Le commissioni consiliari ormai eventi tragicomici

di Cesare Pluchino
Anche i grillini, che vogliono rendere agevole i lavori delle commissioni, non sono esenti da colpe che coinvolgono il Comune a tutti i livelli, dagli uffici ai consiglieri, dai dirigenti agli amministratori

Una comunissima seduta di Commissione  consiliare fa trapelare le grandi criticità che assillano i lavori d’aula e degli organi consultivi, con innegabili conseguenze per la vita amministrativa della città.
Il Movimento 5 Stelle ha più volte espresso la necessità di trasmettere in streaming anche i lavori delle Commissioni consiliari: il progetto è ineludibile e improcrastinabile perché la città si deve rendere conto di quello che avviene nelle stanze del Comune, fatti che, alla luce dell’atteggiamento indifferente di molti consiglieri che già in passato hanno fatto parte del civico consesso, devono essere stati consuetudine anche negli anni passati.
L’esito della seduta della sesta Commissione, dedicata all’esame di una proposta di iniziativa consiliare, non lascia indenni da forti responsabilità tutti i livelli della macchina comunale. Un apparato elefantiaco, che si muove con lentezza inenarrabile, senza nessun collegamento fra i vari uffici, determinando solo confusione, imprecisioni e disguidi.
Dicevamo che nessuno è indenne da responsabilità: per prima la maggioranza consiliare pentastellata che respinse il progetto di revisione dei regolamenti e di sburocratizzazione dell’ente, presentato dalle minoranza. Fu detto, allora, che era compito della Giunta occuparsi dei regolamenti, nessuno, in commissione, ha saputo rispondere a Maurizio Tumino sul perché fioriscono, ad ogni piè sospinto, iniziative di proposte e revisioni di regolamenti vari.
Ogni iniziativa di un consigliere comunale è valida e lodevole, segnale di impegno politico, ma quella ultima del consigliere Maurizio Porsenna si poteva benissimo evitare. Pensare che debbano lavorare più uffici, che si deve convocare la commissione, alla luce dei fatti anche più di una volta, con i relativi costi, con il finale dell’approvazione in Consiglio Comunale, solo per un modesto regolamento per la gestione delle aree di sosta per i camper, è roba da “striscia la notizia”, solamente paradossale, considerati anche i contenuti poco importanti che si potrebbero affidare, quasi, al guardiano dell’area.
Un apparato della macchina comunale in moto, con relativi costi, per il nulla, in un momento nel quale la gente non arriva alla fine del mese. Senza dire che l’incombenza sarebbe di competenza dell’ufficio turistico, evidentemente impegnato a cincischiare con le futilità, sempre uguali, finora propinateci in 22 mesi di amministrazione.
Fatte queste doverose premesse, un primo esame dell’iniziativa del consigliere Porsenna, a cui comunque va il plauso per l’impegno profuso nel ruolo, induce a riflettere sul fatto che una macchina comunale non può essere impegnata per un semplice regolamento di tipo condominiale, roba da applicati di segreteria, mentre, invece, sono stati coinvolti segretario generale, dirigenti, Presidenza del Consiglio, consiglieri, assessori e via dicendo. Roba che l’assessore competente avrebbe dovuto semplicemente  vistare e far affiggere nelle aree interessate.
I vari punti del regolamento, come anche evidenziato da numerosi consiglieri, pur senza entrare nel merito, hanno fatto emergere numerose criticità: volontari come responsabili delle aree,  compiti informativi e gestionali dei responsabili, eventualmente reperibili tramite telefono dai turisti, orari, divieti, normali prescrizioni di carattere cittadino per la civile convivenza.
Come accennato, non si è entrati nel merito: le opposizioni consiliari hanno trovato terreno fertile per far emergere le mancanze degli uffici e dei dirigenti, ancor prima di addentrarsi nell’esame del regolamento.
