Non accenna ad esaurirsi la saga della Diocesi

Si poteva pensare che dopo il post del Parroco della Cattedrale per salutare la vecchia e la nuova sede, assolutamente conciliante nei toni e totalmente inchinato ai bisogni della Chiesa e alle esigenze del Vescovo, si potesse considerare chiusa la questione relativa e quella delle Direzioni degli Uffici Diocesani.
Restavano irrisolte l’esclusione dagli Uffici dell’ex vicario, Padre Puglisi, il ricambio inaspettato del Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali, le motivazioni che avevano spinto S.E. il Vescovo ad ufficializzare il trasferimento del Parroco della Cattedrale nel mezzo dei Festeggiamenti in onore del Santo Patrono della Città e della Diocesi di Ragusa.
Curiosità destinate ad essere soddisfatte con il tempo, tutto, per il momento, sembrava passato e ogni polemica sedata.
Nel primo giorno dopo la festa, arriva, invece, un’altra notizia bomba, sempre in ambito Diocesano e in ambienti vicini alla Cattedrale.
Si apprende, ma non c’è un comunicato ufficiale, delle dimissioni di Tonino Solarino da Presidente della Fondazione san Giovanni Battista.

Come si legge nel sito della Fondazione, questa è impegnata a fornire servizi e promuovere attività nel territorio della provincia di Ragusa dai primi anni Ottanta. Attiva in prima linea nel settore dell’assistenza socio sanitaria, della formazione, dell’intercultura, della progettazione.
Dal 1985, tramite il centro d’accoglienza “SS Annunziata”, svolge attività di sostegno a soggetti con ogni tipo di disagio. Il servizio, in questi anni, ha previsto accoglienza diurna e notturna, erogazione di pasti pronti, servizio doccia e distribuzione di generi alimentari.
Dal 2001 è ente gestore per il Comune di Ragusa del progetto “Famiglia Amica”, afferente al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), volto all’accoglienza, alla tutela e all’integrazione di nuclei familiari richiedenti e/o titolari di protezione internazionale.
Negli anni si sono aggiunti altri progetti analoghi, implementati in diverse zone del territorio provinciale.
Dal 2004 gestisce il progetto “Farsi prossimo” per la Provincia regionale di Ragusa, riservato a uomini singoli in condizione di vulnerabilità.
Dal 2014 gestisce anche il progetto “Accoglienza Casmenea” per il comune di Comiso, riservato a uomini singoli, il progetto “Vivere la vita” per il Comune di Ragusa riservato a donne sole o con figli in condizione di vulnerabilità, il progetto “Biscari” per la Provincia regionale di Ragusa, riservato a uomini singoli.
Dal 2007 al 2009 ha gestito il progetto “Black and white”, in convenzione con il Comune di Ragusa, mirato all’integrazione di minori stranieri di età compresa tra 6 e 12 anni, attraverso la creazione di un centro interetnico, al fine di promuovere atteggiamenti di reciprocità e interculturali tra stranieri ed italiani.
Nel 2008 l’ente ha ottenuto il finanziamento dalla Fondazione per il Sud del progetto denominato “Centro Enogastronomico del Mediterraneo”, per la realizzazione e la valorizzazione della cultura enogastronomica, presso l’Antico Convento dei Cappuccini di Ibla, gestito per conto della Diocesi
Dal 2009 ha gestito diversi progetti a valere sul Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi e sul Fondo Europeo per i Rifugiati.
Ha gestito in qualità di Ente capofila il progetto “Nuovi spazi per i giovani”, finanziato dal FEI, a sostegno del dialogo interculturale tra le giovani generazioni.
Inoltre ha gestito i progetti “Lontani dalla violenza”, “Salut-are” e “Al Roshid finanziati dal Fondo Europeo per i Rifugiati, in diverse annualità.
Nel triennio 2010 – 2012 ha realizzato, in qualità di partner, il progetto A.P.Q. (Accordo di programma quadro) “Voglio dire”, rivolto ai giovani e finalizzato alla promozione del protagonismo giovanile e di attività di integrazione.
Nel 2011 è stato avviato il progetto “Servizi in rete: efficaci interventi di sostegno”, dedicato all’emergenza abitativa e al miglioramento degli alloggi (sostegno all’affitto, acquisto mobili, ristrutturazioni, rifacimento impianti).
Nel biennio 2011 – 2012, in convenzione con il Dipartimento Regionale Protezione Civile, l’ente ha garantito l’accoglienza di profughi nell’ambito del fenomeno denominato “Emergenza Nord Africa”.
Nel 2013 ha realizzato, in qualità di capofila, il Progetto “I tetti colorati” (FEI – Azione 6 – A.P. 2012), prima esperienza in Sicilia sull’abitazione e sull’abitare secondo il modello europeo dell’Housing First, ossia una proposta operativa in cui la casa è precondizione verso l’autonomia.
Nel 2014 ha gestito, in qualità di subappaltatore, il Servizio di formazione, orientamento e mediazione linguistico-culturale, nell’ambito del progetto “Empowerment”, finanziato alla Prefettura di Ragusa a valere sul FEI (A.P. 2012).
In tale contesto, la Fondazione ha operato per la gestione di servizi di supporto e formazione della pubblica amministrazione locale (Questura, Prefettura, SUI), anche dei contesti sanitari.
Un progetto analogo, denominato “Mettiamoci in-accordo” è stato finanziato anche per l’anno 2015.
La Fondazione, in virtù di una Convenzione con l’Università San Raffaele di Roma, si occupa dell’orientamento a livello locale dei corsi universitari proposti dall’Ateneo e dell’organizzazione di Master e Corsi di perfezionamento da svolgersi nel territorio ibleo.
L’esperienza della Fondazione San Giovanni Battista nel settore dell’alta formazione ha contribuito alla creazione del Polo di Alta formazione, insieme all’Istituto di antropologia Paideia, all’Università San Raffaele di Roma, all’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ragusa, all’Istituto Teologico San Tommaso di Messina e alla Scuola di Alta Cucina Nosco.
L’offerta formativa prevede Master di I livello, Corsi di perfezionamento universitario, formazione permanente. I settori interessati riguardano la comunicazione sociale, l’intercultura, il counselling in ambito socio-educativo e pastorale, l’enogastronomia.

