di Cesare Pluchino
Dopo 35 anni, ancora Giorgio Chessari alla ribalta, con una proposta provocazione che potrebbe costituire l’incipit di una nuova storia della città: una società per azioni per realizzare la metropolitana di superficie tramite l’azionariato diffuso
Il tema del convegno organizzato da Giorgio Massari, nella qualità di capogruppo del Partito Democratico al Comune di Ragusa, voleva far scaturire nuove idee per il centro storico di Ragusa, dopo 35 anni di Legge 61/81.
Dopo due avvincenti serate di relazioni interessantissime, in chiusura del Convegno, è stato l’on.le Giorgio Chessari a delineare, ancora una volta, il solco profondo che separa la politica e i politici di una volta dall’arrembante esercito di neofiti, di maggioranza e di opposizione, maestri che ‘sparano’ comunicati, come in un videogioco, ma incapaci di determinare i cambiamenti auspicati e necessari.
Per ammissione dello stesso onorevole Chessari, una proposta-provocazione, un progetto di fronte al quale nessuno potrà tirarsi indietro. Pubblico e privato, politici e imprenditori, semplici cittadini, avranno la possibilità di dimostrare ciò che, in realtà, si vuole per la città.
Chessari ha proposto la costituzione d una Società per Azioni, con azionariato diffuso, che si intesti la realizzazione della metropolitana di superficie, innescando quei processi virtuosi che porterebbero, inevitabilmente, alla raccolta dei finanziamenti, nazionali, ed europei soprattutto, ampiamente a disposizione per la mobilità sostenibile.
Una idea che è come l’uovo di Colombo, semplice, senza conferenze di servizio e tavoli di concertazione, scaturita con naturalezza, senza lo sfoggio di parole 2.0, come sinergia, condivisione, project financing e cose simili.
Un’idea attuabile dalla prossima settimana, che mette alla prova la reale consistenza della realtà imprenditoriale locale, la lungimiranza della classe politica e la volontà della collettività di progredire verso un futuro di comunità sostenibile.
Un’idea che può far uscire dalla stagnazione la critica condizione della società ragusana, impantanata nella politica da salotto, da club service, impregnata di convegni, progettualità e idee mirabolanti, che mantengono lo status quo su strade, autostrade, porti, infrastrutture, e ogni materia su cui la politica rivendica autorità decisionale.
Il convegno, ennesimo tassello di una strategia politica orchestrata da Giorgio Massari, già nel titolo, intendeva spronare ad una ampia riflessione sul futuro del centro storico di Ragusa, a 35 anni dalla geniale intuizione di un Giorgio Chessari che seppe determinare un futuro per tutta la città.
Le argomentazioni dei relatori hanno tenuto incollato alle sedie un discreto e qualificato pubblico: nella prima serata, ammaliato dalla rievocazione storica della storia urbanistica della città, resa interessante dalla competente esposizione dell’architetto Enza Battaglia, indimenticata primadonna dell’Ufficio Tecnico del Comune, protagonista dei lavori di eccellenza che portarono al riconoscimento UNESCO.
Ma affascinato anche dalla dotta disquisizione tecnico-legale, sulla materia, dell’avv. Gaetano Barone e incantato dall’intervento del ‘padre’ della 61 /81, Giorgio Chessari.
Non meno coinvolgente la seconda parte del convegno, con gli interventi dell’on. le Nello DiPasquale, del prof. Giorgio Flaccavento, di Pippo Gurrieri e del geologo, il dott. Rosario Ruggieri, che hanno dato, ciascuno, un significativo contributo alla visione generalizzata dei possibili interventi sostenibili per il centro storico della città. Il tutto arricchito dalla lettura di una nota dell’architetto Fabio Maria Ciuffini che non ha voluto far mancare il suo contributo all’incontro, pur se impossibilitato alla presenza.
Preannunciata la pubblicazione degli atti del convegno, per il quale proporremo, in altra parte del giornale, una sintetica esposizione delle parti salienti dei vari interventi.
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