E’ stato diffuso un avviso pubblico, consultabile anche sul sito istituzionale del Comune, nella sezione “In evidenza” dell’homepage, emanato dai Settori comunali Edilizia Privata e Produttiva e Pianificazione Urbanistica e Centri Storici con il quale si comunica che la Regione siciliana ha approvato, con Decreto del Dirigente Generale n. 50 del 26 aprile 2017 (pubblicato il 19 maggio sulla Gazzetta Ufficiale regionale n.21), una variante contenente modifiche ed integrazioni al Regolamento Edilizio Comunale di Ragusa.
In particolare, sono stati introdotti alcuni nuovi articoli riguardanti, tutti, il risparmio idrico.
A tal proposito, si rende noto che, “per tutte le nuove costruzioni (comprese le demolizioni e ricostruzioni) e per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente in cui è previsto il rifacimento totale dell’impianto idrico e/o il rifacimento dei servizi igienici, i cui lavori non hanno ancora avuto inizio alla data di pubblicazione del D.D.G., sono soggetti alle intervenute disposizioni regolamentari”.
Sempre in conseguenza delle modifiche intervenute, “le istanze di titolo edilizio-abilitativo, anche semplificato, dovranno essere accompagnate e/o integrate, dalla necessaria e conseguente documentazione tecnica (relazione e schema dell’impianto, ove necessario)”.
Il comunicato precisa che “Occorrerà adeguarsi alle nuove disposizioni anche nel caso in cui i lavori, seppur iniziati, non siano stati conclusi alla data di pubblicazione del decreto”.
Si aggiunge che, nel caso in cui risultino ultimati i lavori relativi all’impianto idrico, sarà necessario produrre apposita dichiarazione a firma congiunta del committente e del progettista/direttore dei lavori.
Le nuove norme entrano in vigore con notevole ritardo dalla data di approvazione in Consiglio Comunale, la qualcosa ha suscitato già qualche polemica per l’eccessivamente lunga sosta sui tavoli dell’Ufficio Tecnico che, da qualcuno, è stata vista come una ‘cortesia’ ai costruttori per spostare nel tempo una norma che impone, in pratica, la realizzazione di un doppio impianto idrico, con aggravio di spese e di costi di progettazione.
Parimenti destinata a suscitare polemiche, peraltro già preannunciate, la norma che consente una semplice dichiarazione congiunta di committente e progettista per sancire che alla data del decreto siano stati già ultimati i lavori relativi all’impianto idrico, una misura troppo generica che lascia margini ambigui e viene vista come ennesima forma di accondiscendenza nei confronti di una categoria che, secondo alcuni, ha goduto, sempre, di troppe ‘attenzioni’
