Periodicamente si innesca la polemica sui flussi veicolari e di persone che si riversano nel quartiere di Ibla, diventato, grazie anche ai finanziamenti della Legge su Ibla e al riconoscimento UNESCO, un polo di attrazione turistica di primo livello.
Occorre dire che i numeri sono ben lontani da quelli di Taormina, Siracusa e Palermo, determinati anche con il concorso di manifestazioni e iniziative specifiche di alto livello culturale, ma la struttura medioevale dell’antico nucleo abitativo soffre i flussi intensi e concentrati.
Naturalmente il decollo turistico ha influito, non poco, sull’economia del quartiere, i prezzi delle case sono schizzati in alto, anche gli affitti di locali commerciali, per pochi metri quadrati, sono alle stelle.
Un fenomeno quasi naturale che, inevitabilmente, stravolge la vivibilità per i residenti.
Ci sono fenomeni di polemica ‘politica’, non tutte le lamentele sono esenti da strumentalizzazioni, c’è anche chi affitta il basso a prezzi stratosferici e poi si
lamenta per il profumo di patatine fritte o per la canna fumaria che, peraltro, ha autorizzato.
Va perseguito ogni abuso, ma non si può dormire con la finestra aperta se la stessa si affaccia in una via o una piazza assai frequentata.
Di certo, e anche a Ragusa superiore non mancano le situazioni al limite, il posizionamento di pedane, ombrelloni, tavolini da bar, pannelli pubblicitari, piante, insegne ha superato ogni limite, basta guardare via Mariannina Coffa per constatare come l’accesso alle case è limitato in maniera sconsiderata in nome del sostegno allo sviluppo economico.
Senza dire che ci sono questioni di sicurezza perché l’eventuale transito di mezzi di soccorso è del tutto impossibile, anche per la sosta selvaggia.
A Ibla hanno ragione di lamentarsi, per cui sarebbe opportuno spostare nel centro storico superiore le manifestazioni più seguite, come Ibla Grand Prize o Ibla Buskers, limitando anche i flussi per le feste religiose che intasano il quartiere.
Le rivendicazioni dei cittadini residenti sono sacrosante e vanno esaudite, soprattutto se si tratta di perseguire abusi e infrazioni alle norme, come, per esempio, per l’abbandono incontrollato dei rifiuti che ogni locale pubblico deve, in ogni caso, esporre davanti al proprio numero civico, non davanti alle case degli altri cittadini o davanti alle chiese.
Va verificato fino in fondo quale sia la destinazione definitiva da assegnare a Ibla: centro vivo, pulsante, che sprizza energia e sviluppo economico, anche per i residenti, oppure una sede museale che deve godere di un silenzio da biblioteca?
E’ chiaro che non ci sono vie di mezzo, non si può mantenere il quartiere in coma artificiale, salvo risvegliarlo per la festa del santo o per la manifestazione di grido.
Altro aspetto è quello legato al traffico veicolare e dei bus turistici: è chiaro che il quartiere non può essere intasato da auto di visitatori e turisti, specie se, come spesso avviene, il posteggio è irregolare.
Di certo nelle ore serali e in occasioni di grosse manifestazioni la circolazione deve essere interdetta, per limitare anche l’antiestetica saturazione dei pochi posti disponibili.
L’inquinamento ambientale e anche visivo provocato dalle automobili e dai bus turistici va eliminato del tutto perché di danno, innanzitutto, al patrimonio architettonico.
Questione particolare è quella dei bus turistici che non possono intasare l’imbuto della circonvallazione con manovre pericolose e posteggi selvaggi.
Il Comando della Polizia Municipale aveva studiato la sosta dei bus turistici in appositi siti della città, collegati con bus navetta a Ibla, come sempre le idee
migliori vengono messe da parte.
La questio è se fare di Ibla una sede museale e privilegiare gli aspetti turistico culturali e artistico architettonici, oppure trasformarla nella Ibiza del sud-est, regno delle patatine fritte e del mojto: viene facile identificare quale è la destinazione elettiva dell’antico borgo, ma potrebbe essere utile, per una migliore valutazione della problematica una doppia consultazione popolare, rivolta ai residenti di Ibla e ai cittadini ragusani in genere, anche perché si devono intraprendere strade precise che devono essere dedicate, più che allo sviluppo di Ibla, alla sua tutela.
In questa ottica vanno vagliate tutte le ipotesi, anche per evitare di dare vita a infrastrutture sovradimensionate, più dannose che utili per Ibla.
Si parla della costruzione di un parcheggio pluripiano, forse sotterraneo, nella zona dell’attuale parcheggio dietro la villa comunale.
Si tratta, a nostro modesto parere, di un progetto su cui riflettere molto, assai impattante dal punto di vista ambientale, che non farebbe altro che convogliare a Ibla flussi enormi di traffico che potrebbe essere fermato alla periferia di Ragusa, in comodi ed esistenti parcheggi.
Il futuro di Ibla è solo nel trasporto pubblico, nei bus navetta riempiti esclusivamente per il numero di posti collaudati, come invece non avviene sotto l’occhio semichiuso del vigile all’ingresso di Ibla che perde tempo a verificare i documenti di semplici automobilisti che nemmeno sa interpretare nella giusta maniera.
Anche il bus urbano stipato all’inverosimile, ben oltre il numero di posti consentito, è una questione di sicurezza, come la piazza troppo piena e le vie che non permettono il transito di mezzi di soccorso.
Chè poi abbiamo il centro storico superiore con enormi potenzialità, con i locali, con le sedi museali, con la Festa per il Santo Patrono e con tutte le manifestazioni importanti che possono godere di strutture ricettive fornite di tutti i servizi e, soprattutto, di adeguati parcheggi.
In una città dotata di tre parcheggi pluripiano, spesso semivuoti, di certo nelle ore serali, è una follia andare a violentare l’ambiente di Ibla con un’altra struttura simile.
