Pace nel PD ibleo: sono solo sensazioni ?

di Cesare Pluchino
Un accordo fra le varie componenti ha portato alla presidenza dell’assemblea Mario D’Asta

Dopo il responso della Commissione di Garanzia Nazionale del Partito Democratico, unico adempimento dei vertici provinciali del PD era quello di procedere ad una nuova elezione del Presidente dell’Assemblea.
Nei giorni immediatamente precedenti, c’erano stati degli incontri fra le varie componenti del partito, segnatamente fra la componente ipparina, che fa capo al segretario provinciale Giovanni Denaro, la componente vicina del secondo circolo di Ragusa e i renziani di Mario D’Asta che si fregia, simbolicamente e numericamente, dell’appartenenza al gruppo del nuovo arrivato Nello DiPasquale.
Di buon auspicio per il futuro del partito in provincia l’andamento dei lavori dell’Assemblea, svoltasi nei locali della sala convegni di Villa Orchidea, a Vittoria : alla presenza del responsabile organizzativo regionale, Antonio Rubino, nel  migliore stile del partito comunista sovietico, nel giro di poche decine di minuti, sottoposti e approvati, per alzata di mano, all’unanimità, i componenti della Direzione, della Commissione di Garanzia, del Comitato di Tesoreria, la Costituzione dell’Unione Comunale di Ragusa nonché la proposta di regolamento di quest’ultima. Per il regolamento, sempre con lo stesso metodo, sono stati votati i singoli articoli, con una prima votazione, e il regolamento nel suo complesso.
Solo dopo queste votazioni, all’ODG, la elezione del Presidente dell’Assemblea, carica per la quale era pervenuta solo una candidatura, quella di Mario D’Asta.
Dopo una votazione per lo scrutinio palese, che ha visto un solo contrario, unanimità per il candidato.
Di fatto, un accordo fra le componenti citate, che hanno escluso gli appartenenti alla corrente Calabrese di Ragusa, ai quali, comunque sono stati riservati 18 posti in Direzione accanto ai 24 della corrente ipparina e ai 16 dei renziani di D’Asta.
Incomprensibile, per chi ha poca dimestichezza con le regole e i regolamenti del Partito Democratico, la scelta di non convocare, perché non iscritti, quelli del primo circolo, e riservare dei posti che si sarebbero potuti coprire con altri elementi della provincia vicini a Calabrese e alla senatrice Padua, assente all’assemblea.
Salvo ulteriori futuri sviluppi della situazione, sempre attendibili nel Partito Democratico Ibleo, appare evidente che il regista dell’operazione che può avere determinato la pax provinciale possa essere identificato nel senatore Gianni Battaglia che è riuscito a eliminare, per il momento, politicamente, Calabrese, concedendo a D’Asta la carica di Presidente dell’Assemblea che, alla resa dei conti, resta una carica onorifica.
Tutti da verificare gli effetti di questo accordo, soprattutto a livello ragusano, dove incombe la presenza dell’onorevole Dipasquale per la leadership comunale, di Calabrese che non resterà inattivo politicamente con il suo grosso seguito di elettori, di Giorgio Massari con la sua corrente, in rotta con i renziani del terzo circolo.
In apertura dei lavori dell’assemblea, c’erano stati gli interventi di Sergio Failla, dirigente del Circolo di Chiaramonte Gulfi, per una mozione da sottoporre a tutti i consigli comunali, per un seduta simultanea finalizzata alla definizione di una unica mozione NO MUOS.
La vicesegretaria provinciale Angela Barone ha posto all’attenzione il problema delle immigrazione, auspicando maggiore attenzione da parte di tutto il partito che, sulla materia, deve uscire dallo sperimentato e dall’ovvio che, da soli, non possono riuscire a risolvere una situazione assai difficile.
Occorrono invenzioni nuove, ha specificato l’avv. Barone, inutile pensare di eliminare i barconi, occorre liberare le popolazioni in difficoltà, se occorre, andando a prenderle fino a casa.

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