Tutti gli uomini del Presidente, a Ragusa

A meno di colpi di testa dell’ultimo momento, si va delineando il quadro delle candidature per Palazzo d’Orleans.
Il centro sinistra dovrebbe puntare sul rettore di Palermo, Micari, sostenuto dal sindaco di Palermo Orlando, che avrebbe avuto anche il lasciapassare di Faraone e dei centristi di D’Alia.
Più a sinistra ininfluenti potrebbero essere le candidature espresse, sia pure a livello di proposta, di Fava per Art 1 MDP e di Navarra per la sinistra estrema.
A destra, salvo sorprese nella nottata, pare che dovrebbe Musumeci il candidato, con il posto di vice che sarebbe riservato ad Armao, ma il ticket non è confermato dall’interessato, anche se nell’ambiente si parla di soluzioni obbligate di buon senso e di necessità di trovare l’accordo.
Si può prevedere, quindi, una terna di candidature che si contenderà la vittoria, con la variabile della ricandidatura di Crocetta che non pare, al momento, in grado di modificare gli equilibri.
Tutto il resto è tappezzeria, ora i riflettori si spostano sulle singole realtà provinciali dove si giocherà un’altra importantissima partita: quella delle candidature, strettamente legate all’indicazione degli uomini del listino, alla indicazione degli assessori e, più in generale, agli uomini dei singoli territori che potranno rivestire ruoli da protagonisti nell’ambito del nuovo governo regionale.
Sarà un puzzle difficilissimo da definire, anche perché strettamente collegate risulteranno le strategie per le prossime elezioni nazionali e per quelle comunali e, con buona dose di probabilità, anche quelle per le provinciali.
In pratica si intravede trippa per tutti e non sono pochi quelli che ritengono di potersi trovare ancora un angolino dove poter fare politica alla vecchia maniera.
Ma sistemare vecchi e nuovi aspiranti non sarà cosa facile, anche se, all’apparenza, ci sarebbe posto per tutti.

Nel Partito Democratico la strada sembra tracciata: sulla scia dei risultati delle ultime elezioni regionali, forte dei suoi oltre 7.000 voti, Nello Dipasquale non dovrebbe avere problemi per essere riconfermato.
Ha lavorato molto, anche in provincia, e si ritrova con un nucleo di sostenitori a Ragusa, di fedelissimi e della corrente Calabrese, che dovrebbero dare risposte adeguate.
Una elezione di Dipasquale, con un suo sostegno forte, aprirebbe la strada a Calabrese per la candidatura a Sindaco della città di Ragusa: disegno che potrebbe essere stravolto solo da una mancata elezione di Dipasquale alle regionali alla quale potrebbe seguire una eventuale ricandidatura a sindaco della città.
Improbabile la conquista del secondo seggio per il PD che potrebbe aprire scenari di governo per Dipasquale, ove non fosse esclusa la presenza di deputati nella squadra di governo.
Se non si intravedessero condizioni favorevoli per Digiacomo, l’altro attuale deputato del PD, non sarebbe desueto un suo posizionamento nel listino del candidato Presidente.
Tutto si gioca sul peso che Ragusa potrà esercitare, come territorio, su scala regionale e sul peso delle defezioni dal partito, vedi quelle dell’ex secondo circolo e di Giorgio Massari che, in ogni caso, influiranno sui risultati finali.
Fra gli esponenti politici che appoggeranno il candidato presidente del PD ci sarà, molto probabilmente, anche Giovanni Iacono, per la sua vicinanza ideologica al sindaco di Palermo Orlando, anche se, in occasione del referendum del dicembre scorso, ebbe modo di organizzare una iniziativa per il NO accanto a esponenti della destra vicini a Musumeci.

Per quanto riguarda i 5 Stelle non ci sono elementi per pensare che Cancelleri non trovi un adeguato sostegno in città dai pentastellati, addirittura molti pensano che anche i dissidenti del Movimento si raccoglieranno attorno al candidato 5 Stelle e questo, al momento, pare non se ne farà scrupolo, perché dalla sua bocca sono uscite poche parole contro i contestatori di ragusattiva5stelle.
Piuttosto saranno da vedere, nell’ambito di questi chiarimenti, i ruoli che naturalmente dovranno essere assegnati agli attivisti più in vista del Movimento.
Per le candidature si è preferito optare per delle scelte anonime, senza un seguito particolare, eccezion fatta per l’attuale deputata Ferreri, non sembra esserci un entusiasmo particolare fra la gente, per cui tutto sarà affidato alle presenze ragusane che si potranno ritrovare nel listino e nella giunta di governo, anche se, come ha fatto rilevare qualche addetto ai lavori, un governo 5 Stelle, nuovo di zecca, si ritroverebbe con una disponibilità enorme di posti di governo e di sottogoverno, tale da poter accontentare molti aspiranti.

Più complicata appare la situazione nel campo del centro destra: a parte i nostalgici della vera destra e qualche esponente iscritto a Fratelli d’Italia, Musumeci non ha molte persone, a Ragusa, che lo possano rappresentare adeguatamente in funzione elettorale.
Tutti si riconduce al parlamentare Assenza, attualmente di Forza Italia ma che dovrebbe ricandidarsi con la lista di Musumeci, dopo la spaccatura all’interno del partito di Berlusconi.
Prevedibile una sua rielezione, che lascerebbe solo un posto disponibile sui quattro a disposizione: se lo giocano il PD, per il secondo seggio, Forza Italia e l’uscente Ragusa che dovrebbe correre per i centristi.
Ago della bilancia per il seggio potrebbe essere Maurizio Tumino, con il suo gruppo, in grado di assicurare, per esempio a Forza Italia, un bottino di circa 3.500 voti personali di partenza che potrebbero fare la differenza e potrebbero anche costituire merce di scambio per future strategie, comunali o provinciali.
Ma ci sono due incognite forti, che dipendono dalle candidature per la coalizione di destra, in quanto, stando alle indiscrezioni, pare che Berlusconi abbia indicato la necessità delle candidature dei parlamentari nazionali, che sarebbero Giovanni Mauro e il rientrante Minardo, dopo la parentesi alfaniana.
Il dualismo fra Mauro e Minardo, che già tanto male ha fatto al partito in provincia, come per altri insanabili dualismi, costituisce, ancora una volta, indecifrabile strategia che ottiene solo una crisi perenne del partito che, nella nostra provincia, per la presenza di numerosi qualificati esponenti, dovrebbe farla solo da padrone in tutte le realtà politiche.
A ciò si aggiunga che il gradimento della componente Tumino, assai appetita da più parti, è appannato dallo scarso gradimento per il leader del suo movimento, inviso politicamente agli uomini di Forza Italia, di Assenza, e, più in generale, ai simpatizzanti di questa area politica.
Parlando di esponenti che potrebbero essere vicini, o che quanto meno hanno avuto contatti di tipo politico elettorale, al candidato presidente Musumeci va annoverata anche Sonia Migliore.
Tutto il resto è truppa ininfluente, che cercherà di salire in corsa su qualche carro ritenuto del probabile vincitore.

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