di Cesare Pluchino
Uno spiegamento di forze, unitario e senza distinzione di colore politico che, da solo, potrebbe costituire forza inarrestabile per qualsiasi tipo di protesta
Partecipazione totalitaria dei Comuni del Libero Consorzio di Ragusa alla presentazione, nella Sala Giunta di Palazzo dell’Aquila, della settimana di mobilitazione e informazione sulla delicata situazione in cui versano gli enti locali a causa dell’assenza di risposte e della drastica riduzione dei trasferimenti da parte di Stato e Regione.
Purtroppo, fra i rappresentanti dei tredici Comuni del Libero Consorzio Ibleo, non ci sono elementi con la volontà di scatenare forme di disobbedienza civile tali da impressionare gente come Crocetta o Renzi, e relativi entourage.
Troppo stile nell’eloquio, eccessiva compostezza nel porgere la protesta, appartenenze politiche che sconsigliano di tracciare solchi profondi con leader che, domani, potrebbero ricordare.
Nell’asfittico panorama di politici con attributi adeguati di indipendenza e coerenza, solo Grillo potrebbe trascinare alla rivoluzione i comuni siciliani, ma toni e fattezze dei cinque stelle siciliani non fanno propendere per un sovvertimento dell’ordine sociale a breve.
Resta, comunque, la valutazione di carattere generale che la consulta dei Sindaci giudica sconsiderate le politiche del governo regionale e di quello locale, fonte di un a crisi epocale, senza precedenti, che rischia, inoltre di essere addebitata ai Sindaci e alle amministrazioni locali, alla luce della propaganda portata avanti dal governo nazionale sulla riduzione delle tasse.
Questo argomento è quello che sta più a cuore ai primi cittadini, la loro azione di protesta è volta, sì, a sollecitare misure adeguate per alleviare la crisi, ma intendimento comune è anche quello di fare informazione sulle vere cause e sulle condizioni che obbligano, ormai di continuo, le amministrazioni locali a provvedimenti e inasprimento della tassazione che risultano assai impopolari.
Nella situazione che si è venuta a determinare, con tagli della spesa pubblica spesso eccessivi e con la drastica riduzione dei trasferimenti, prodotto delle politiche del governo nazionale e, a cascata, di quello reginale, non si ascoltano forti e decise censure nei confronti di Renzi e di Crocetta. Si scarica su di loro, e sulle loro decisioni, la responsabilità di quanto sta accadendo, si vuole informare la popolazione che a causa delle loro politiche si è costretti a stringere la cinghia in settori importanti delle amministrazioni locali, ma nessuno vuole mettere in guardia dagli uomini e dal partito che starebero portando l’Italia allo sfacelo. Si parla di tagli, ormai letali per le vuote casse degli enti locali, ma nei volantini non una parola contro Renzi o contro Crocetta, non una parola contro i partiti che, con i loro voti, appoggiano i due.
Nessuno parla di rovesciare questi governi, sembra si speri solo in un miracolo.
Posizione indecifrabile e contraddittoria, ma comprensibile alla luce del quadro politico che vede tutti i sindaci, ad eccezione di quello di Ragusa, del Movimento 5 Stelle e del Presidente della Consulta dei Presidenti di Consiglio Comunale, gravitanti nell’orbita del Partito Democratico e degli alleati che sostengono i due governi.
Una guerra virtuale, quindi, quella dei sindaci iblei, quasi un videogioco, con armi caricate a salve.
Nella Sala Giunta di Palazzo dell’Aquila, oltre al Sindaco Piccitto e al Presidente Giovanni Iacono, che facevano gli onori di casa, presenti i Sindaci di Acate, Francesco Raffo, di Chiaramonte Gulfi, Vito Fornaro, di Comiso, Filippo Spataro, di Giarratana, Bartolo Giaquinta, di Ispica, Piero Rustico, di Monterosso Almo, Paolo Buscema, di Pozzallo, Luigi Ammatuna, di Santa Croce Camerina, Francesca Iurato.
