Il verde pubblico sempre agli ultimi posti delle priorità

Le segnalazioni sulle condizioni di abbandono del verde pubblico in città si sprecano, diventano il cavallo di battaglia delle opposizioni politiche che hanno vita facile nell’attaccare l’amministrazione: facilissimo intercettare, in città, un’area a verde, scattare alcune foto, aggiungere un comunicato più o meno forbito e il gioco è fatto.
L’ultimo è di Territorio che attraverso il portavoce del Movimento, Emanuele Distefano, rivolge le sue attenzioni all’area cosiddetta del Marsala, lo spazio adiacente al Liceo Classico e alla sede Avis, una volta ritrovo dei giovani studenti ragusani, che versa in condizioni di totale abbandono, con particolare riferimento alle aree di verde pubblico.
La piazzetta è caratterizzata da aiuole piene di sterpaglie, rifiuti di vario genere, senza l’ombra del verde, in totale degrado come altre zone della città, davanti all’agenzia delle entrate, piazza del Popolo, via Carducci, la biblioteca comunale, lo spartitraffico di viale Europa, per citarne solo alcune.
Come dice bene Distefano, è ormai evidente che il Comune sottovaluta la questione sull’onda di un atteggiamento di disinteresse verso il verde pubblico che, per onestà intellettuale, si deve ammettere, ha sempre albergato al Comune di Ragusa.
Come riferiscono amministratori del passato, nessuno ha mai pensato di dedicare somme sostanziose al verde pubblico, spesso si è agito all’ultimo momento, in emergenza, non c’è stata mai una vera e propria pianificazione per la pulizia, la scerbatura, la manutenzione ordinaria periodica delle aree a verde.
Troppo spesso si è detto che non ci sono i fondi disponibili, lo ha detto da quattro anni questa amministrazione che ha fatto le cose a poco a poco, sforando, poi alla fine, progetti lussuosi come quelli del lungomare Andrea Doria mentre ha lasciato piccole aree a verde e quelle delle zone di periferia in totale abbandono, salvo intervenire a macchia di leopardo, a seguito di sollecitazioni, proteste o evidenti stati di esagerato degrado.
Ma non si possono muovere rilievi solo all’amministrazione 5 Stelle, perché nessuna delle componenti politiche di opposizione, al di fuori di interventi strumentali, ha messo al centro della propria azione una indifferibile programmazione per il verde pubblico, né ha agito o tentato di agire sui bilanci comunali per dedicare somme opportune al settore.
In effetti, la materia serve solo per fare la solita opposizione di facciata, perché tutti i politici sanno che sarebbe impossibile togliere fondi ai servizi sociali o alla scuola o alla cultura e allo spettacolo per deviarli sul verde pubblico, nessuno ne avrebbe il coraggio, così ci dobbiamo mantenere gli spazi a verde incolti e abbandonati.
Oggigiorno, con i tagli indiscriminati di Sato e Regioni, le aree a verde sono ‘lussi’ che, forse, non ci possiamo mantenere, serve personale specializzato, tanto varrebbe coprire le aree a verde e pavimentarle in maniera opportuna, ci sarebbe solo da fare la pulizia.
Si parla sempre di nuovo bilancio, di possibilità di esternalizzare il servizio di manutenzione, di avvalersi, nel quadro di accordi dedicati, della mano d’opera di immigrati che potrebbero guadagnare qualche lira, mentre, finora, sono stati, furbescamente, utilizzati dagli ambientalisti a titolo del tutto gratuito, ma i ritmi dei 5 Stelle che amministrano sono quelli che sono ed è prevedibile che si arriverà alla fine della sindacatura discutendo ancora del degrado delle aree a verde.
Il dirigente del settore, l’ing. Giuliana, si è mostrato estremamente disponibile per illuminarci sulla situazione e ci ha garantito un incontro alla presenza del funzionario responsabile, per fare il punto della situazione: potremo conoscere quale è la programmazione, quali gli interventi in calendario, quali i progetti nel cassetto, ma sappiamo, sin da ora, che non ci saranno fondi sufficienti per un intervento massiccio su tutte le aree a verde della città e per una manutenzione costante e non occasionale.

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