Le ultime due sedute del civico consesso hanno confermato il trend in discesa di un consiglio comunale ormai ostaggio solo delle strategie per la prossima campagna elettorale.
Le nuove normative che limitano a pochi atti importanti le prerogative dell’assemblea, una amministrazione che non ha fatto follie per coinvolgere i consiglieri nell’attività amministrativa, un bassissimo livello generale di cultura politica con pochissime eccezioni, hanno, di fatto ridimensionato ruolo e prestigio dell’assise cittadina che si vede ora preda del clima preelettorale, ad un anno dalle elezioni amministrative, in un clima politico del tutto irreale fra elezioni regionali e possibili consultazioni nazionali.
La perdita della maggioranza da parte del Movimento 5 Stelle, non bilanciata dalla formazione di una nuova maggioranza, impossibile nei numeri e irrealizzabile fra le forze di minoranza, ha reso ormai impraticabile l’aula consiliare.
Non c’è dibattito politico, prevalgono gli spazi dedicati alle comunicazioni e alle sedute ispettive, senza interrogazioni e interpellanze, dedicate, anch’esse, solo a comunicazioni che, in qualche caso, costano alla collettività.
Si arriva alla presenza dei consiglieri che aspettano il turno per l’intervento e vanno via, comportamento assolutamente legittimo, come quelli che arrivano a fine seduta, intervengono e vanno via, ma mantenere l’apparato del Consiglio, almeno 1.000 euro a seduta per ascoltare segnalazioni di disservizi e qualche amenità, può legittimamente, quantomeno, suscitare qualche perplessità,
Ci sono volute tre sedute per approvare dei debiti fuori bilancio, circa 100.000 euro, nulla di eccezionale, e per approvare la proroga della commissione di indagine sui fondi residui della Legge su Ibla.
Ore di trattative e di tattica politica, per arrivare alla proroga e definire i debiti fuori bilancio che, sostanzialmente, non possono essere rigettati, anche perché frutto di sentenze della magistratura.
In effetti, dopo le schermaglie in aula, entrambi i punti sono stati approvati in quattro e quattr’otto, cosa che poteva essere fatto alla prima seduta, senza perdite di tempo.
Anche perché non c’è stato dibattito, né sui debiti, né sulla proroga della commissione, per la quale non si sono nemmeno discusse le motivazioni delle dimissioni del componente del PD, Chiavola, che ora deve essere surrogato, anche solo per l’ultima seduta che dovrebbe definire l’esito dei lavori.
Nulla da eccepire sulle motivazioni delle dimissioni, ma è anche lecito pensare, come qualcuno della stessa commissione ha fatto rilevare, che ci possano essere motivazioni strategiche politiche, perché ora si dovrà attendere la nomina di un altro commissario, che avrà tutto il diritto di prendersi il suo tempo per analizzare quanto fatto, dal momento che non potrà esprimere parere su cose che non ha esaminato.
Così dopo 6 mesi di lavoro, e una notevolissima spesa relativa, si corre il rischio, forse cercato da qualcuno, che tutto finisca, per il momento a tarallucci e vino, senza che la città possa sapere dove sono andati a finire i fondi residui della Legge su Ibla, almeno per quelli che ancora non hanno capito e non hanno fatto mente locale su un classico uovo di Colombo.
Di tutto questo, i consiglieri non sembrano interessati, si parla di aiuole, di aree camper, di Enamalta, di docce, di spiagge, di Castello, di asili nido, ma la distrazione di circa 32 miliardi delle vecchie lire, (ci esprimiamo in lire perché la eliminazione del vincolo sui fondi fu operata in tempo di lire e non di euro, con l’entrata in vigore della nuova divisa si fece solo una conversione del buco).
La seduta di lunedì 12 giugno, come, in parte quella di mercoledì 14, sono state dedicate ai commenti sulle consultazioni amministrative, i cui esiti hanno avuto, sia pure marginalmente, qualche riverbero sulla situazione politica locale.
I vecchi della politica ancora presenti in Consiglio comunale avranno gioito perché il nuovo non è avanzato: torna all’orizzonte il bipolarismo fra centro destra e centro sinistra che conforta per il futuro, soprattutto in provincia di Ragusa i risultati hanno decretato il successo di vecchie cariatidi della politica alle quali l’elettorato si è voluto affidare non rilevando certezze nel nuovo.
