La politica fa il suo corso e scivola, naturalmente, nelle comiche

L’intervento degli artisti sulla questione dei disabili siciliani non è piaciuta alla politica e c’è in atto uno scontro, per ora a colpi di comunicati e di lettere ai giornali che coinvolge, per le ultime battute l’assessore regionale al bilancio, Baccei, il Presidente della Commissione Salute e affari sociali, l’on.le Pippo Digiacomo, e i comici Ficarra e Picone.
Le performance politiche del governo regionale, con tutti i ritardi e gli sconquassi arrecati alla nostra isola, trasformano l’ultima polemica nell’ennesimo teatrino del governo Crcocetta, dal quale due personaggi come Baccei e Digiacomo avrebbero dovuto prendere, da tempo, le distanze, evitano, in questo modo di non farsi trascinare in questo ultimo polverone nel quale, pur condividendo le eccezioni di carattere giuridico- amministrativo, non hanno molto da dire per giustificare il caos provocato dal governo regionale e, nell’attuale sistema della comunicazione mediatica, poco possono opporre all’autorevole consenso di uomini immagine come Ficarra e Picone.
In altri tempi e in altre condizioni della politica, due comici non avrebbero avuto spazio per avvicinarsi a cose della politica, oggi sono i comici a dominare la scena perché la poltica è diventata uno scenario per loro naturale.
“Basta con lo show del dolore”, “dolore usato come un bancomat”, le pesanti affermazioni del Presidente della Commissione Salute dell’ARS, Digiacomo, mentre Baccei ha eccepito la scarsa competenza tecnica degli artisti in materia di contabilità pubblica.
L’assessore regionale ha sottolineato come i bilanci approvati abbiano una durata triennale e che le somme sono stanziabili subito una volta approvata la manovra finanziaria.
Tutte le spese previste nella manovra, anche quelle per la copertura finanziaria della spesa per i disabili, devono seguire percorsi previsti dalla legge, nessun altro meccanismo può attivare le somme stanziate sulla cui concretezza non ci possono essere riserve per la natura stessa del bilancio.
Considerazioni sulla fondatezza delle coperture o sull’incertezza dei fondi stanziati appaiono, oltre che del tutto fuori luogo, frutto di informazioni sommarie e letture affrettate.
Digiacomo aveva esortato a non trasformare il problema in uno show: “Con i 36 milioni di euro stanziati nell’ultimo esercizio provvisorio si riesce a coprire il progetto della cosiddetta ‘vita indipendente’ dei disabili gravissimi con un assegno che va dai 1000 ai 1800 euro mensili, a seconda della gravità della malattia.
I decreti di accredito delle somme alle Asp sono stati firmati, ulteriori somme da reperire in bilancio e da destinare ai disabili, non solo gravissimi ma anche gravi, – prosegue – avranno una loro concretezza entro aprile, dopo la finanziaria, e dovranno poi essere normate da decreti attuativi che definiscano nuove platee e nuovi sistemi d’intervento legittimi e ben calibrati”.
In riferimento alle proteste e ai testimonial Digiacomo aveva detto: “Esibire tanto dolore come un ‘bancomat’, o come una ‘lupara caricata a pallettoni’ sulla politica, non serve a nulla, né in Sicilia né in Calabria né in Campania né in altre parti del Paese. E non serve far passare la realtà siciliana come diversa da quella di altre zone d’Italia. Determinati atteggiamenti servono solo come contributo a realizzare la quintessenza della barbarie: il linciaggio”.
Digiacomo ha aggiunto: “Ho sempre visto con affetto – spiega infatti – e riconoscenza l’impegno di artisti, intellettuali e personaggi conosciuti, per la difesa dei diritti civili, sono una parte importante della storia anche contemporanea. La disabilità in Italia è un problema grave e serio che per varie disattenzioni si è trasformato in una bomba a orologeria: è giusto stringere i tempi in Sicilia e in Italia, non è giusto – conclude Digiacomo – trasformare tutto questo in uno show del dolore”.

 

Dopo queste dichiarazioni, Ficarra e Picone, ribattevano al direttore della testata che le aveva pubblicato:

Gentilissimo direttore, abbiamo letto sulla sua testata le dichiarazioni del presidente della commissione Salute all’Ars, Giuseppe Digiacomo.
Comprenderà bene, caro direttore, lo stupore nel leggere tali infelici dichiarazioni che, fra le altre cose, si commentano da sole. E che confermano quanto una certa politica sia distante da questa problematica.
Ci teniamo però a scriverle che questa bassezza non ci fermerà.
Vigileremo, capiremo e, soprattutto, seguiremo i soldi che verranno stanziati per capire quanti sono e quale metodo verrà usato per farli giungere ai disabili. The show must go on.
Cordialmente, Ficarra e Picone