Per il Comune di Licodia Eubea era presente il Presidente del Consiglio Alessandro Astorina, per il Comune di Modica il vicesindaco Giorgio Linguanti, per il Comune di Vittoria il vicesindaco Filippo Cavallo. Ha partecipato anche il Presidente del Consiglio Comunale di Comiso, Gigi Bellassai, anche nella qualità di vice della Consulta dei Presidenti dei Consigli Comunali.
E’ stato Federico Piccitto a presentare la mobilitazione dei Sindaci e dei Presidenti dei Consigli Comunali, finalizzata alla sensibilizzazione e alla informazione delle collettività dei comuni.
Occorre rendere conto della grave crisi che si sta attraversando, informare sulle possibili conseguenze delle attuali politiche: non si tratta di una questione politica, ma di sopravvivenza degli stessi enti locali che non sono più in grado di assicurare i servizi essenziali.
Una serie di incontri in luoghi simbolo del territorio, servirà a presentare, di volta in volta, le criticità che assillano tutti i comuni indistintamente.
Primo sit-in mercoledì 8 aprile, alle ore 10, all’aeroporto di Comiso, giovedì 9 a Ragusa, presso l’Istituto Scolastico ‘Mariele Ventre’, venerdì 10 al Porto di Pozzallo, alle ore 11, sabato 11 aprile a Punta Secca, nel comune di Santa Croce Camerina, accanto alla casa del Commissario Montalbano, lunedì 13 a Vittoria, presso il Centro Anziani, martedì 14 ultimo incontro in piazza Duomo a Chiaramonte Gulfi.
Tutte le manifestazioni, nelle quali è prevista la presenza dei gonfaloni dei vari Comuni, faranno da apripista alla manifestazione dell’ANCI Sicilia, prevista per il 21 aprile a Caltanissetta.
Il Presidente Giovanni Iacono ha voluto evidenziare la grande partecipazione, significativa del grave momento che si sta attraversando e per cui si auspica una inversione di tendenza da parte dei governi.
Tante le problematiche sul tappeto, IMU agricola, liberi consorzi, scuole, strade, trasporti, servizi sociali, per le quali non sono escluse forme di protesta più forti ed eclatanti.
Il Sindaco di Monterosso Almo, Buscema, ha rappresentato le difficoltà già espresse in sede di consiglio regionale ANCI, che hanno determinato un quadro desolante del territorio in termini di criticità economiche, non più rinviabili.
Cavallo per il Comune di Vittoria, Astorina per Licodia Eubea e Rustico per Ispica hanno evidenziato le gravi difficoltà di amministrazione che richiedono un impegno comune per sollecitare interventi adeguati a non lasciare soli gli enti locali e fornire gli strumenti utili per uscire dalla crisi.
Sulla opportunità di coinvolgere i cittadini in scelte assai difficili si è soffermato il sindaco di Chiaramonte Gulfi, mentre Franca Iurato, primo cittadino di Santa Croce Camerina ha detto di ritenere inderogabile un cambio di rotta deciso.
Per Francesco Raffo, sindaco di Acate sono in discussione la pace sociale e la tenuta delle comunità, mentre Filippo Spataro ha voluto evidenziare le grosse difficoltà che impediscono ai cittadini di versare i tributi dovuti, fattore che aggrava la crisi delle casse comunali. La protesta non vuole incitare la popolazione ma è doveroso informare i cittadini per dirigere, in maniera più incisiva, gli strali verso Palermo e verso Roma.
Concordi nell’importanza di un’azione comune che deve essere finalizzata a sollecitare scelte diverse nelle politiche economiche, si sono espressi Ammatuna, di Pozzallo, Giaquinta di Giarratana e Linguanti di Modica.
Il presidente del Consiglio comunale di Comiso, Gigi Bellassai, ha parlato di un attacco alla democrazia partecipata e ha voluto mettere in guardia da facili populismi che vorrebbero addebitare ai costi della politica le difficoltà di bilancio, con facili e strumentali attacchi.
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