Il dibattito in aula è stato incentrato sulla battuta di arresto dei 5 Stelle, sulla mancata dignitosa partecipazione dei candidati grillini a Pozzallo e a Chiaramonte Gulfi che depone male per una organizzazione territoriale del Movimento, senza veri leader e capaci organizzatori, nel momento in cui già si profilano all’orizzonte i movimenti, le tattiche e le strategie per le candidature alle regionali che dovrebbero, così si spera, esprimere solo il meglio di quello che il Movimento di Grillo esprime sulla piazza.
Si dovrà stare attenti ai passi in avanti e alle autocandidature, anche di personaggi eccellenti, perché si è visto in queste ultime elezioni, anche in campo nazionale, come sia difficile trasformare il pseudo o apparente largo consenso in voti numericamente accettabili.
Ma non sono state da meno le considerazioni sugli altri partiti protagonisti della contesa, dominata, in ogni caso, da una marea di liste civiche che hanno mascherato i protagonisti senza i simboli di partito.
Praticamente assente il centro destra, totalmente inattivo e allo sfascio in provincia, protagonista è stato il PD, con la conferma di Giaquinta a Giarratana e con la debacle, il tonfo, la sconfitta sonora a Santa Croce Camerina e a Pozzallo.
Su questo il PD, in aula, per bocca del capogruppo D’Asta ha minimizzato, addirittura considerando del partito l’eletto di Pozzallo, l’on.le Ammatuna, perché solo sospeso, dopo una campagna elettorale all’insegna dello scontro totale.
Dopo il braccio di ferro e il suo esito, già ci sono toni più morbidi di reciproca apertura che saranno preludio del solito accordo post voto dove tutto sarà sistemato, o meglio dove sistemeranno qualcuno, con scambi di favori per assicurare ai vincenti visibilità e potere in ambito provinciale, anche in vista delle future elezioni.
Di tutto queste legittime lordure politiche non si è parlato, nessuno ha nemmeno messo in risalto che il risultato del PD ufficiale, a Pozzallo, è un record per il partito, con il misero 2,60 % che costituisce la punta negativa in assoluto nella sua storia politica nazionale.
Maurizio Tumino, del gruppo misto, ha enfatizzato il risultato elettorale per il suo gruppo di appartenenza politica, una piccola formazione che si farebbe forte di un successo che considera suoi appartenenti il neoleletto sindaco di Monterosso e numerosi consiglieri comunali dei vari centri che, addirittura, avrebbero aderito alla sua formazione politica appena eletti. Anche il sindaco di Santa Croce Camerina, Barone, avrebbe ricevuto un forte sostegno, anche con l’elezione di tre consiglieri.
Tumino solitamente lucido e chiaro nei suoi interventi, quando parla di questo fantomatico gruppetto politico riesce a trascinare nella più totale confusione, perché non si comprende come mai il simbolo della sia formazione politica non compare per nessuno dei personaggi che lui cita, né spiega le motivazioni che potrebbero essere alla base dell’opportunità di non mostrare la vera appartenenza, nascondendosi dietro imprecisate liste civiche.
Di tutto questo, non perfettamente attinente alla vita amministrativa del Comune hanno disquisito alcuni dei consiglieri comunali, scambiando l’aula per un salotto televisivo dove confrontare le rispettive posizioni.
Appuntamento a lunedì 19 giugno, per una serie di Ordini del Giorno ormai stantia, che viene riproposta dopo tanti rinvii e sedute a vuoto, ma nulla di importante per la vita amministrativa.
Nessuna notizia del bilancio preventivo 2017, per i quali l’amministrazione dorme sonni tranquilli, confortata dalle notizie palermitane che vogliono l’assessorato agli enti locali paziente, vista la situazione generale di stallo nella regione; è stato, invece approvato il consuntivo 2016, dalla Giunta comunale, considerato che le stesse indiscrezioni hanno lasciato trapelare intenzioni diverse da parte della regione, facendo profilare la possibilità di eventuali commissariamento per la fine del mese di giugno.
La giunta, con la sua approvazione, si è messa la sicuro, male che va il commissario arriverà quando l’atto è nel corridoio e sta per entrare in aula, e tutto, alla siciliana, si sistemerà.
E poi dicono che i grillini non capiscono nulla di politica!
