Quella che stiamo per pubblicare è la lettera firmata di una lettrice che riferisce di quanto sarebbe capitato ad una turista di passaggio a Ragusa.
Si tratta naturalmente di una segnalazione, i cui contorni andrebbero attentamente verificati: si parla di tassisti che consigliano di non servirsi dei bus extraurbani, di un autista del bus che avrebbe annunciato di non poter partire in orario, perché stanco, di taxi che avrebbero preteso 120 euro a persona per accompagnare i viaggiatori all’aeroporto, di un autobus che sarebbe poi partito nello stesso momento dei taxi.
Così raccontate, nemmeno dai diretti interessati, restano nel computo delle segnalazioni, non ci sono prove per poter accusare nessuno.
Ma ripropongono la questione di taxi senza tassametro e senza un listino delle corse approvato dal comune che non permette di sapere quanto costa essere portato all’ipercoop o a Marina di Ragusa o al Castello di Donnafugata.
Quanto alle ‘stranezze vissute’, anche sfruttando l’opportunità che, a quanto sembra, i testimoni erano diversi, male hanno fatto i protagonisti della vicenda a non segnalare i taxi che sarebbero stati coinvolti.
Questo, comunque il testo della lettera firmata:
Lo sconcertante episodio che sto per raccontare ha avuto tra i protagonisti una signora che è venuta a Ragusa con due amiche perché il figlio ha fatto parte della cinquina di Ragusani nel mondo di quest’anno.
La signora, residente in una città del Nord Italia, si è fermata alcuni giorni in un Hotel di Ragusa Ibla per visitare il nostro territorio. Al momento della partenza, lunedì 7 agosto, ha chiamato un taxi per farsi accompagnare alla stazione degli autobus.
Durante il tragitto l’autista, appreso che le sue clienti dovevano prendere l’aereo a Catania, ha cercato di dissuaderle dal prendere l’autobus perché non sarebbero arrivate in tempo e si è offerto di accompagnarle.
Le signore hanno risposto che c’era abbastanza tempo perché l’autobus dell’Etna partiva da Ragusa alle 10,00 e l’areo sarebbe partito da Catania alle 13,00
Giunte alla stazione degli autobus, hanno fatto i biglietti e sono salite sul pullman.
Qui l’autista ha informato i passeggeri che era troppo stanco e non sarebbe partito in orario.
I passeggeri che dovevano prendere l’areo hanno protestato ma inutilmente, sono dovuti scendere, hanno ottenuto solo il rimborso del biglietto, e si sono rivolti ai taxisti presenti in stazione.
Tre taxi sono stati occupati da questi passeggeri che li avrebbero accompagnati all’aeroporto di Catania al modico (?!?!) prezzo di € 120,00 a persona.
L’autobus è partito nello stesso momento in cui si sono mossi i taxi!!!
La beffa oltre il danno!
È così che nel nostro territorio si incoraggia il turismo!?!?
Ci si può fare spennare una volta, ma non si torna più e siccome, come direbbe il Manzoni, ciascuno di noi ha più di un amico a cui raccontare ciò che gli accade e questi ha a sua volta più di un amico a cui raccontare…… e così via all’infinito, la cattiva fama si diffonde presto.
Tra parentesi: un autista che dichiara di non poter partire in orario, dovrebbe essere licenziato in tronco.
Lettera firmata