 

Pronta la risposta dell’on.le Digiacomo:

“Per quanto mi riguarda, cari Ficarra e Picone, o argomentate e mi convincete o non m’intimidite: vi ricordo che ad intimidirmi non ci sono riusciti Bufalino, Fiume, Moravia, non credo ci riuscirete voi…
Quale sarebbe la mia ‘colpa’ a proposito di quanto sta accadendo attorno al tema della disabilità?
Sono forse colpevole di aver lavorato in commissione Sanità all’Ars per fare approvare una norma che stanzia i primi 36 milioni di euro per poter pagare un assegno che va dai 1.000 ai 1.8000 euro per l’assistenza alle disabilità gravi?
Sono forse colpevole di aver incontrato le associazioni ei i rappresentanti dei disabili per migliorare le norme esistenti?
Sono forse colpevole di aver dimostrato, anche a proposito di questo argomento, di spendere ogni minuto del mio tempo per fare qualcosa di buono per la Sicilia?
No, sono ‘colpevole’ di aver detto che ‘un conto è l’impegno degli artisti e dei personaggi pubblici per sostenere una giusta causa, ma bisogna stare attenti a non trasformare tutto questo in uno show del dolore altrimenti si incita al linciaggio’.
Ecco la mia colpa: ho osato parlare dopo aver ‘fatto’. Già perché io ho questo vizio, non mi limito a parlare, di solito le cose che dico, per quel che posso, le faccio.
Così come è accaduto quando, diversi anni fa, da sindaco di Comiso, ho aperto le porte della mia città per salvare 6.600 profughi kossovari dalla pulizia etnica di Milosevic.
Voi, cari Ficarra e Picone, cosa facevate allora? Eravate già impegnati a costruire popolarità raccontando quanto è brutta la politica? Ma vah!”

 

Controreplica di Ficarra e Picone:

Gentilissimo Presidente, Giuseppe Digiacomo, i toni e le sue parole in risposta alla nostra lettera al direttore di Live Sicilia di ieri, ci sorprendono.
Per fortuna nell’era di internet le parole sono sempre a portata di tutti.
Sul tema dei diritti ai disabili sarà possibile per i lettori, quindi, rileggere la nostra cordialissima lettera aperta al Presidente Crocetta, pubblicata dal Giornale di Sicilia qualche giorno fa.
Sarà possibile leggere la misurata e dettagliata nota dell’Assessore Baccei (nota che non condividiamo fino in fondo e, se ve ne sarà possibilità nei prossimi giorni, chiariremo il perché).
Sarà possibile leggere le sue dichiarazioni, presidente Digiacomo, dove parla di ‘show del dolore’ di cui i vip si sarebbero macchiati.
E sarà possibile adesso leggere la sua ultima risposta dove lei sostiene che noi l’avremmo intimidita. Ci piacerebbe capire quando e in quale passaggio.
Vede, gentilissimo Presidente, le parole sono importanti e quando lei usa l’espressione ‘show del dolore’ per definire la presa di posizione di alcuni cosiddetti vip (tra i quali ci auguriamo che non ci sia anche il cardinale Lorefice) fa soltanto un torto a tutti coloro i quali ogni giorno cercano una cassa di risonanza a problemi troppo spesso inascoltati.
Vuole decidere lei chi può marciare in difesa di un diritto e chi no?
Vuole decidere lei se uno sciopero sia “show” o legittima protesta?
Vuole decidere lei se un cosiddetto vip possa scendere in campo oppure no?
Lei si vanta di aver “fatto”. Ebbene qualora fosse vero, e non abbiamo motivo di dubitarne, non le viene il legittimo dubbio che questo sia anche merito di quello che lei chiama “show”?
Ci confronteremo con le associazioni per capire se quello che le istituzioni hanno fatto sia sufficiente o se serve altro.
Insieme a loro conteremo i soldi che verranno stanziati per capire quanti sono e quale metodo verrà usato per farli giungere ai disabili.
In ogni caso, qualunque cosa lei abbia fatto, o farà, si ricordi che avrà fatto solo e soltanto il suo dovere.
Sui toni poi che lei usa nella sua risposta, non abbiamo nulla da dire perché sono sotto gli occhi di tutti.
Per una prossima volta le consigliamo però di scrivere quando è meno arrabbiato perché si nota la poca lucidità nel mettere insieme Bufalino, Moravia, Fiume, Ficarra e Picone e i profughi Kossovari.
Ci auguriamo che questa polemica, che siamo stati costretti a subire e che non saremo più disposti ad alimentare, non distolga l’attenzione dall’obiettivo che tutti noi, lei compreso, abbiamo a cuore.
Cordialmente le auguriamo buona Pasqua.

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