Conferenza stampa convocata dai consiglieri renziani del PD per evidenziare criticità e anomalie che si verificherebbero nella gestione dei gabinetti pubblici della città.
Mario D’Asta e Mario Chiavola hanno presentato un video, realizzato nella giornata di sabato 25 marzo, per dimostrare come, al momento della loro visita e per tutta la durata delle riprese effettuate, non fosse presente il personale previsto dall’apposito bando di gara che aveva assegnato il servizio.
Unitamente alla mancanza del personale, i consiglieri hanno fatto rilevare condizioni non ottimali sotto l’aspetto del decoro e della pulizia, rimarcando come l’assenza del personale non consenta l’incasso del ticket di 50 centesimi.
Intento puramente politico quello dell’attacco all’amministrazione 5 Stelle, che risente, forse, delle notizie dei sondaggi che danno il Movimento 5 Stelle, in Sicilia, al 37% per eventuali elezioni politiche anticipate, con un netto margine di vantaggio sul secondo partito che sarebbe il PD, al 20 %, seguito a ruota da Forza Italia.
Segnale dello smarrimento, l’attacco riservato all’assessore Corallo, contro il quale i due renziani hanno voluto mettere in guardia i cittadini ragusani per la ventilata nomina dello stesso ad assessore regionale ai lavori pubblici, un pericolo, secondo i due consiglieri, per ora limitato alla nostra città, assai più pericoloso per la Sicilia in caso di promozione di colui che appare come il grillino più quotato della nostra provincia.
Segnale inequivocabile che il PD farebbe bene a mettere in campo, e abbastanza presto, personale politico più preparato, più maturo, meno incline alle boutade.
Boutade che sono state riservate anche all’amministrazione ragusana, accusata di non tenere in conto, assolutamente, legalità e trasparenza.
Condividiamo, in ogni caso le riserve sollevate sulla gestione dell’appalto per i bagni pubblici, che meritano la necessaria attenzione per accertare ogni possibile disservizio e ogni possibile mancato rispetto del capitolato, ma specificare che non si ha nulla contro la cooperativa che gestisce l’appalto e far confluire tutti i rilievi sull’assessorato che si occupa del servizio sembra, quanto meno strumentale e pretestuoso.
D’altra parte la presenza alla conferenza stampa di due responsabili di cooperative concorrenti che hanno illustrato i temi oggetto dell’incontro con gli operatori dell’informazione, tradisce l’intento di sollevare il caso come già accaduto in altre occasioni che, però, non hanno dato i risultati sperati.
Sempre la stessa gente che vediamo, al Comune, una volta per l’idrico, altre volte per altri servizi, che anche in questa conferenza stampa hanno puntualizzato di aver inoltrato denunce, del cui esito, però, non si hanno notizie.
Ormai, dopo quadi quattro anni di gridare allo scandalo, all’illegittimità, alle irregolarità, alla legalità, alla trasparenza, senza che siano venuti fuori risultati positivi, ogni nuovo caso sollevato lascia perplessi sulla reale esistenza di qualcosa che non va.
Come aggravante va rilevato, ancora una volta, come venga evidenziato che Segretario Generale, Dirigente, Sindaco e Assessore abbiano disatteso note, inviate a giugno scorso, per contestare i costi del servizio previsti dal bando di gara: in pratica, come altre volte hanno cercato di far capire elementi delle opposizioni, il Comune di Ragusa sarebbe nelle mani di una ‘multinazionale dell’incompetenza ammnistrativa’ o peggio nelle mani di una banda di spregiudicati amministratori e conniventi dirigenti e rappresentanti dello Stato che disattenderebbero leggi e normative con leggerezza e superficialità, tutte cose che non hanno trovato riscontro nei numerosi esposti, verosimilmente, inoltrati ad autorità superiori.
