Dopo la calma ‘imposta’ per le ‘regionarie’ tornano i dissidenti 5 Stelle con le solite polemiche

Un meetup che si ispira ai principi del Movimento 5 Stelle e parla a nome dei cittadini: più volte delegittimato dal neo candidato 5 Stelle alla Presidenza della Regione, Giancarlo Cancelleri, un gruppo che, stranamente, nel periodo preregionarie, ha allentato la comunicazione, quasi sempre finalizzata ad attaccare i 5 Stelle di Ragusa.
La prossima campagna elettorale servirà per chiarire la posizione di questo meetup, quali sono i suoi aderenti e, soprattutto, quali legami eventualmente ci sono con i candidati alle prossime regionali, per sgombrare il campo da equivoci sulle singole posizioni al fine di evitare il disorientamento per gli elettori.

Ancora con una nota senza firma, al contrario delle ultime riflessioni dell’avv. Giorgio Licitra che ha inviato un comunicato stilato congiuntamente con alla consigliera comunale Marabita, il meetup dei dissidenti 5 Stelle, quello che raccoglie tre assessori esautorati dalla giunta di palazzo dell’Aquila, si occupa della questione sanità in città, non senza evitare di rivolgere le consuete contestazioni al sindaco Piccitto.
Questo il testo integrale del comunicato:

IL GRANDE SCEMPIO DELLA SANITA’ IBLEA
Da cittadini assistiamo impotenti ed indignati all’incredibile alternarsi di irragionevoli eventi che hanno schiantato la Sanità Ragusana, senza che nessuno sia chiamato a risponderne in modo chiaro ed indiscutibile, come chiaro ed indiscutibile è il danno arrecato alla collettività.
Tuttavia in questo alternarsi di eventi emergono due aspetti, due livelli di responsabilità.
Il primo livello, locale, riguarda chi è preposto alla salvaguardia della salute pubblica; il secondo, regionale, riguarda chi gestisce risorse umane e coordina gli interventi sul territorio.
Non si riesce a capire perché entrambi non hanno svolto il loro corretto ruolo istituzionale di rappresentanti dei cittadini che, proprio se corretto, deve essere a beneficio della collettività e a tutela della salute pubblica.
In questa vicenda, nell’incastro delle responsabilità, dove però nessuno è responsabile e nessuno si assume alcuna responsabilità, tutto ha giocato contro chi ha dato delega a questi rappresentanti: tutto ha giocato CONTRO I CITTADINI!
In questo caso di delega in delega è arrivato a Ragusa “un illuminato amministratore di ospedali”; poteva arrivarne un altro o chiunque, visto che poi, chi ne determina gli atti è il locale potente di turno.
All’inizio del suo mandato, “all’illuminato amministratore di ospedali”, gli furono messi a disposizione degli esperti in Sanità Pubblica per spiegargli almeno qualcosa ma, egli sprezzante, rifiuto l’aiuto gratuito.
Pertanto, tra i due potenti locali di turno, appartenenti al Partito Democratico, si è scatenato uno scontro feroce dove, uno chiede la rimozione “dell’illuminato amministratore di ospedali” e l’altro ne difende l’operato.
Certamente alla collettività ragusana non sfugge che, nel caso specifico, si difenda l’amico e il compagno di cordata; non si difende certamente l’interesse dei cittadini; cittadini che a parole si dice di amare tanto.
E’ chiaro che a questa vicenda l’On. Di Pasquale non può dire di essere estraneo, ma mantiene un profilo basso in attesa che passi la nottata e la gente si dimentichi di tutto.
L’altro personaggio, che mantiene un profilo basso e aspetta che passi la nottata, è il Sindaco.
Costui non è stato certamente attento controllore, per come è in suo potere e per il ruolo istituzionale che gli compete; controllore di un manager tanto intemperante quanto fantasioso e bizzarro.
Sicuramente gli è stato più facile e confacente andarsi a “vappariare” nelle piazze dove si sono tenute le amministrative e, ultimamente, a Palermo.
Si: “vappariare” sulle mirabilie mai realizzate a Ragusa, anziché rendersi conto che il nuovo ospedale non era pronto per l’apertura; avrebbe dovuto rendersene conto durante il sopralluogo effettuato qualche settimana fa insieme al vicesindaco, al presidente del Consiglio ed all’assessore alla Sanità, che certamente non sono esperti in materia sanitaria; avrebbe dovuto rendersene conto anziché farsi prendere in giro dall’ineffabile manager che gli assicurò l’apertura entro dieci ore.
Adesso il danno è fatto ed i cittadini ne pagano le conseguenze come peraltro le cronache di questi giorni narrano.

La nota appare strumentale al consueto attacco nei confronti del sindaco Piccitto.
Si occupa della situazione legata al fallimentare trasferimento dei reparti ospedalieri nel nuovo nosocomio, con circa un mese di ritardo.
Sull’identificazione delle responsabilità si fa un poco di confusione, il livello regionale non è identificato nel Partito Democratico che, a piene mani, gestisce, da tempo, la sanità in Sicilia, con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti.
Sulle considerazioni per i compiti del manager e sulle sue competenze per la gestione passata della sanità Ragusa si sono espressi organi di valutazione di livello nazionale e poco possono influire giudizi improntati a sterile provincialismo.
Piuttosto vanno ricercate le responsabilità per la fallimentare gestione dell’attivazione del nuovo ospedale e del trasloco per i quali è impensabile che le responsabilità siano da addebitare, unicamente, al Direttore Generale.
L’attacco al Sindaco si rivela nella sua puerile consistenza a proposito delle partecipazioni dello stesso alla manifestazioni elettorali del Movimento 5 Stelle, rilievi e contestazioni che vanno inoltrate, se ascoltate, ai vertici del Movimento 5 Stelle che hanno messo in scaletta Federico Piccitto, gli stessi che, più volte hanno parlato di “mirabilie” inesistenti della città di Ragusa senza che i dissidenti abbiano sollevato eccezioni di veridicità, vedi il caso DiMaio a proposito dei trasporti nella nostra città.
Quanto alle competenze e alle funzioni in materia sanitaria del primo cittadino, consiglieremmo ai dissidenti di andare a leggere bene cosa prevede la legge perché, specificatamente in tema di organizzazione ospedaliera il sindaco non ha nessun potere e, in ogni caso, le sue funzioni in materia sanitaria sono come ufficiale di Governo e non come rappresentante dei cittadini, come è rilevabile da una attenta lettura del Testo Unico degli Enti Locali.

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