Seduta in terzo appello del civico consesso, che si apre con 22 presenti per esitare il punto riguaradante il rinnovo della convenzione di segreteria generale con il Libero Consorzio dei Comuni, la ex provincia regionale.
Come già si aveva avuto modo di discutere in commissione un emendamento di Maurizio Tumino, condiviso dalla maggior parte dei consiglieri presenti, ha limitato la convenzione al periodo della sindacatura Piccitto, senza andare oltre.
A parte il minimo dibattito su questo aspetto, il punto è passato senza eccessive discussioni, approvato all’unanimità dei presenti.
Ma i consiglieri di opposizione, Tumino, Lo Destro, Migliore, Chiavola, non hanno mancato di intervenire, prendendo spunto dall’argomento delle esigenze del Libero Consorzio, con interventi che hanno spaziato dal tentativo fallito di eliminare le province come enti alle politiche della Giunta Piccitto, giudicate fallimentari.
I soliti discorsi sul nulla e per il nulla, lontani dalle vere problematiche della città, retorica inutile e tentativo di propaganda per cercare di dare un senso, come hanno fatto notare gli interventi dei pentastellati Stevanato e Agosta che hanno suscitato le reazioni stizzite dei consiglieri di minoranza per i rilievi sarcastici che facevano da contraltare alle loro dotte disquisizioni politiche.
Valutazione, la nostra, che può sembrare esagerata ed eccessivamente critica ma avvalorata dal successivo strategico consueto abbandono dell’aula da parte di alcuni consiglieri che, facendo mancare, per la terza volta in due sedute, il numero hanno provocato il rompete le righe.
In pratica due sedute per esitare solo il punto sulla convenzione per la segreteria generale, dall’esito scontato, quattro interventi di facciata per fare vedere che almeno si parla di qualcosa, poi tutti a casa.
In pratica il nulla assoluto e molti di questi signori mostrano anche l’ardire di volersi ripresentare alle prossime amministrative, qualcuno, addirittura, ambisce a governare la città !