In ogni caso encomiabile l’appello dei due consiglieri alla verifica del rispetto di quanto previsto dal capitolato, in ordine all’utilizzo di personale del quale devono essere specificati tutti gli adempimenti previsti dalle leggi vigenti, oltre al controllo degli orari di apertura e chiusura delle strutture, nonché degli obblighi derivanti dagli impegni sottoscritti per manutenzione, pulizie e rilascio dello scontrino per il pagamento del ticket.
Anche se è impossibile non rilevare una semplicistica constatazione degli eventuali abusi e omissioni che avrebbero dovuto essere oggetto di attente indagini ufficiali, inattaccabili, e avrebbero dovuto contemplare anche controlli sugli orari di apertura e chiusura delle strutture per inchiodare i responsabili in maniera inequivocabile. Si è badato più alla comunicazione ad effetto che all’efficacia della denuncia.
Inevitabile, soprattutto dopo la preannunciata interrogazione che sarà inoltrata dai due consiglieri, l’esposto agli organi competenti per quanto non fosse riscontrato aderente al capitolato.
Ai responsabili delle cooperative il dovere di rivolgersi alla magistratura ove fossero riscontrate irregolarità nel bando di gara, con la speranza che anche questa protesta non resti senza esito, come tante altre.
Il problema della gestione dei bagni pubblici non è cosa di ora: in tutto il meridione, da Roma in giù, purtroppo, trovare un bagno pulito, ben deodorato, dotato dei servizi minimi essenziali, è cosa rara, come può essere rilevato da chi percorre, per esempio, l’autostrada che porta al nord. Fino a Roma i bagni sono impraticabili, si utilizzano solo per necessità, appena passata la capitale è tutt’altra storia.
Anche nella nostra città non c’è una cultura del bagno accogliente, pulito, locali, per lo più, malsani, maleodoranti, con scarsa o inesistente aereazione, dove spesso manca sapone per le mani, carta asciugamani, anche un semplice gancio per appendere una giacca.
C’è da dire che molte delle criticità sono procurate dall’inciviltà della gente che contribuisce non poco a renderli impraticabili.
Questa amministrazione ha avuto spesso problemi con la gestione dei bagni pubblici, quando il servizio era affidato all’assessorato ai servizi sociali, i disservizi erano all’ordine del giorno.
La causa prima, e in questo le colpe non sono solo dell’amministrazione, ma anche delle opposizioni che non hanno preteso l’utilizzo delle somme giuste e si sono limitate a segnalare i disservizi.
Lo stesso importo dell’appalto contestato è il segnale di una problematica su cui si vuole mettere solo una pezza, che non si vuole affrontare realisticamente.
Per limitarci ai cinque bagni segnalati, occorrono almeno 15 persone per i diversi turni e per coprire gli orari prefissati, un costo minimo di 20.000 euro l’anno per unità che significa l’impegno di almeno 300.000 euro in bilancio per garantire un servizio considerato essenziale.
Altrimenti si dichiari che la città non può mantenersi i bagni pubblici e li chiuda, sostituendoli, magari, con bagni chimici, autopulenti.
Anche i consiglieri di opposizione potranno, con appositi emendamenti al bilancio, appostare le somme necessari per questo importante servizio, cosa che non è avvenuta in passato.
Va anche considerato che, un tempo, la città era poco estesa e i bagni pubblici potevano essere pochi e concentrati in centro. Oggi l’estensione della città rende in ogni caso non sufficienti i bagni esistenti e può essere considerato giustificato il loro mantenimento solo in funzione e in zona turistica.
Da ultimo ci permettiamo segnalare che, stranamente, non sono stati presi in considerazione i bagni della villa di Ibla e il relativo servizio di apertura e chiusura della villa che, pare, negli ultimi tempi, abbia mostrato numerose criticità relativamente alla chiusura del cancello principale, avvenuta prima dell’orario previsto. Pare, inoltre, che siano stati lasciati aperti ingressi laterali senza, però, provvedere alla chiusura, così da lasciarli aperti per tutta la nottata.
Sarebbe opportuno nel contesto di necessarie verifiche, tutti questi servizi fossero passati al setaccio attentamente, le colpe sono di chi dovrebbe controllare e, invece, non lo fa.