Tutta una serie di attività di elevata specializzazione nei settori specificati, che hanno fatto diventare la Fondazione protagonista della vita sociale della città e dell’intera provincia.
Una mole enorme di interventi che avrebbero anche apportato notevoli disponibilità finanziarie in capo all’ente, che avrebbero anche risanato una situazione economica che, al tempo dell’insediamento di Solarino, non sarebbe stata particolarmente favorevole.
La Fondazione era prima guidata da Padre Tidona, al tempo vicario del Vescovo Rizzo e poi Parroco della Cattedrale.
Equilibri all’interno della Fondazione resi complicati da questi intrecci fra Diocesi, Cattedrale e Fondazione che sono emersi, tutti insieme, in queste festività patronali, con la contemporanea uscita di scena del Direttore dell’Ufficio Diocesano, persona notoriamente assai vicina a Tonino Solarino, del Parroco della Cattedrale e, ora, dello stesso Presidente della Fondazione.
Quanto a Tonino Solarino, già sindaco della città, discordanti le posizioni dell’opinione pubblica, diverse ma sempre originate dalle indiscrezioni provenienti da ambienti vicini alla Diocesi.
C’è chi mette in risalto le troppe competenze e attività concentrate su un uomo solo, condizione che faceva propendere, già all’insediamento del Vescovo Cuttitta, per un necessario ricambio al vertice della Fondazione.
Numerosi, di contro, gli estimatori di Solarino che mettono in risalto la gestione attenta della Fondazione che sarebbe stata trasformata in una holding sociale di alto livello, gli stessi che vedrebbero la decisione come una scelta dello stesso Solarino, dettata da motivazioni personali, non ultime quelle di un ritorno in politica.
Ipotesi possibili ma che reggono difficilmente di fronte allo scatenarsi di eventi diversi troppo coincidenti e convergenti, nel tempo, sullo stesso obiettivo.
Un problema in più per il Vescovo che già deve consegnare alla Diocesi e alla città il nome del successore di don Gino Alessi, ora anche l’incombenza di trovare il nome per il vertice della Fondazione, un altro grande impegno, un altro problema per Mons Cuttitta o, forse, come pensa qualcuno, la soluzione è arrivata da chi era il problema.

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