alleato del governo cittadino.
Ora che il leader di Partecipiamo è passato all’opposizione, la Migliore si mostra più attenta ai fatti che riguardano Ragusa, prima non c’erano comunicati, né suoi, né del suo Laboratorio politico, sulla sanità a Ragusa e sulla rete ospedaliera, ora sono già due in meno di 10 giorni, anche se, apparentemente contrastanti.
A fine del mese di marzo la Migliore ha esultato per il nuovo piano che avrebbe stoppato quello messo su dall’ASP 7, mettendosi fra quelli che lo avevano contrastato.
Quel piano, ritenuto illogico, che impoveriva l’offerta sanitaria sottraendo importanti servizi al nuovo ospedale, sarebbe stato superato, grazie anche all’aver fatto squadra con il consiglio comunale, a fianco del primo cittadino (!?!, NDR). Non restava che attendere gli atti formali e conseguenziali.
Per onesta intellettuale, si deve precisare che ora è il Direttivo del Laboratorio politico a intervenire sugli sviluppi della questione, ma non è desueto pensare che riporti anche il sentire della sua portavoce.
L’intervento è a seguito delle notizie che, contrariamente a quanto stabilito dal piano, vedrebbero Neurologia restare a Vittoria, come struttura complessa con stroke unit e una struttura semplice a Modica.
Lo avevano anticipato anche i 5 Stelle Massimo Agosta e Maurizio Stevanato che ci potevano essere delle prevedibili sorprese.
In conferenza stampa l’on.le Digiacomo aveva promesso la guerra se il posizionamento a Ragusa non fosse stato considerato un semplice ‘refuso’ nella stesura della nuova rete ospedaliere, comprendendo nel refuso anche chirurgia vascolare e oculistica delle quali il Direttivo del Laboratorio non parla.
Digiacomo se ne era uscito anche con la considerazione, che potenzialmente copriva Vittoria, per la quale, trattandosi di strutture di 1° livello, quello che mancava, si sarebbe dovuto creare, per legge, senza, però, specificare quando, e i tempi in sanità sono quelli noti.
Ci sarebbe quindi, ma la notizia non è ancora ufficiale, un ritorno ad una configurazione che confligge con il decreto Balduzzi, una sistemazione dei reparti che tiene conto delle pressioni dei primari e delle esigenze dei politici per il proprio bacino elettorale, ma non è cosa che si scopre ora.

Quello che più sollecita l’attenzione, del comunicato del laboratorio, politico, che tratta un argomento peraltro in progress e già all’attenzione dei media, è la considerazione verso la deputazione regionale che avrebbe abbassato l’attenzione, come non se ne vorrebbe occupare l’amministrazione comunale.
Poi, nella stesura del comunicato il Direttivo del Laboratorio 2.0, nella sostanza un circolo politico di una citta di 65.000 abitanti, si esalta e si occupa della deputazione iblea che pare stia dormendo, o, forse, sarebbe più impegnata in passerelle e cene romane con discutibili e inconcludenti compagnie per stringere patti al mollusco piuttosto che a lavorare per ottenere risultati.
E qui veniamo al bello, perché la battuta è diretta all’on.le Dipasquale che, secondo alcuni, invece, sarebbe il vero artefice della conformazione del piano di rete ospedaliera, indipendentemente da dove è situata neurologia. Naturalmente, Dipasquale non poteva portare tutto a Ragusa, ma c’è anche chi pensa che c’è tempo per trasferire reparti e primari, se non, addirittura, direttamente, anche i manager.
Ormai spieghiamo di cosa parla il Laboratorio politico, in quali cene romane sarebbe impegnata la deputazione iblea, al secolo l’on.le Dipasquale.
Intanto non di cena ma di pranzo si sarebbe trattato: come riporta lasicilia.it, in un articolo di Mario Barresi, del giorno 7 aprile, in una saletta riservata del frequentatissimo ristorante romano Rinaldi al Quirinale, reduci da un aperitivo alla galleria Sordi, si sarebbero riunite due comitive, per un totale di 25 persone, che facevano capo, rispettivamente, a Totò Cardinale e a Davide Faraone.
Una sorta di convention fra il cerchio magico di Renzi e i Matteo-boys di Sicilia, una sorta di pranzo di nozze per suggellare l’unione fra il PD di Renzi e Sicilia Futura di Totò Cardinale che vede, a Ragusa, come si ricorderà, come referente, segretario provinciale, Giovanni Cosentini.
Al tavolo, oltre a Lotti, Guerini, Faraone e, naturalmente, Renzi, vale a dire lo stato maggiore dei renziani, i deputati futuristi siciliani, Nicola D’Agostino, Michele Cimino, Edy Tamaio, Salvo Lo Giudice, Totò Cascio, con l’assessore Maurizio Croce e il grande capo di Fontanarossa, Nico Torrisi, come invitato speciale; i dem tendenza “tosco-egiziana” Luca Sammartino, Valeria Sudano, Gianfranco Vullo, Nello Dipasquale, Pippo Laccoto e Paolo Ruggirello, con l’assessore Alessandro Baccei.
L’incontro resterà nella storia come il ‘Patto della Seppia’, quella del piatto servito ai commensali, una seppia saltata con carciofi, si pensa unitamente ad altre pietanze, accompagnata da un buon bianco.
Abbiamo citato tutti i partecipanti, fra i quali il nostro on,le Nello Dipasquale perché secondo il Direttivo del laboratorio politico 2.0 quelle citate, le comitive di Lotti e di Faraone, sarebbero compagnie discutibili e inconcludenti.
Ogni opinione è rispettabile, ma quando si esagera, si esagera.

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