L’assegnazione ufficiale dello scudetto 2017 alla formazione di Lucca chiude, definitivamente, la stagione e ne apre una nuova.
I bilanci di quella appena conclusa si intrecciano con le aspirazioni per la prossima, i primi sono stati già tracciati dal Presidente Passalacqua, tutto il resto, in ordine al consuntivo della stagione è retaggio di tifosi, commentatori e appassionati di basket che per loro natura non smetteranno mai di esaurire considerazioni e valutazioni.
Più spazio resta per i sogni e le aspettative che restano, pur sempre, condizionati dall’azione della proprietà, la sola legittimata alle scelte, se non altro perché non c’è un impegno economico della città, degli sportivi, del pubblico pagante, in termini numerici, tale da poter legittimare pretese e richieste per esaudire desideri.
Il Presidente Gianstefano Passalacqua è stato fin troppo severo nel dire che la stagione “non è andata sicuramente bene e che è inutile girarci attorno”, valutazione che giustifica e alimenta le discussioni sul campionato appena concluso, e sulla prestazione del collettivo biancoverde.
Per quello che abbiamo visto nel corso della stagione regolare e, segnatamente, nei play off e nella finale, il terzo/quarto posto virtuale appare come la collocazione naturale per la squadra ragusana.
Con il roster a disposizione e, soprattutto, con le prestazioni, collettive e individuali, viste durante l’anno, non è onesto pretendere di vincere lo scudetto che, prima di tutto, è frutto di impegno e di sacrifici e di una mentalità vincente che non si è voluta avere.
Legittimo e comprensibile il cambio dell’allenatore, oltre che scelta azzeccata e ottimo investimento per il futuro, a meno di ripensamenti, ma Recupido non è un mago che può portare un collettivo dall’abulia assoluta alla prestazione superlativa contro Schio in casa.
Allora mettiamo insieme 7 sconfitte, mettiamo insieme che qualche vedette ha fatto numeri solo con squadre di bassa classifica, mettiamo che abbiamo utilizzato una guardia come play, sottraendola al suo ruolo naturale, mettiamo che la scelta delle straniere si è rivelata buona solo per un elemento e solo nella parte finale del campionato, tutto il resto è buono per un campionato di vertice ma non certo per considerare scontato lo scudetto.
Se poi ci mettiamo che l’acquisizione, in extremis, dell’americana, non si è rivelata pari alle aspettative, abbiamo un quadro completo della situazione, forse troppo influenzata dal vedere solo Schio come unico avversario, tale da condizionare ogni scelta.
Il mostro Yacoubou è stato annullato da Lucca senza mostri sacri, si poteva intervenire potenziando il blocco delle italiane ma, a quanto pare, dalle prime dichiarazioni della proprietà e dalle valutazioni dei tifosi, è la parte di squadra che non va toccata, per cui ci si affiderà, ancora una volta, alla roulette delle straniere per costruire il collettivo ideale in grado di conquistare il tricolore che, dopo i tanti tentativi a vuoto diventa traguardo obbligato, una scelta forse tropo rischiosa per il blocco di partenza che non potrà demeritare la fiducia, un carico eccessivo di responsabilità per elementi che il carattere lo hanno tirato fuori a intermittenza.
In ogni caso tutto dipenderà dalla riconferma di Recupido che dovrebbe trovarsi in sintonia con la società, soprattutto per quanto riguarda il blocco delle italiane.
Scelte diverse per la panchina potrebbero portare anche cambiamenti nei programmi della società, per ora accontentiamoci di avere sempre una squadra che rimane nell’olimpo del basket femminile nazionale.
