Dominano sempre le polemiche sterili e inutili, non si va al nucleo delle criticità

Ennesimo caso di polemiche sterili e inutili, sollevate dai solti perditempo sui social e cavalcate da una opposizione inconcludente che non riesce, ancora una volta, a soffermarsi su problemi reali.

Il consigliere D’Asta del PD riprende un post di una visitatrice che critica aspramente l’esito dei lavori di rifacimento dei prospetti esterni delle costruzioni che fanno ala al viale di ingresso al Castello di Donnafugata.
Lavori di riqualificazione che sono stati giudicati insufficienti ma che, in effetti, non sarebbero ancora conclusi.
Sarebbe quindi un ennesimo parto prematuro delle opposizioni ma va evidenziato come tutti si sono soffermati sulle caratteristiche, giudicate dozzinali e grossolane, dell’intonaco, senza considerare le criticità del sito nella sua interezza.
Inoltre, dal momento che il bersaglio dell’assessore al ramo non c’è più, si coglie l’occasione per indirizzare critiche al primo cittadino, mentre, invece, occorreva puntare prima i rilievi sull’ex assessore che fa dire al candidato 5 Stelle alla presidenza della regione che Ragusa vanta standard europei, mentre, come vedremo, basta solo questa vicenda degli esterni del Castello per relegarci in posizioni da terzo mondo.

Partiamo da lontano, un giorno l’ex assessore ci annuncia, con entusiasmo che ha deciso di procedere ad una riqualificazione dei prospetti esterni degli immobili del viale di ingresso al Castello, ancorché non tutti di proprietà comunale.
Quando chiedemmo di sapere la data di consegna dei lavori per procedere ad un reportage fotografico, ci venne detto che i tempi si erano allungati, che c’erano all’esterno, sui prospetti, fili di tutti i generi, elettrici, telefonici, di antenne TV, nonché antenne, parabole, canne fumarie.
Si pensò di bonificare questi impianti provvisori con canalizzazioni incassate nel muro, per cui dovette intervenire la soprintendenza per autorizzare i lavori.
Appena l’assessore parlo di soprintendenza capimmo che, come in tanti altri casi a Ragusa, si sarebbe andati alle calende greche.
Su questi aspetti, gravi, si dovrebbero fermare le opposizioni, per una città ingessata da un ente regionale diretto e gestito in maniera alquanto discutibile per le tante incompiute che ci sono in città.
Abbiamo considerato una perdita di tempo chiedere come fosse andata a finire la questione, sicuri, come oggi è dimostrato, che non si sarebbe risolto nulla.
In ambienti vicini all’assessorato, e dalle dichiarazioni rilasciate al quotidiano locale dal progettista dei lavori, si apprende che i lavori, in effetti, non sono conclusi, che si sono allungati i tempi per i motivi che abbiamo citato, che ci sono state divergenze fra il progetto proposto e quello imposto dalla soprintendenza per l’illuminazione pubblica.
Nel corso dei lavori si è arrivarti alla conclusine che rifare i prospetti senza procedere al risanamento dei tetti degli immobili sarebbe stato un lavoro inutile, ma per il progetto complessivo non erano stati previsti i fondi, per cui si è pensato di procedere ad un primo intonaco, dopo l’impianto di illuminazione, aspettando tempi migliori per completare degnamente i lavori.
E qui sorge l’interrogativo sulla lucidità dell’assessore competente che avrebbe dovuto avere una visione d’insieme sul sito e non procedere a tentoni, anche la soprintendenza che conosce dal 2003, anno di inaugurazione del Castello, lo stato delle costruzioni basse, già al tempo con i tetti sfondati, come si evince dalle foto dalla stessa soprintendenza realizzate, avrebbe dovuto intervenire con ragionata successione dei tempi degli interventi.

Dopo mesi, peraltro al termine della stagione turistica, ci ritroviamo con un cantiere aperto, con la prospettiva di lavori che saranno interminabili.
Ritardi che fanno il paio con la realizzazione del Museo dove, pare, le scelte di carattere prettamente museale cozzano con quelle del progettista, determinando contrasti e un anomalo allungamento dei tempi.
Sarebbe molto più produttivo che le opposizioni, invece di sparare ad alzo zero contro i grillini, pervasi da furia cieca di origine elettoralistica, pensassero di rivolgere le giuste attenzioni ad assessori inefficienti, progettisti e soprintendenti per fare in modo che ogni minimo intervento non diventi una telenovela come quello attuale.

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