Il gruppo civico che fa capo a Maurizio Tumino si scaglia contro il PD per la sanità in provincia

Avevano visto bene i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle nell’esprimere riserve sul Partito Democratico per la gestione della cosa pubblica, segnatamente per la questione sanità in provincia di Ragusa.
E avevano anche aggiunto che non ritenevano chiusa la vicenda, considerate le meraviglie alle quali si è avuto modo di assistere, considerando non da escludere limature per aggiustare il tiro per alcuni reparti, soprattutto in vista della campagna elettorale, aggiustamenti che non avrebbero fatto altro che, specificavano i consiglieri Agosta e Stevanato, denotare lo scarso decoro politico e la credibilità di molti politici.

Non si sono sbagliati, considerando che esponenti di altra formazione politica, peraltro di ferma e risoluta opposizione all’amministrazione pentastellata del Comune di Ragusa, rinnovano le critiche al Partito Democratico, che ritengono contro la sanità di questa provincia.
I componenti del gruppo misto al Consiglio Comunale di Ragusa, aggregati sotto l’insegna di una formazione civica di nuova costituzione, Maurizio Tumino, Giuseppe Lo Destro, Giorgio Mirabella, Elisa Marino e Angelo la Porta, esprimono forte dissenso contro le massime espressioni del Partito Democratico Ibleo che, appunto, sarebbe contro la sanità di questa provincia.
In particolare, per il presidente della commissione Salute, on.le Digiacomo, che, come del resto annunciato in conferenza stampa, avrebbe fatto ‘riportare’ Neurologia e Chirurgia Vascolare a Vittoria, in barba al decreto Balduzzi e disattendendo le indicazioni che vorrebbero le due unità operative complesse vicino all’emodinamica per completare la rete dell’emergenza.
Un decreto che cozza con la delibera di giunta approvata e contro il parere del Ministero della Salute.
“Non si capisce perché nelle altre Asp, Agrigento, Trapani, Caltanissetta, Siracusa le due divisioni sono nell’ospedale dove c’è l’Emodinamica ed a Ragusa no. Colpevole è anche l’onorevole Nello Dipasquale che non ha saputo vigilare sulla sanità di Ragusa e della provincia. L’ospedale di Ragusa è baricentrico e questo è perfino facile da intuire, non lo capisce il Pd che sta operando contro la terra iblea contro i pazienti di questa provincia. Bisognava essere più lungimiranti e completare la rete dell’emergenza ed invece non è stato così per soli scopi elettoralistici e di campanile. Lanciamo l’allarme con la convinzione che l’assessore Gucciardi possa correggere questa bestialità”. Tanto recita il comunicato di Tumino e soci che incita il sindaco alle barricate, ma, come ha sottolineato lo stesso Digiacomo, sarebbe opportuno fare la guerra per dotare l’ospedale di Ragusa, come anche gli altri della provincia, tutti, ormai, per grazia politica, di 1° livello, dei reparti previsti dalle normative sulle strutture di 1° livello.
Occorre, quindi, lottare per far sì che il titolo di 1° livello non sia solo un attestato per il biglietto da visita o per il depliant, ma che la dotazione strutturale sia adeguata secondo le normative, istituendo subito i reparti previsti, dove mancano. Altrimenti ne va della credibilità dei politici che hanno vantato il raggiungimento di obiettivi inutili, buoni solo per la carta intestata.

Assai più pregnante la seconda parte del comunicato del gruppo di Tumino, dove si parla della prossima apertura dell’ospedale nuovo di Ragusa, per il quale si apprezzano gli sforzi dell’attuale direttore generale, Aricò, al quale si garantisce il pieno appoggio per arrivare all’obiettivo, nei tempi prefissati.
Ma, accanto a queste parole, preoccupa, non poco, l’ennesima voce, dello stesso Tumino, che adombra il tentativo di ritardare l’apertura.Del resto, siamo a due mesi dal momento in cui tutto dovrebbe essere pronto, ma non tutto sembra essere a posto, per esempio, prima fra tante altre cose, la rampa di accesso al pronto soccorso della quale, ancora, non c’è traccia.
Dice bene il gruppo di Tumino che gli elettori capiranno chi rema contro l’apertura del nuovo ospedale.
E vede le frizioni e i rallentamenti sull’apertura provenienti dal Pd che in tema di inaugurazioni non può fare scuola.
Viene ricordata, ancora una volta, l’inaugurazione dell’aeroporto organizzata da parte dell’onorevole Digiacomo che fece atterrare l’aereo di stato in una struttura dove c’era solo la pista.
Evento che, lo stesso Digiacomo, in conferenza stampa, non ha disconosciuto e ha difeso nelle buone intenzioni che portarono valore aggiunto allo scalo, ma che non rifarebbe perché, allora, le polemiche superarono, di gran lunga gli aspetti positivi dell’evento, che pure ci furono.
E, a proposito dell’apertura del nuovo ospedale, il Presidente della Commissione Sanità ha specificato che non interverrà a cerimonie di inaugurazione del nosocomio fino a quando non ci saranno i degenti all’interno della struttura, particolare che dovrebbe essere condiviso da tutti ma che, nello stesso tempo preoccupa, non poco per la difficoltà di intravedere, ancora a tutt’oggi, gli opportuni sincronismi per vedere trasferiti i reparti, con personale, attrezzature e degenti, nella nuova struttura.

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