Aspetti tragicomici nel vedere che i consiglieri di opposizione, incrementavano la foga critica man mano che intravedevano l’imbarazzo del proponente, del segretario, del Presidente della Commissione e anche dell’assessore che, da vissuto consigliere di opposizione, comprende al volo quando la situazione diventa imbarazzante per la maggioranza e l’amministrazione.
Prima polemica del consigliere Gianluca Morando che si domandava come mai proposte di iniziativa consiliare di esponenti della maggioranza hanno un iter spedito a differenza di quelle delle minoranze.
Speditezza che è diventata una boutade alla luce delle gravi inadempienze rilevate nel lavoro degli uffici.
La commedia iniziava con l’intervento di Sonia Migliore che non trovava allegati i pareri, Porsenna ne assicurava l’esistenza, il Presidente Mirabella si giustificava con l’esigenza di aver dovuto dare corso alla richiesta della Presidenza per la convocazione, sia pure non urgente, precisando che si sarebbe aspettato la partecipazione del dirigente che, sicuramente avrebbe portato, al seguito, anche i pareri.
Momenti di pura atmosfera teatrale con la Migliore impuntata per la indisponibilità dei pareri, il consigliere Schininà che esce per recuperarli, l’imbarazzo e la confusione che pervadono l’aula.
La summa di tutto quando i pareri arrivano: c’è quello del Comandante della Polizia Locale, c’è quello del Dirigente Lumiera, quello del Dirigente Distefano riguarda un’altra iniziativa consiliare, mentre Porsenna annuncia che si deve rinviare la seduta perché manca quello del Segretario generale.
Roba che neppure Pirandello sarebbe riuscito a tramare !
Ma Sonia Migliore incalza, godendo nell’affondare la lama del controllo politico nelle piaghe di una maggioranza allo sbando:  dove è il parere dell’ufficio tecnico ? dove sono le planimetrie ?
Parla di pagliacciata, senza che nessuno riesca a dirle che i contenuti del regolamento prescindono dalle aree presenti o future.
Con candida innocenza anche Elisabetta Marino contribuisce a complicare l’apparente dibattito con la richiesta delle sanzioni previste a carico di chi viola il regolamento.
Sembra un copione studiato, quando arrivano prima il consigliere Lo Destro, poi Chiavola, poi Tumino, come dire, quando il gioco si fa duro, entrano i campo i migliori.
Lo Destro si appella alla necessità del conforto, per una materia così importante, del Segretario generale, e Porsenna condivide pienamente.
La Migliore torna alla carica e si chiede su che cosa sia dato il parere della Polizia Locale, non trattandosi di materia inerente la viabilità, ma nessuno le sa dare risposta.
Il consigliere Porsenna comincia a innervosirsi, biasima la scarsa propensione al dialogo e accusa gli uffici per gli errori, giudica le richieste strumentali, rifiuta i contributi negativi.
Servono o no le planimetrie ? O sono solo motivo di tensione fra i consiglieri ?
Mario Chiavola, una volta funzionario dell’Azienda del Turismo, rileva che, forse, le competenze non sono tutte del Comune, mette sul tavolo l’esistenza del servizio turistico regionale e tutti si bloccano come uno smartphone sovraccarico di file. Un aspetto della questione che coglie tutti di sorpresa.
Quasi un capolavoro teatrale al quale non poteva mancare  il contributo di Maurizio Tumino: ma quali sarebbero le aree attrezzate per i camper, sono aree legittimamente occupate con regolare iter di istituzione ? Può un volontario essere il responsabile dell’area per i camper ? Avete guardato bene i pareri ? Alcuni sembrano speciosi !
Si chiude il sipario, si aspetta la prossima convocazione.
Se, nel frattempo, il sindaco convocasse tutti gli attori, e cercasse di mettere ordine, sarebbe una gran cosa, qualche lezione di recupero per qualcuno ma ci vorrebbe un buon professore, un esperto, uno pratico di navigazione in mare aperto, anche con vento forte e mare agitato.
Ne guadagnerebbe l’immagine del Comune e della Città. 

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